lunedì 29 novembre 2010
Cavallaro sul libro di Grossman del 1929
Henryk Grossmann, Il crollo del capitalismo. La legge dell'accumulazione e del crollo del sistema capitalista, Mimesis 2010
In quest’epoca di crisi del sistema capitalista, nonché delle teorie liberiste incontrastate ed egemoni solo pochi anni fa, il testo fondamentale di Grossmann torna significativamente ad essere uno strumento di lavoro per comprendere le tendenze economiche del presente. Pubblicato nel 1929, alla vigilia di un altro crollo epocale dell’economia, il testo era in assoluta controtendenza rispetto all’ottimismo di anni di vero e proprio boom economico. Di lì a poco, il volume sembrò contenere virtù profetiche: proprio nel momento di massima espansione dei mercati e di entusiamo delle Borse mondiali mostrava impietosamente le contraddizioni insanabili dell’economia di mercato.
Henryk Grossmann (Cracovia 1881, Lipsia 1950) è stato economista e accademico tedesco. Fu professore di economia all’Università Libera Polacca di Varsavia. Nel 1925 emigrò per sfuggire alla persecuzione politica e si unì all’Istituto di Ricerche Sociali di Francoforte. Nel 1933, poco prima dell’ascesa al potere di Hitler, andò a New York, dove rimase sino al 1949, entrando in contrasto con i membri dell’Istituto di Ricerche Sociali. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale si trasferì nella Germania orientale e divenne docente di economia politica all’Università di Lipsia, città in cui morì nel 1950.
Finalmente riproposto il libro di Henryk Grossmann, considerato a torto la pietra miliare della teoria marxista novecentesca sul crollo inevitabile del capitalismo. Un libro utile per riuscire a comprendere come le imprese e gli stati provano a contrastare le dinamiche economiche e i conflitti che determinano la crisi di una formazione sociale
Luigi Cavallaro, il manifesto, 25 novembre 2010
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