giovedì 31 marzo 2011

La sinistra imperiale trova in Pietro Ingrao il suo padre ignobile

Questo coniglio mannaro verboso e dalla lacrima facile, uno dei pochi dirigenti comunisti italiani dei quali si può dire con certezza che non ha mai fatto un soldo di bene alla classe operaia, è famoso per le rettifiche fuori tempo massimo. Con un editoriale dell'Unità legittima nel 1956 l'invasione dell'Ungheria ma la condanna 40 anni dopo, quando l'URSS non c'è più, per prendersi gli applausi dei "riformisti" e della sinistra morale. Non muove un dito per difendere i suoi allievi del manifesto quando vengono espulsi dal PCI per poi cospargersi il capo di cenere quando non ha più nulla da temere. Così, potremmo essere bravi tutti.
Fautore della "corrente calda", sproloquiatore dell'"utopia concreta" e fomentatore di tutti gli autodidatti della poesia, è l'ispiratore palese di Fausto Bertinotti e Nichi Vendola. Inutile, ma con dolo.
Oggi si unisce al coro di chi criminalizza il dittatore, domani sarà sicuramente in prima linea contro Cuba [SGA].

Int. a PIETRO INGRAO di BENEDETTO GRAVAGNUOLO, L'UNITA' del 30/3/2011 a pag. 36/37
L' etica di Ingrao, pacifista un po' guerriero

Paolo Franchi, Corriere della Sera, 31 marzo 2011
IL CASTRISMO CROLLERA' A RITMO DI PUNK LATINO
GUILLERMO FARINAS, LIBERO del 30/3/2011 a pag. 30/31

Fukuyama tenta il revival con la guerra di Libia

Che sia neocons o interventista-democratico, l'idealismo è il veleno più nocivo nella sfera politica.[SGA].

AVEVO RAGIONE, LA STORIA E' FINITA
Int. a FRANCIS FUKUYAMA di FEDERICO RAMPINI, LA REPUBBLICA del 30/3/2011 a pag. 57

ORDINAMENTI INTERNAZIONALI FILOSOFIA E CAMPI DI BATTAGLIA
GIUSEPPE PANISSIDI, CORRIERE DELLA SERA del 30/3/2011 a pag. 50

Uno studio sulla campagna napoleonica in Russia

Dominic Lieven: La tragedia di Napoleone in Russia, Mondadori

Nel giugno 1812 Napoleone Bonaparte invade la Russia per piegare lo zar Alessandro I ai propri progetti di egemonia continentale. Convinto di dover affrontare truppe male armate e poco addestrate, guidate da un sovrano irresoluto, incontra invece una resistenza accanita, che lo inchioda nel gelo dell’inverno e lo costringe a una disastrosa ritirata, trasformando quella che doveva essere una marcia trionfale nella disfatta e nel quasi annientamento della Grande Armée. Fin qui la storia nota, e da qui inizia il magistrale e monumentale lavoro di Dominic Lieven sulla Russia contro Napoleone, che rende giustizia alle doti militari e alla lungimiranza strategica del sovrano russo e dei suoi generali, nonché all’eroismo e al valore dei suoi soldati e cavalleggeri. E illumina, specie sul versante russo, ogni elemento: economico, militare, logistico, diplomatico, spionistico, in un racconto rigoroso e al tempo stesso avvincente, che accompagna lo zar di tutte le Russie e i suoi eserciti anche nella controffensiva attraverso l’Europa e fino all’entrata in Parigi.

Dominic Lieven è professore di storia russa alla London School of Economics e membro della British Academy. Già visitor professor alle università di Harvard e Tokyo, la sua attività di studioso spazia in vari campi di ricerca, tra cui storia e politica comparata dell’età degli imperi e della Russia postsovietica contemporanea. Sulla Russia degli zar ha scritto libri molto apprezzati, tra cui: Russia’s Rulers under the Old Regime (1989), Nicholas II (1993) e Empire. The Russian Empire and its Rivals (2000).





Nel 2013 la produzione scientifica cinese supererà quella degli USA

CINA - STATI UNITI SORPASSO IN VISTA NELLA RICERCA
PIERO BIANUCCI, LA STAMPA del 30/3/2011 a pag. 1
PREMI E CARICHE PER I MIGLIORI CERVELLI CINESI
MARZIA DE GIULI, LA STAMPA del 30/3/2011 a pag. 13
"I NUMERI DICONO POCO NOI RESTIAMO I PIU' BRAVI"
Int. a ADAM SEGAL di GLAUCO MAGGI, LA STAMPA del 30/3/2011 a pag. 12/13

Franco Cardini "federalista"

UN'ALTRA UNITA' ERA POSSIBILE
FRANCO CARDINI, AVVENIRE del 30/3/2011 a pag. 25

SE IL GENERALE GARIBALDI AVESSE PERDUTO A CALATAFIMI
LETTERA a SERGIO ROMANO, CORRIERE DELLA SERA del 30/3/2011 a pag. 51

Vittorio Alfieri testimone della Rivoluzione francese

ALFIERI: MAMMA MIA STA CADENDO LA BASTIGLIA
MARIO BAUDINO, LA STAMPA del 30/3/2011 a pag. 39

Anni di Piombo: storiografia o teoria del complotto?

"GLI ANNI SETTANTA? E'ORA DI AFFIDARLI AGLI STORICI"
Int. a MARC LAZAR di PAOLO PERSICHETTI, LIBERAZIONE del 30/3/2011 a pag. 12

"TI CONSEGNO IL TEMA CHE HO CORRETTO NEL '68"
ALBERTO MATTIOLI, LA STAMPA del 30/3/2011 a pag. 23

Scuola nel caos

IL MINISTERO E I RICORSI DA EVITARE "VANNO ASSUNTI 65 MILA PRECARI"
LORENZO SALVIA, CORRIERE DELLA SERA del 30/3/2011 a pag. 27
DOCENTI, TORNANO I CONCORSI ECCO IL PIANO DEL MINISTERO

ALESSANDRA MIGLIOZZI, IL MESSAGGERO del 30/3/2011 a pag. 14
GRADUATORIE AGGIORNATE MA IN UNA SOLA PROVINCIA
EUGENIO BRUNO, GIANNI TROVATI, IL SOLE 24 ORE del 30/3/2011 a pag. 35
SCUOLA, CLASS ACTION PER CINQUANTAMILA PRECARI
LA REPUBBLICA del 30/3/2011 a pag. 22
SCUOLA, 40 MILA PRECARI FANNO CAUSA AL MINISTERO
ENRICO LENZI, AVVENIRE del 30/3/2011 a pag. 12
PER IL CASO PRECARI BLITZ IN COMUNITARIA
EU.B., M.MO., IL SOLE 24 ORE del 1/4/2011 a pag. 32

Draghi ricorda Luigi Einaudi e i suoi studi

L'ECONOMIA IN DIFESA DELL'UOMO
MARIO DRAGHI, CORRIERE DELLA SERA del 30/3/2011 a pag. 47

Università: la riscrittura degli Statuti

ANARCHIA IN UNIVERSITA'
GILBERTO CAPANO, EUROPA del 30/3/2011 a pag. 1

Ritratto di Tommaso Campanella

E CAMPANELLA SFIDO' LA FORZA DEI PREGIUDIZI (COME COLOMBO)
MARCO RIZZI, CORRIERE DELLA SERA del 30/3/2011 a pag. 48

Ritratto di Isaac Newton

L'ERETICO NEWTON ALLARGO' GLI ORIZZONTI DEL SAPERE UMANO
STEFANO MORIGGI, CORRIERE DELLA SERA del 30/3/2011 a pag. 48

Ben tre nuove traduzioni per Il grande Gatsby!

CHIEDETEMI CHI ERA GATSBY
MATTEO NUCCI, LA REPUBBLICA del 30/3/2011 a pag. 58/59

Il premio Pritzker a Eduardo Souto de Moura

UN ARCHITETTO COI MUSCOLI
FRANCESCO GUERRIERI, GIORNO/RESTO/NAZIONE del 30/3/2011 a pag. 35

mercoledì 30 marzo 2011

Torna il capolavoro di Ferdinand Tönnies

Ferdinand Tönnies: Comunità e società, Laterza

Pubblicato per la prima volta nel 1887 da Ferdinand Tönnies (1855-1936), il volume presenta una comprensione puntuale e originale dei processi politici della modernità. Il sociologo tedesco distingue fra la 'comunità', intesa come un rapporto reciproco sentito dai partecipanti, fondato su di una convivenza durevole, intima ed esclusiva, e la 'società', la cui vita è razionale, passeggera, più superficiale, tendente ai rituali e alle cerimonie pubbliche. La concezione della società di Tönnies è essenzialmente pessimistica e le sue teorie anticipano alcune critiche al consumismo e alla società urbana contemporanea. Queste categorie interpretative restano un contributo fondamentale per la sociologia e sono state riprese continuamente nel corso del tempo, criticate e ridefinite anche in altri ambiti accademici, come l'economia e la filosofia politica. "Oltre a essere un classico tra i classici della sociologia, "Comunità e società" è l'espressione precisa ed esemplare ancora una volta classica - di un'epoca storica e, al suo interno, della particolare e intricata vicenda della Germania tra la fine del XIX secolo e i primi decenni di quello successivo. Questa storicità del testo non ne fa però un reperto archeologico, interessante solo per capire un tempo passato, e perciò davvero significativo solo al suo interno. Essa è importante perché, grazie alla sua veste sociologica, nomina un problema politico che da allora in poi definisce la nostra contemporaneità." (Maurizio Ricciardi)
GIUSEPPE BEDESCHI, CORRIERE DELLA SERA del 29/3/2011 a pag. 47

Il neoconservatorismo europeo

"UN "RINASCIMENTO" DEI CONSERVATORI INVESTA L'EUROPA"
Int. a DIETER STEIN di GIUSEPPE REGUZZONI, LA PADANIA del 29/3/2011 a pag. 12/13

Nuovi media, potere e movimenti di massa

LA COMUNICAZIONE FAI DA TE
Int. a MANUEL CASTELLS di GIANCARLO BOSETTI, LA REPUBBLICA del 29/3/2011 a pag. 55

RIVOLUZIONE INTERNET: LE NOTIZIE SI PAGANO
DERRICK DE KERCKHOVE, ANNALISA BUFFARDI, IL MATTINO del 29/3/2011 a pag. 1

Un paese di santi, navigatori e romanzieri ma non di lettori

I CATTIVI MAESTRI? ORA INSEGNANO COME SI DIVENTA GRANDI SCRITTORI
MASSIMILIANO PARENTE, IL GIORNALE del 29/3/2011 a pag. 30

SIAMO UNA DEMOCRAZIA MEDIAMENTE IGNORANTE
PAOLO DI STEFANO, CORRIERE DELLA SERA del 29/3/2011 a pag. 51

SE GLI SGRAMMATICATI INSEGNANO A SCRIVERE
FRANCESCO BORGONOVO, LIBERO del 30/3/2011 a pag. 1

Ricordo di Simone de Beauvoir

SE ABBIAMO BISOGNO DI SIMONE DE BEAUVOIR
MICHELA MARZANO, LA REPUBBLICA del 29/3/2011 a pag. 56

Gli Anni di piombo non finiscono mai

L'EX ALLIEVO DI NEGRI E I VELENI DI VERBANIA
MARCO IMARISIO, CORRIERE DELLA SERA del 29/3/2011 a pag. 27

martedì 29 marzo 2011

Il dibattito intellettuale euroamericano sulla "guerra umanitaria"

Il grande rischio: pensiero unico su guerra e pace

Christian Rocca, Sole 24 Ore, 27 marzo 2011

Per l'uguaglianza

Nadia Urbinati: Liberi e uguali. contro l'ideologia individualistica, Roma-Bari, Laterza

“….l’uguaglianza è una creazione della società e dell’educazione; come fatto artificiale e sempre bisognoso di riproduzione essa può cessare di esistere se la società non se ne cura. L’uguaglianza è una conquista della civiltà e può decadere dalla mente e dal cuore degli individui. Per questo, la società democratica è un progetto educativo non soltanto una forma di governo“.

Abituati a pensare che i loro diritti siano sicuri perché tutti rispettano le leggi senza sforzo in quanto opera loro, i cittadini democratici sono spinti verso una programmata indifferenza verso il pubblico e l’agire politico, con il risultato di un progressivo deterioramento della cultura dei diritti, trasformata con sempre più facilità nell’idea che la libertà significhi fare ciò che si vuole cosicché alla fine l’individualismo ‘attacca e distrugge’ tutte le virtù, quelle private non meno di quelle pubbliche. Il ciclo dell’individualismo si chiude: più i cittadini si ritirano dalla vita pubblica per occuparsi dei loro personali interessi, più decade il sentimento di solidarietà, più si essicca quella qualità empatica che é tra quelle che compongono l’individualismo democratico, più l’ordine politico é esposto ai rischi di dispotismo. Un dispotismo che prenderà forme e caratteri della società democratica: dispotismo non di una persona ma di un ceto (quello politico eletto) e soprattutto di una pervasiva opinione pubblica.» In queste pagine, Nadia Urbinati ricostruisce la storia dell’individualismo per dimostrare quanto sia un carattere costituente della democrazia. Solo recuperandone gli aspetti positivi, in contrapposizione alle derive egoistiche e superficiali di tanta parte del tessuto sociale, è possibile scoprire la cruciale relazione fra libertà e eguaglianza, fra autonomia e responsabilità.

Remo Bodei, Sole 24 Ore, 27 marzo 2011

Università

L'ATENEO FA I CONTI CON IL BLOCCO ASSUNZIONI
GIANNI TROVATI, IL SOLE 24 ORE del 28/3/2011 a pag. 13
LA RIFORMA GELMINI? GUARDI AL FUTURO
IL SOLE 24 ORE del 28/3/2011 a pag. 8
"CI VUOLE UNA VERA CULTURA DEI RISULTATI"
Int. a LUIGI BIGGERI di GIANNI TROVATI, IL SOLE 24 ORE del 28/3/2011 a pag. 13

Il dibattito sul multiculturalismo

REGOLE PER UN DIALOGO TRA LE CULTURE
FRED DALLMAYR, CORRIERE DELLA SERA del 28/3/2011 a pag. 35

L'apriori in contanti

LA PSICO ECONOMIA
MAURIZIO FERRARIS, LA REPUBBLICA del 28/3/2011 a pag. 39

L'intervento di Gramsci sulla legge contro la libertà di associazione

MASSONERIA E RISORGIMENTO GRAMSCI CONTRO MUSSOLINI
LETTERA a SERGIO ROMANO, CORRIERE DELLA SERA del 28/3/2011 a pag. 39

Come funzionava la scuola quadri del PCI

"FRATTOCCHIE, STUDI SERI E FLIRT. MA LO YOGA NO"
ANGELA FRENDA, CORRIERE DELLA SERA del 28/3/2011 a pag. 19

Educare i nativi digitali

Così si realizza il sogno educativo di John Dewey

Armando Massarenti, Sole 24 Ore, 27 marzo 2011

Storia orale e storia delle classi subalterne

Millenovecento. storie di siciliani, Con una nota di Ignazio E. Buttitta, a cura di Alessia Porto Edizioni di Passaggio, Palermo
 «Quando eravamo giovani noi, era come fosse che il mondo doveva essere sempre così. E tiravamo avanti». Questo non è solo un libro sulla Sicilia e sui siciliani, uomini e donne nati ai primi del Novecento invitati a raccontare la loro vita, è anche un libro di memorie, di biografie, che restituisce il ritratto a piú voci di un brano di storia del secolo scorso. È una Sicilia lontana quella che si disegna in queste pagine, raccontata attraverso la voce di chi, nato nell’ultimo lembo di un mondo ancora contadino, ha attraversato tutti i mutamenti culturali e sociali avvenuti nel corso del secolo scorso.

«Quando eravamo giovani noi, era come fosse che il mondo doveva essere sempre così. E tiravamo avanti». Questo non è solo un libro sulla Sicilia e sui siciliani, uomini e donne nati ai primi del Novecento invitati a raccontare la loro vita, è anche un libro di memorie, di biografie, che restituisce il ritratto a piú voci di un brano di storia del secolo scorso. Una Storia narrata in prima persona da contadini, pescatori e scalpellini, dal bracciante jurnataro che lavora a giornata nei feudi alla donna che parte per la raccolta del gelsomino; dal pastore affittato da bambino per badare alle pecore, al venditore di muli che attraversa la Sicilia da una fiera all’altra; cono carbonai e taglialegna che vivono nei boschi, fino all’ultimo cialomatore della tonnara di Favignana. È una Sicilia lontana quella che si disegna in queste pagine, raccontata attraverso la voce di chi, nato nell’ultimo lembo di un mondo ancora contadino, ha attraversato tutti i mutamenti culturali e sociali avvenuti nel corso del secolo scorso, incrociandosi alla Storia piú grande: il fascismo,la seconda guerra mondiale, l’avvento della democrazia, le lotte contadine con le loro speranze e i loro drammi, e la riforma agraria, fino al terremoto del Belice, forse l’ultimo tragico atto che definitivamente inghiotte ciò che restava di quel mondo. È per questo che i narratori di questi racconti diventano anche testimoni, e le loro storie personali assumono il valore di veri e propri documenti della storia sociale del Novecento.

Alessia Porto (Catania 1977), laureata in filosofia, ha collaborato con diverse riviste di letteratura, ed è sceneggiatrice, ed è sceneggiatrice e autrice di documentari.

Goffredo Fofi, Sole 24 Ore, 27 marzo 2011




lunedì 28 marzo 2011

La guerra conto la Libia

di Piero Pagliani, da Comunismo e Comunità

1. Ancora una volta, con la crisi Libica risalgono in superficie le ragioni profonde della inadeguatezza delle categorie acriticamente ereditate dalla tradizione marxista. A parte la questione di quanto riflettano veramente il pensiero di Marx, occorre rilevare – perché è una questione immediatamente politica – che l’errore di molto marxismo novecentesco è stato lo scolasticismo della suddivisione struttura-sovrastruttura, che si traduceva in errore economicistico e storicistico. L’aveva compreso Lenin (che infatti scriveva che non si capisce il primo libro del Capitale se non si è letta e capita tutta la logica di Hegel, e ne concludeva che “di conseguenza, dopo mezzo secolo, nessun marxista ha capito Marx!!“) e lo aveva capito Gramsci, che infatti fu accusato di idealismo...
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WALTER SITI, LA STAMPA del 27/3/2011 a pag. 39


Proletarizzazione?

Il volto moderno del ceto medio

di Gian Paolo Prandstraller, Sole 24 Ore, 28 marzo 2011
I ceti medi pagano il conto della crisi

Alberto Alesina, Sole 24 Ore, 27 marzo 2011
La middle class Usa sistema la bilancia

Cronologia articolo, Sole 24 Ore, 27 marzo 2011

Una discutibile lettura del concetto di libertà in Hannah Arendt

LA LIBERTA' VERA E' QUELLA GARANTITA DALLO SPAZIO PUBBLICO
MARIO RICCIARDI, IL RIFORMISTA del 27/3/2011 a pag. 15

Cardini ricorda Thomas Edward Lawrence

IRRIPETIBILE MITO DI LAWRENCE D'ARABIA CE N'E' UNO SOLO
FRANCO CARDINI, IL TEMPO del 27/3/2011 a pag. 24/25

No, Sandokan no!

SANDOKAN? UN'ICONA DI RISCATTO DEGLI SCONFITTI
Int. a STENIO SOLINAS di ANTONIO RAPISARDA, a pag. 7
SCOPRIAMO IL MONDO COI TIGROTTI DI MONPRACEM
Int. a IVO GERMANO di GIOVANNI BANDINI, SECOLO D'ITALIA del 27/3/2011 a pag. 6
DA SANDOKAN A EVOLA PASSANDO PER CASAPOUND: LA RIBELLIONE E' TIGRATA
ADRIANO SCIANCA, SECOLO D'ITALIA del 27/3/2011 a pag. 5

Morin discetta sull'universo mondo, a volte a vanvera

"SALVARSI DALLA CATASTROFE E' IMPROBABILE, PERCIO' CI SPERO"
Int. a EDGAR MORIN di ALBERTO MATTIOLI, LA STAMPA del 27/3/2011 a pag. 37

L'opera, l'autore e la sua immagine

IL CORPO DELLO SCRITTORE
ALESSANDRO PIPERNO, CORRIERE DELLA SERA del 27/3/2011 a pag. 34/35

La destra e i vendoliani di Sansionetti uniti contro Alfabeta2, nel nome del postmodernismo e del bungabunga

LA CENSURA SURREALE DELL'OSCURO CORTELLESSA
FRANCESCO BORGONOVO, LIBERO del 27/3/2011 a pag. 30

Un protagonista della musica italiana

"A CASA CRAXI FACEVO L'APICELLA COL JAZZ HO AVUTO MILLE DONNE"
Int. a LINO PATRUNO di ALESSANDRO DELL'ORTO, LIBERO del 27/3/2011 a pag. 33

domenica 27 marzo 2011

La sinistra imperiale affila le armi sulla Libia prima di passare alla Siria e al prossimo Hitler

SARKOTRIPOLITANI - SPINELLI IN PEPLO E ZAGREBELSKY IN TUTA, TUTTI A BOMBARDAR LA LIBIA CHE NON TRADUCE GOMORRA

IL FOGLIO del 26/3/2011 a pag. 4

LA RIVOLTA ARABA
S'infiamma la Siria, decine di morti Fuoco alla statua dell'ex presidente
La Stampa 25/03/2011

Tradotto un saggio di Georg Simmel

Georg Simmel, Denaro e vita. Senso e forme dell’esistere, a cura di Francesco Mora, Mimesis

La riflessione di Simmel sul denaro non è nulla di economico né ha alcun aspetto sociologico, ma coinvolge l’ambito filosofico dell’esistenza umana. In questo senso la filosofia del denaro è una filosofia della forma che manifesta in modo emblematico l’essenza della vita. Nessuna ricostruzione storica né alcuna legge economica può ridare la complessità del problema del valore del denaro per la vita. Lontano tanto dalla scuola classica inglese quanto dal marxismo, come dalla riflessione weberiana sull’economia monetaria, Simmel propone una visione del fenomeno del denaro analizzato sub specie philosophiae, in tutte le sue poliedriche sfaccettature non solo vitalistiche ma anche estetiche. La forma denaro è dunque quella che meglio di altre manifesta il movimento della vita dell’uomo e la sua drammatica e insuperabile essenza conflittuale. In ciò consiste l’attualità della sua riflessione che da sempre ha pensato il denaro come il più potente livellatore dell’esistenza.

Georg Simmel (Berlino 1858 - Strasburgo 1918) è uno dei maggiori esponenti della cultura tedesca di fine secolo seppure ancora il suo ruolo non sia adeguatamente riconosciuto. Collocato all’interno dello storicismo tedesco contemporaneo, del neokantismo, della filosofia della vita, considerato ora sociologo ora relativista, in realtà egli sfugge a una precisa definizione che non sia quella di filosofo. In colloquio con artisti e intellettuali di fama mondiale, inviso all’accademia, Simmel otterrà la cattedra nella periferica Strasburgo solo quattro anni prima della morte.

Francesco Mora è ricercatore di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Studioso di Simmel e dell’ambiente tedesco fin dagli anni Ottanta ha prodotto sull’autore vari saggi e monografie. Si è occupato della filosofia di Aristotele, Hobbes, Hegel e del pensiero francese contemporaneo, sui quali ha pubblicato vari contributi; da tempo la sua ricerca è incentrata sulla filosofia di Heidegger e il problema dell’umanismo.


La funzione determinante del denaro per la definizione della nostra esistenza privata e collettiva; un libro di Mimesis raccoglie le idee del grande sociologo
di Alessandro Alfieri da supereva




Ancora su Costantinopoli

ETERNA COSTANTINOPOLI LA CITTA' CHE DIVENNE ROMANZO

STEFANO DI MICHELE, IL FOGLIO del 26/3/2011 a pag. VI/VII

Fine del romanzo?

IL ROMANZO NON SERVE PIU' ALLA DEMOCRAZIA
ALFONSO BERARDELLI, FRANCO CORDELLI, CORRIERE DELLA SERA del 26/3/2011 a pag. 55

Come abitano i ricchi

CAPANNONI D'ARTE
FABIANA GIACOMOTTI, IL FOGLIO del 26/3/2011 a pag. VIII

sabato 26 marzo 2011

Lal guerra contro la Libia

Fino ad ora, il movimento per la pace è rimasto praticamente senza voce di fronte alla guerra contro la Libia. Anche la sinistra non è stata all’altezza. Perché?
di Domenico Moro

Le bandiere della Federazione della Sinistra e quelle del Partito Comunista dei Lavoratori sventolano assieme alle bandiere di re Idris durante la manifestazione di sostegno alla "spontanea sollevazione popolare" tenutasi all'ambasciata libica di Roma il 23 febbraio 2011 [SGA].


No al sanfedismo

LA MITOLOGIA DEL BUON GOVERNO BORBONICO
LUIGI MASCILLI MIGLIORINI, IL MATTINO del 25/3/2011 a pag. 1

Un episodio della vita di Spinoza

Quando Spinoza faceva l'attore

Giulio Busi, Sole 24 Ore, 20 marzo 2011

Franco Rella vorrebbe dire il mitico indicibile, ma chi glielo fa fare?

SENZA PAROLE DAVANTI L'ABISSO
Int. a FRANCO RELLA di KATIA IPPASO, GLI ALTRI del 25/3/2011 a pag. 22/23

Ancora sul libro di Lanna

ALMIRANTE NEMICO DEI FASCISTI
ANDREA COLOMBO, GLI ALTRI del 25/3/2011 a pag. 19

La terra dei cachi

Lo tsunami giapponese «è stata un’esigenza della giustizia di Dio» e «per i bimbi innocenti morti nella catastrofe accanto ai colpevoli» si è trattato di «un battesimo di sofferenza con cui Dio ha inteso purificare le loro anime».

Roberto De Mattei a Radio Maria, alcuni giorni fa. Roberto De Mattei è vicepresidente del CNR e al tempo stesso, come se nulla fosse, acceso sostenitore della teoria creazionista [SGA]

I finanziamenti alla ricerca scientifica

SPAZIO, ATOMO E MARE NEI PIANI DELLA RICERCA
MARZIO BARTOLONI, IL SOLE 24 ORE del 25/3/2011 a pag. 27

Vita avventurosa di un genio

Simonidis bifronte falsario e patriota

Una biografia dell’avventuriero greco. Difficile fidarsi di un uomo morto due volte, due volte nato e in tre posti diversi
di Luciano Bossina, Corriere della Sera, 25 marzo 2011

Ancora sull'epistolario di Céline

Céline, l'eterno guastatore vinto dalle virgole

Nicola Lagioia, Sole 24 Ore, 20 marzo 2011

La lettera di Joyce a Carlo Linati

All'asta la lettera di Joyce che denuncia la censura del mondo letterario contro di lui

di Leonardo Maisano, Sole 24 Ore, 26 marzo 2011

Un nuovo ritratto di Virginia Woolf

VIRGINIA GENIO AUTODIDATTA? NO, UNA SECCHIONA IN STORIA
STEFANIA VITULLI, IL GIORNALE del 25/3/2011 a pag. 27

Sulla spettacolarizzazione dell'arte

IL NUOVO TRADIMENTO DEI CHIERICI (DELL'ARTE)
Int. a TOMASO MONTANARI di DARIO PAPPALARDO, LA REPUBBLICA del 25/3/2011 a pag. 54

venerdì 25 marzo 2011

La guerra alla Libia

Dopo una vergognosa campagna mediatica, che ha negato fin dal principio qualsiasi ipotesi di soluzione diplomatica, eccoci oggi sprofondati nel tunnel della guerra. Sotto le bombe muoiono così non solo i cittadini di Tripoli ma gli ideali stessi che hanno portato in piazza tanti giovani nei Paesi arabi.
La prima vittima di una guerra è sempre la verità, perché solo con la menzogna e l’inganno è possibile giustificare l’uso della forza contro i popoli al fine di depredarli delle loro risorse. Anche nel caso della Libia i motivi che spingono gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna e anche l’Italia a far rullare i tamburi di guerra riguardano le immense ricchezze del sottosuolo: gas e petrolio.
In Libia oggi è in corso un'autentica guerra civile, con uno scontro politico tribale e tra fazioni, in cui si mescolano anche le giuste aspirazioni dei giovani a liberarsi da ogni forma di oppressione e di ingiustizia sociale. I tratti autoritari e repressivi del regime di Gheddafi e le violenze degli scontri armati di questi giorni non ci faranno cadere nel tranello bellico. Noi ripudiamo la guerra e affermiamo la nostra contrarietà ad ogni tipo di intervento armato in Libia, ivi compresa la no-fly zone.
Non vogliamo assistere in silenzio ad una nuova “guerra umanitaria”. Chiediamo l’immediato cessate il fuoco. Facciamo appello alla comunità internazionale affinché si ponga fine ad ogni ingerenza straniera e rilanciamo l’ipotesi di una soluzione diplomatica che veda protagonisti i Paesi del sud del mondo ad iniziare da quelli africani e sudamericani. Nel pieno rispetto dell'art.11 della nostra Costituzione, chiediamo al Parlamento e al governo di fermare la guerra impedendo l’utilizzo delle basi italiane e di sostenere la soluzione negoziale alla crisi.
Facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, ai comitati, alle forze politiche e sindacali e a tutte le cittadine e cittadini affinché si adoperino a far crescere le mobilitazioni unitarie contro la guerra, anche con una grande manifestazione nazionale.
Per adesioni fermiamolaguerra@gmail.com

 L’Italia in guerra contro la Libia, 100 anni dopo
di Piero Pagliani, da Megachip
 
È forse il caso di discutere qualche punto sulla situazione che ruota attorno alla crisi libica.
Partiamo dal dato acquisito che l’operazione “Odissea all’Alba” non è un intervento umanitario, come ancora ripete il capo delle nostre forze armate, cioè il presidente Napolitano, refrain in cui gli ex comunisti sembrano addirittura più specializzati della destra (come questo intervento sia stato discusso in Consiglio di Sicurezza – e quindi il suo grado di legittimità – lo spiega bene Giulietto Chiesa all’inizio dell’intervista di Lilli Gruber a “Otto e Mezzo”)...

La lettura in Italia

INCENTIVIAMO CHI "OSA" LEGGERE
CATERINA SOFFICI, IL FATTO QUOTIDIANO del 24/3/2011 a pag. 22
"MA AGLI EDITORI E ALLO STATO NON INTERESSA CHE SI LEGGA DI PIU' "
Int. a GIAN ARTURO FERRARI di SIMONETTA FIORI, LA REPUBBLICA del 24/3/2011 a pag. 46/47
IL SUD? LEGGE MENO MA PUNTA SUI CLASSICI
ROBERTO I. ZANINI, AVVENIRE del 24/3/2011 a pag. 27
CAPIRE CHI LEGGE E PERCHE' SI LEGGE: ECCO LA SFIDA
GIULIANO VIGINI, AVVENIRE del 25/3/2011 a pag. 27

Julia Kristeva su fede e ragione

"NON CREDENTI, NIENTE PAURA"
Int. a JULIA KRISTEVA di LORENZO FAZZINI, AVVENIRE del 24/3/2011 a pag. 29
"FEDE E UMANESIMO LAICO DIALOGANO GRAZIE A FREUD"
Int. a JULIA KRISTEVA di STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 25/3/2011 a pag. 51

Università e scuola

GRANDI MANOVRE SULL'UNIVERSITA' LA DISFIDA PER LA GUIDA DEI RETTORI
LORENZO SALVIA, CORRIERE DELLA SERA del 24/3/2011 a pag. 31
DA ROMA A MILANO, RETTORI CON IL MANDATO IN BILICO
FABIO SOTTOCORNOLA, IL MONDO del 25/3/2011 a pag. 77

LA RIVOLTA DEI PROF CONTRO I GENITORI "BASTA AGGREDIRCI PER I VOTI DEI FIGLI"
TIZIANA DE GIORGIO, FRANCO VANNI, LA REPUBBLICA del 24/3/2011 a pag. 29
LICEO PARINI, PROF IN FUGA DALLE MAMME
FABIO POLETTI, LA STAMPA del 24/3/2011 a pag. 21
"DISTRATTI E INSICURI COI FIGLI CI SFOGHIAMO CON I DOCENTI"
Int. a UMBERTO GALIMBERTI di TONINO BUCCI, LIBERAZIONE del 24/3/2011 a pag. 12

La transizione alla democrazia formale alla fine del XX secolo: uno studio comparato

Grilli Di Cortona P., Lanza O., a cura di: Tra vecchio e nuovo regime. Il peso del passato nella costruzione della democrazia, il Mulino, Bologna 2011

Per quanto distruttiva e discontinua possa essere una transizione, nessun regime nasce in un vuoto storico e istituzionale. Il successo o meno delle democratizzazioni - oggetto di questo studio comparato che riguarda Italia, Germania, penisola iberica e tutta l'Europa ex comunista, Russia compresa - si gioca anche sulle eredità, e in particolare sulla capacità del nuovo regime di neutralizzare o tenere sotto controllo quelle avverse. Oltre che con le eredità tangibili (élite, istituzioni, organizzazioni, prassi politiche) è necessario misurarsi con quelle "invisibili". Fra queste, soprattutto la memoria, che presenta aspetti positivi, perché consente di non ripetere errori e ingiustizie, ma anche negativi, quando si trasforma in un "passato che non passa mai" e che tende a riportare continuamente indietro l'agenda politica.
FEDERICO ORLANDO, EUROPA del 24/3/2011 a pag. 7

La Cina è il primo paese nel mercato mondiale dell'arte

RIVOLUZIONE NEL MERCATO DELL'ARTE PECHINO DIVENTA CAPITALE MONDIALE
PAOLO MANAZZA, CORRIERE DELLA SERA del 24/3/2011 a pag. 51

LA FRANCIA SVELA LA CULTURA CINESE
Int. a ANNE CHENG, MARC KALINOWSKI di ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 24/3/2011 a pag. 51

Non cessano le polemiche sull'unità nazionale

NEOBORBONICI E ORGOGLIO PERDUTO DEL SUD
GIGI DI FIORE, IL MATTINO del 24/3/2011 a pag. 1
L'ITALIA E GLI ITALIANI - QUALCHE DUBBIO STORICO SUL "BALZO IN AVANTI" DOPO IL 150° EVOCATO DAL DISCORSO DI NAPOLITANO
AGNOLI FRANCESCO, IL FOGLIO del 24/3/2011 a pag. 2
NON CANTIAMO IN CORO NE' SIAMO POPULISTI, FACCIAMO PIETA' ANCHE AI CANI
ALFONSO BERARDINELLI, IL FOGLIO del 24/3/2011 a pag. 2
L'ITALIA E LA CHIESA - QUALCHE DUBBIO STORICO SUL TONO FIN TROPPO IRENICO DEL MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER L'UNITA'
ANGIOLO BANDINELLI, IL FOGLIO del 24/3/2011 a pag. 2

Ardeatine

IDENTIFICATE DOPO 67 ANNI DUE VITTIME DELLE ARDEATINE
LA STAMPA del 24/3/2011 a pag. 20

"ADESSO PIANGO PER MIO FRATELLO DOPO UNA VITA PER RITROVARLO"
Int. a ANGELO MOSCATI di G.I., LA REPUBBLICA ED. ROMA del 24/3/2011 a pag. 5

Voci da Marcinelle

"ERAVAMO NUMERI, IO ERO IL 709" IL SOGNO FINITO DEGLI UOMINI CARBONE
CORRADO STAJANO, CORRIERE DELLA SERA del 24/3/2011 a pag. 49

giovedì 24 marzo 2011

L'attacco alla sovranità nazionale significa la fine del diritto internazionale

Dopo una vergognosa campagna mediatica, che ha negato fin dal principio qualsiasi ipotesi di soluzione diplomatica, eccoci oggi sprofondati nel tunnel della guerra. Sotto le bombe muoiono così non solo i cittadini di Tripoli ma gli ideali stessi che hanno portato in piazza tanti giovani nei Paesi arabi.

La prima vittima di una guerra è sempre la verità, perché solo con la menzogna e l’inganno è possibile giustificare l’uso della forza contro i popoli al fine di depredarli delle loro risorse. Anche nel caso della Libia i motivi che spingono gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna e anche l’Italia a far rullare i tamburi di guerra riguardano le immense ricchezze del sottosuolo: gas e petrolio.
In Libia oggi è in corso un'autentica guerra civile, con uno scontro politico tribale e tra fazioni, in cui si mescolano anche le giuste aspirazioni dei giovani a liberarsi da ogni forma di oppressione e di ingiustizia sociale. I tratti autoritari e repressivi del regime di Gheddafi e le violenze degli scontri armati di questi giorni non ci faranno cadere nel tranello bellico. Noi ripudiamo la guerra e affermiamo la nostra contrarietà ad ogni tipo di intervento armato in Libia, ivi compresa la no-fly zone.
Non vogliamo assistere in silenzio ad una nuova “guerra umanitaria”. Chiediamo l’immediato cessate il fuoco. Facciamo appello alla comunità internazionale affinché si ponga fine ad ogni ingerenza straniera e rilanciamo l’ipotesi di una soluzione diplomatica che veda protagonisti i Paesi del sud del mondo ad iniziare da quelli africani e sudamericani. Nel pieno rispetto dell'art.11 della nostra Costituzione, chiediamo al Parlamento e al governo di fermare la guerra impedendo l’utilizzo delle basi italiane e di sostenere la soluzione negoziale alla crisi.
Facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, ai comitati, alle forze politiche e sindacali e a tutte le cittadine e cittadini affinché si adoperino a far crescere le mobilitazioni unitarie contro la guerra, anche con una grande manifestazione nazionale.
Per adesioni fermiamolaguerra@gmail.com

Crisi Maghreb: videointervista a Federico Martino (Ass. Marx XXI)

Die Militärintervention gegen Gaddafi ist illegitim
Ob man Diktatoren zum Teufel jagen soll, ist die eine Frage - selbstverständlich soll man das, so gut es geht. Man muss sich aber auch dem trostlosen Befund aussetzen: Die Intervention der Alliierten in Libyen steht auf brüchigem normativem Boden.
Von Reinhard Merkel, FAZm, 22. März 2011

Die Resolution 1973 des UN-Sicherheitsrats vom 17. März, die den Weg zur militärischen Intervention in Libyen freigab, und Maß und Ziel dieser Intervention selbst überschreiten die Grenzen des Rechts. Nicht einfach nur die Grenzen positiver Normen – das geschieht im Völkerrecht oft und gehört zum Motor seiner Entwicklung. Sondern die seiner Fundamente: der Prinzipien, auf denen jedes Recht zwischen den Staaten beruht. Die Entscheidung der Bundesregierung, der Resolution nicht zuzustimmen, war richtig. Die empörte Kritik daran ist so kurzsichtig und fahrlässig wie die Entscheidung des Sicherheitsrats und die Art der Intervention selbst: kurzsichtig im Ausblenden wesentlicher Voraussetzungen der Situation in Libyen, fahrlässig im Hinblick auf die Folgen dieses Kriegs für die Normenordnung der Welt...


By Huang Xiangyang, «China Daily», 2011-03-22