sabato 30 aprile 2011

Il nuovo libro di Slavoj Zizek

Slavoj Žižek: VIVERE ALLA FINE DEI TEMPI. Il capitalismo sta per finire: e adesso?, Ponte alle Grazie, Firenze

Non c'è più alcun dubbio: il capitalismo si sta avvicinando ai suoi ultimi giorni. I quattro cavalieri che annunciano la ventura Apocalisse sono secondo Slavoj Zizek: la crisi ecologica globale; i gravi squilibri del sistema economico-finanziario; la rivoluzione biogenetica; le esplosive fratture sociali. Ma se per molti la crisi del capitalismo è Armageddon tout court, in che modo la società occidentale sta vivendo il "tempo della fine"? Nello stesso modo in cui si vive un lutto, ovvero, secondo il classico modello psicoanalitico, attraverso le cinque fasi della negazione (nel nostro caso, ideologica), la rabbia, la contrattazione (con il ritorno della critica dell'economia politica), la depressione (ovvero, nei termini di Zizek, la nascita del "Cogito Proletario") e infine l'accettazione: ciascuna di esse costituisce una parte del libro. Solo attraversando questi momenti potremo fare della crisi la possibilità reale, concreta di un nuovo inizio, il viatico per la fondazione della società futura. Per dirla con Mao Zedong: "Grande disordine sotto il cielo: la situazione è eccellente".

ANTONIO GNOLI, SLAVOJ ZIZEK, LA REPUBBLICA del 28/4/2011 a pag. 43




Esce in Italia il libro di Parag Khanna

Parag Khanna: Come si governa il mondo, Fazi, Roma

Come si governa un mondo senza confini? Quali forze politiche, economiche e sociali riusciranno a influire sul futuro del pianeta? Come si affronteranno le crisi economiche ed energetiche, i conflitti armati, la fame, le malattie e le catastrofi ambientali nei prossimi anni? In un'epoca globalizzata, segnata da pulsioni disgregatrici, i vecchi equilibri e le sole organizzazioni internazionali risultano sempre più incapaci di gestire le relazioni tra Stati e tra territori e persone. Dal declino degli USA in atto sta nascendo un "ecosistema ipercomplesso", un "Medioevo postmoderno" nel quale "l'Est non sostituirà l'Ovest, la Cina non sostituirà l'America e il Pacifico non spodesterà l'Atlantico". Se fare buona diplomazia significa stabilire rapporti in ogni modo possibile, ecco allora che avranno un ruolo sempre più importante tutti quei soggetti o gruppi di pressione che ben conoscono i meccanismi attraverso cui passano le decisioni di oggi e di domani. In un lungo viaggio che abbraccia l'Asia e il Medio Oriente, l'Europa, l'Africa e le Americhe, tra operose ONG, filantropi alla ribalta, pragmatiche multinazionali ed efficaci partnership pubblico-private Parag Khanna, enfant prodige delle relazioni internazionali, racconta i protagonisti e le sfide della geopolitica del XXI secolo.

FEDERICO RAMPINI, LA REPUBBLICA del 28/4/2011 a pag. 45

Wojtyla, il santo del Capitale

ANDREA TORNIELLI, LA STAMPA del 28/4/2011 a pag. 21
"E' STATO UN VINCITORE DELLA STORIA MA ALCUNE COSE NON E' RIUSCITO A FARLE"
Int. a ANDREA RICCARDI di MARCO ANSALDO, LA REPUBBLICA del 28/4/2011 a pag. 21
UN LEADER DELLA STORIA MONDIALE
MARCO POLITI, FAMIGLIA CRISTIANA del 28/4/2011 a pag. 122/25
EUROPA RI-UNIFICATA OLTRE IL MURO
ALDO GIORDANO, FAMIGLIA CRISTIANA del 28/4/2011 a pag. 74/78
WOJTYLA, IL SANTO CATTIVO
RENATO FARINA, LIBERO del 29/4/2011 a pag. 1

Scoperte carte inedite di Ludwig Wittgenstein

RITROVATO L'ARCHIVIO DI WITTGENSTEIN, FILOSOFO MALATO D'AMORE
MATTEO SACCHI, IL GIORNALE del 28/4/2011 a pag. 27

Università

TI NOMINO PROF A VITA
ROBERTA CARLINI, L'ESPRESSO del 29/4/2011 a pag. 66/67

Croce e le scienze naturali: una risposta all'attacco del Sole 24 Ore

CHI HA DETTO CHE CROCE E' NEMICO DELLA SCIENZA?
CORRADO OCONE, IL RIFORMISTA del 29/4/2011 a pag. 4

Non c'è bisogno di riabilitare il fascista Gentile per riconoscerne la statura

GENTILE CHI? STORIA VERA DI UN FILOSOFO DIMENTICATO
ADRIANO SCIANCA, SECOLO D'ITALIA del 28/4/2011 a pag. 16
GENTILE UCCISO UN'ALTRA VOLTA
FRANCESCO PERFETTI, IL TEMPO del 28/4/2011 a pag. 1

Umberto Eco spiega al manifesto perché il manifesto è inutile

Ma il più velenoso è Sansionetti [SGA].

"VOI, UN ARGINE CULTURALE ALLA DERIVA BERLUSCONIANA"
Int. a UMBERTO ECO di VALENTINO PARLATO, IL MANIFESTO del 28/4/2011 a pag. 7

MEGLIO DIR MANIFESTAVO...
PIERO SANSONETTI, GLI ALTRI del 29/4/2011 a pag. 13

Educare i nativi digitali

LETTERA A UN PROFESSORE
MASSIMO RECALCATI, LA REPUBBLICA del 29/4/2011 a pag. 48/49

Verso il Salone del libro di Torino

SALONE DI TORINO, IL FUTURO NON PUO' ATTENDERE
MARIO BAUDINO, LA STAMPA del 29/4/2011 a pag. 38/39
DAL SALONE ALL'ETERNITA' NASCE IL MUSEO DEL LIBRO
MASSIMO NOVELLI, LA REPUBBLICA del 29/4/2011 a pag. 49
AL SALONE DI TORINO L'ITALIA DEI LIBRI RUSSIA OSPITE D'ONORE
RENATO MINORE, IL MESSAGGERO del 29/4/2011 a pag. 21
"L'ITALIA DEI LIBRI": LA MOSTRA DEL SALONE RESTERA' COME MUSEO
CRISTINA TAGLIETTI, CORRIERE DELLA SERA del 29/4/2011 a pag. 55


DIAMO ALLO STREGA QUEL CHE SI MERITA: IL ROGO
FRANCESCO BORGONOVO, LIBERO del 28/4/2011 a pag. 1

Il libro di Poggio sul comunismo "eretico" continua a fare scuola

NELLA "CHIESA ROSSA" LA PEGGIORE ERESIA E' QUELLA DEL DUBBIO
TOMMY CAPPELLINI, IL GIORNALE del 27/4/2011 a pag. 22

COME FU CHE IL '68 MORI' COMUNISTA
PIER PAOLO POGGIO, AVVENIRE del 27/4/2011 a pag. 24

Le origini della politica-spettacolo

ACCENDI LA RADIO CHE PARLA IL PRESIDENTE
MASSIMILIANO PANARARI, LA STAMPA del 27/4/2011 a pag. 38/39
DE GAULLE, LA TV E IL CONSENSO
MASSIMO NAVA, CORRIERE DELLA SERA del 30/4/2011 a pag. 59

Ha chiuso l'ultima fabbrica di macchine per scrivere, si è chiusa un'epoca della comunicazione

LA MACCHINA PER SCRIVERE SVELAVA L'INCONSCIO
MARCO BELPOLITI, LA STAMPA del 27/4/2011 a pag. 1
Addio macchina per scrivere
L'ultima fabbrica, l'indiana Godrej & Boyce ferma la produzione. La prima fu ideata da Giuseppe Ravizza nel 1846
di Francesco Tortora, Corriere della Sera, 26 aprile 2011
QUEI FEDELISSIMI CHE NON RINUNCIANO AL TICCHETTIO DELLA MACCHINA PER SCRIVERE
PAOLO DI STEFANO, CORRIERE DELLA SERA del 28/4/2011 a pag. 25

Macry su Liborio Romano, Padre della Patria...

L'INVENZIONE DEL TRASFORMISMO
PAOLO MACRY, CORRIERE DELLA SERA del 27/4/2011 a pag. 41

Ripubblicata la storia del movimento anarchico in Italia

Manlio Cancogni: Gli angeli neri  Storia degli anarchici italiani da Pisacane ai Circoli di Carrara, Mursia

Da Pisacane a Bakunin, da Cafiero a Malatesta, tra Parigi, Campania, Puglia e Romagna, fino agli individualisti, a Bresci, Lucetti e ai circoli di Carrara. Una carrellata di ritratti dei principali personaggi del movimento anarchico. Una storia, ma anche una riflessione, sullo svolgimento del pensiero politico, sul dilemma ispiratore degli eroici furori anarchici, autorità-libertà, per giungere a una constatazione: gli uomini plagiati, sedotti, storditi, non credono più in chi li dichiara liberi, maturi, emancipati e si comportano secondo i dettami che dicono di fuggire in nome della libertà.
Il volume di Manlio Cancogni
Arturo Colombo, Corriere della Sera, 20 aprile 2011

Il Centro internazionale di studi Primo Levi

LA BUONA MEMORIA
STEFANO BARTEZZAGHI, LA REPUBBLICA del 27/4/2011 a pag. 40

Revival Perec

Autobiografia notturna Lo scrittore dell’OuLiPo costretto a fare i conti con le ferite dell’infanzia
Perec, il giullare sogna fantasmi
MASSIMO ROMANO, Tuttolibri, 24 aprile 2011
parte 2

mercoledì 27 aprile 2011

Un esempio di socialismo borghese

Charles Péguy: Denaro, Piano B Edizioni (già pubblicato nel 1990 dalle Edizioni Lavoro)


La parabola di Charles Péguy da socialista a sincero nostalgico della Francia medioevale e cristiana

di Luca Negri, Sole 24 Ore, 27 aprile 2011


Il tempo del denaro e la modernità secondo Charles Péguy
di Michela Nacci, loccidentale.it, 5 Luglio 2009

La sinistra imperiale colpisce ancora: più bombe per tutti

"REPUBBLICA" E "GIORNALE" SI SCAMBIANO...I RUOLI THOMAS CAMILLONI, SECOLO D'ITALIA del 23/4/2011 a pag. 12

Franco Cassano e Giuliano Ferrara al di là del bene e del male: l'apice della strategia di bagatellizzazione del bungabunga e l'arruolamento della sinistra postmodernista

UN GRAN LIBRO, DI SINISTRA
Int. a FRANCO CASSANO di GIULIANO FERRARA, IL FOGLIO del 23/4/2011 a pag. 1


PERCHE' UNA SOCIETA' SENZA EROS E AFRODITE RISCHIA LA DEPRESSIONE
ANNALISA TERRANOVA, SECOLO D'ITALIA del 24/4/2011 a pag. 3/4
LA TENTAZIONE DEL BENE ASSOLUTO
MATTEO MARCHESINI, IL FOGLIO del 26/4/2011 a pag. 1
LA SUPERBIA DEL MALE
UMBERTO SILVA, IL FOGLIO del 26/4/2011 a pag. 1
IL VANGELO NON SERVE
FILIPPO LA PORTA, IL FOGLIO del 27/4/2011 a pag. 4

Università

LA DISTRUZIONE NON SI FERMA E NON HA ARGINI
ENZO SCANDURRA, IL MANIFESTO del 24/4/2011 a pag. 14

La ricerca che ci fa tornare a crescere

Luciano Maiani, Sole 24 Ore, 24 aprile 2011

Enriques, Croce e le radici della cultura italiana contemporanea

Più che una riflessione sulle ragioni del ritardo dell'Italia nella ricerca scientifica, abbiamo qui un attacco ideologico al sapere umanistico in quanto sapere autonomo, secondo la consueta linea di Confindustria ("vorrei ma non posso") [SGA].

1911-2011: l'Italia della scienza negata

di Armando Massarenti, Sole 24 Ore, 17 aprile 2011
Così ci uccisero il futuro

di Gilberto Corbellini, Sole  24 Ore, 17 aprile 2011
Geometria come cultura

di Umberto Bottazzini, Sole 24 Ore, 17 aprile 2011

La morte di Enrico Bellone
Democrazia e scienza nel segno di Galileo

Umberto Bottazzini, Sole 24 Ore, 17 aprile 2011

La trasformazione dei criteri estetici nella contemporaneità

CHE FINE HA FATTO LA BELLEZZA
MAURIZIO FERRARIS, LA REPUBBLICA del 26/4/2011 a pag. 52/53

Psicopatologia piuttosto che storiografia

I CRIMINI DI STALIN? SPIEGATI (IN PARTE) DAL CERVELLO MALATO
FABRIZIO DRAGOSEI, CORRIERE DELLA SERA del 23/4/2011 a pag. 16

Anche Morin è grato a Woytila, punitore del bolscevismo ateo e materialista

E' STATO IL PRIMO PAPA DELLA COMPLESSITA'. E HA LIBERATO L'EST
EDGAR MORIN, AVVENIRE del 24/4/2011 a pag. 1

Torna il libro di Bollati sul carattere nazionale


Con frequenti variazioni di tono e di angolazione, Giulio Bollati ricerca in questi scritti il "carattere degli Italiani", da lui inteso come l'immagine che la nazione (e per essa i suoi politici e scrittori) ha cercato di dare di sé nel processo di formazione dell'Unità e nel corso degli sviluppi successivi, fino ai giorni che viviamo.Le definizioni del carattere nazionale prese in esame si rivelano spesso soltanto metafore di ciò che si desidera sia stato il passato e di ciò che si progetta debba essere il futuro - sempre con validità immediata nel governo del presente. Ecco allora che le carte di identità via via rilasciate o imposte agli Italiani sollevano domande fondamentali: come si è cercato di formulare con accento italiano il rapporto tra tradizione e modernità? Su quale accordo o disaccordo si è basata la convivenza tra una cultura di antica ascendenza classico-letteraria e gli adeguamenti imposti dall'età industriale? chi ha preso le decisioni del caso?Seguendo le vicende di questa caccia al fantasma dell'"italianità", si incontrano in queste pagine (già edite nel "Nuovo Politecnico" nel 1983) ripetuti segnali intesi ad avvertire come dietro i falsi primati e le miserie evidenti agisca un modello trasformistico che rinvia all'infinito la collocazione dell'italiano reale nella maturità della sua storia.

NICOLA TRANFAGLIA, IL FATTO QUOTIDIANO del 26/4/2011 a pag. 18

Per la modernità, contro il primitivismo e l'ideologia della decrescita

Contro il cibo naturale. Riflessioni sul mangiare e i suoi molti significati

di Paolo Rossi, Sole 24 Ore, 24 aprile 2011

L'immagine della Grecia antica da Winckelmann a Vernant

Jean-Pierre Vernant: L'immagine e il suo doppio. Dall'era dell'idolo all'alba dell'arte, Mimesis, Milano

Pochi temi hanno occupato Jean-Pierre Vernant lungo tutto l’arco della sua carriera quanto quello dell’immagine e del suo statuto teorico. L’apertura dell’antropologia in direzione della psicologia storica gli ha consentito di riconoscere che il concetto di «rappresentazione figurata» non è un dato semplice e immediato, acquisito una volta per tutte, univoco e permanente, ma costituisce, al contrario, una categoria mentale con una sua specifica storia, anzi con tante specifiche storie che riflettono, e al contempo incentivano, i cambiamenti delle società. Concentrandosi sul suo terreno d’indagine elettivo, quello della grecità, Vernant tratteggia una storia dell’immagine che prende le mosse dalle svariate, spesso aniconiche forme di idoli e simboli religiosi per giungere alle soglie del V secolo, quando la rappresentazione degli dei in forma umana segna l’avvento dell’immagine in senso proprio, cioè della resa figurativa del reale. È l’alba dell’arte: il simbolo si libera dalla sua dimensione religiosa e ritualistica e si fa rappresentazione, vale a dire apparenza, imitazione, somiglianza. L’immagine si rende autonoma, ma il prezzo di questa conquista è il confinamento alla sfera della parvenza e la contrapposizione al reale, all’essere, al vero. Indagando la paradossale compresenza di visibile e invisibile, di dato materiale e stratificazione simbolica, di elemento percettivo e piega immaginativa, Vernant delinea una vera e propria fenomenologia dell’immagine, capace di interessare – e non di rado di provocare – non solo l’antropologia e la storia delle religioni, ma anche e forse soprattutto l’estetica. È in questa prospettiva che si colloca la presente antologia, che raccoglie i testi fondamentali dedicati da Vernant al problema dell’immagine e li inquadra nella cornice teorica di quella «svolta iconica» che negli ultimi anni ha caratterizzato il panorama dei visual studies e ha spinto la scienza dell’arte in direzione di una ben più ampia scienza dell’immagine.

Jean-Pierre Vernant (1914-2007), uno dei più eminenti studiosi di antichità classica del Novecento, ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo e all’innovazione degli studi di antropologia e psicologia storica. Tra le sue opere principali ricordiamo: Le origini del pensiero greco (1962), Mito e pensiero presso i Greci (1965), L’individuo, la morte, l’amore (1989) e Figure, idoli, maschere (1990).

Pietro Conte, Sole 24 Ore, 24 aprile 2011


Gli studi di Jilien Ries sul manicheismo

Julien Ries: Manicheismo. Un tentativo di religione universale, Jaca Book, Milano

Questo volume raccoglie l'insieme dei contributi di Julien Ries sulla religione manichea. Lo studioso, che ha cominciato a studiare il manicheismo, suo primo e principale settore di specializzazione, nel primi anni 50, ha prodotto sull'argomento, in sessant'anni di ricerche assidue, una ragguardevole quantità di saggi, che rendono giustizia dell'importanza di questa tradizione universalista diffusasi nella tarda antichità e sopravvissuta sino all'epoca medievale, se si riconoscono come suoi discendenti diretti i catari, i bogomili e i pauliciani. Ries si è concentrato particolarmente su due aspetti della ricerca, spesso combinandoli tra loro all'interno dei suoi testi: la storia degli studi e l'analisi letteraria e dottrinale delle fonti. Lo studio accurato della documentazione di provenienza egiziana, sia greca (come la biografia di Mani) sia copta (ad esempio la produzione catechetica ed omiletica) gli ha consentito di ricostruire nel dettaglio il primo periodo della del profeta babilonese, la complessa relazione con la tradizione giudeocristiana di cui era impregnato e la successiva elaborazione di un pensiero indipendente a carattere nettamente gnostico e - quanto meno in origine - fortemente antiritualista. Il libro aggiunge così un tassello importante per la nostra comprensione della dottrina manichea, specialmente nel suo rapporto con i testi del Nuovo Testamento e dunque con il cristianesimo.

Maria Bettetini, Sole 24 Ore, 24 aprile 2011

Teoria e critica letteraria in Italia

Emanuele Zinato: Le idee e le forme. La critica letteraria in Italia dal 1900 ai nostri giorni, Carocci

La critica letteraria, accanto alla vicenda intellettuale, ha una propria evidente dimensione stilistica. Il libro traccia la storia della critica italiana per campioni, per linee e per funzioni, nella convinzione che alcuni dettagli significativi possano illuminare l'intero quadro. Mette a fuoco dunque le principali parole-chiave dei singoli critici e la capacità di argomentarle in rapporto alle idee: da Croce, Gramsci, Debenedetti e Contini a Pasolini, Calvino e Fortini fino all'odierna critica online. I termini "stili" e "forme" vanno qui intesi in senso ampio: dalle figure della frase fino ai registri espressivi e all'insieme delle procedure retoriche che caratterizzano la forza argomentativa di un critico. Non esclusa la questione dei diversi generi del discorso: la monografia, il saggio su rivista, l'intervento breve, la recensione, la stroncatura, le storie della letteratura, i manuali, i blog. Le forme e le idee costituiscono inoltre un campo di forze discorsive soggetto alle regole della riproduzione sociale. Nel corso del Novecento la critica passa dal prestigio alla fungibilità (che contraddistingue in ogni ambito i lavoratori della conoscenza) e alla conseguente autocoscienza della propria "crisi" e "responsabilità": il libro, perciò, considera gli ambiti dell'editoria, del giornalismo, della scuola e dell'università come gli scenari in cui hanno luogo i posizionamenti e le legittimazioni del discorso critico e la scelta dei destinatari.
Questo libro traccia la vicenda della critica italiana per “campioni”, per “linee” e per “funzioni”, nella convinzione che alcuni dettagli significativi possano illuminare l’intero quadro. Mette a fuoco dunque le principali parole-chiave dei singoli critici e la capacità di argomentarle in rapporto alle idee: da Croce, Gramsci, Debenedetti e Contini a Pasolini, Calvino e Fortini fino all’odierna critica on line.

Bruno Pischedda, Sole 24 Ore, 24 aprile 2011

GUIDO VITIELLO, IL FOGLIO del 27/4/2011 a pag. 2
RASSEGNATEVI: CARI SCRITTORI, LA LETTERATURA NON E' UN COLLETTIVO
FILIPPO LA PORTA, CORRIERE DELLA SERA del 27/4/2011 a pag. 42




Ricordi di Pier Luigi Nervi

IL GENIO CHE COSTRUI' IL BOOM DELL'ITALIA CARLO OLMO, LA STAMPA del 24/4/2011 a pag. 32/33

sabato 23 aprile 2011

Nietzsche tra politica ed ermeneutica dell'innocenza

Nietzsche sul Secolo 10.4.11

Un papa postmoderno?

In realtà già Heidegger, subito dopo la Seconda guerra mondiale, rifletteva sul fatto che il pontefice romano parlava ormai urbi et orbi attraverso i microfoni della radio, confermando il dominio onnipervasivo della tecnica moderna sulla tradizione e sulla metafisica [SGA].

SANTISSIMA PASQUA E BENEDETTA TV
Int. a GIANNI VATTIMO di IAIA VANTAGGIATO, IL MANIFESTO del 22/4/2011 a pag. 7

Università

PROMOZIONE NEGATA ALLE UNIVERSITA' VIA WEB
GIANNI TROVATI, IL SOLE 24 ORE del 22/4/2011 a pag. 27

Ancora il libro di Johns sulla proprietà intellettuale

Adrian Johns: Pirateria. Storia della proprietà intellettuale da Gutenberg a Google, Bollati Boringhieri, Torino

IL FOGLIO del 22/4/2011 LIBRI a pag. 3

Vedi anche qui

Come ci hanno venduto la precarietà

VITE FLESSIBILI - DA SANT'AGOSTINO A INTERNET L'UTOPIA DEL LAVORO INDIPENDENTE
BENEDETTA TOBAGI, LA REPUBBLICA del 22/4/2011 a pag. 44/45

Proposte indecenti

IL GROTTESCO PARADOSSO DEI "MANUALI DI STATO"
CARLO GALLI, LA REPUBBLICA del 22/4/2011 a pag. 45

UNA COMMISSIONE NON BASTA PER AVERE LIBRI DI TESTO NON FAZIOSI SUI BANCHI
GIANFRANCO DE TURRIS, IL FOGLIO del 22/4/2011 a pag. 2

venerdì 22 aprile 2011

Lotta di fedi. Esce il libro di Cheneaux sullo scontro tra cattolicesimo e bolscevismo

Philippe Chenaux: L'ultima eresia. La chiesa cattolica e il comunismo in Europa da Lenin a Giovanni Paolo II, Carocci

Il volume muove da un’idea che è quasi una provocazione: il comunismo come ultima eresia del cristianesimo. Basandosi su una documentazione in gran parte inedita, Chenaux ricostruisce la storia dei rapporti, a dir poco tormentati e conflittuali, tra la Chiesa cattolica e il comunismo in Europa, dalla rivoluzione d’Ottobre alla caduta del Muro di Berlino. Cronologicamente il volume rispecchia i tre grandi periodi in cui può suddividersi la storia politica e religiosa dell’Europa del XX secolo: la "guerra civile europea", durante la quale la Chiesa si trova di fronte all’impossibile dilemma di dover scegliere tra comunismo e nazismo; la guerra fredda, durante la quale, nella sua battaglia contro il totalitarismo sovietico, la Chiesa di Pio XII è identificata, suo malgrado, con l’Occidente; gli anni del disgelo e della distensione, quando la Chiesa sceglie la via del dialogo con i paesi dell’Est, per contribuire, infine, al crollo del sistema.

PAOLO MIELI, CORRIERE DELLA SERA del 19/4/2011 a pag. 38/39


Estetica contemporanea e politica secondo Mario Perniola

QUEL CHE RESTA DELL'ESTETICA
Int. a MARIO PERNIOLA di ANTONIO GNOLI, LA REPUBBLICA del 18/4/2011 a pag. 37

René Girard ideologo entusiasta della guerra dell'Occidente

C'è qualcuno, anche a sinistra, che ha cercato nelle sue teorie sul rapporto tra violenza e sacro e sul capro espiatorio una teoria del conflitto più profonda di quella materialistica [SGA].

"NON POSSIAMO PIU' DIRCI APOCALITTICI"
Int. a RENE' GIRARD di LEONETTA BENTIVOGLIO, LA REPUBBLICA del 20/4/2011 a pag. 39

René Girard “Così sono rinato cristiano”

Pubblicato da lapoesiaelospirito su gennaio 11, 2009

Pietro Barcellona dal marxismo alla sagrestia - parte 2

EUROPA: NON SI VIVE DI SOLA ECONOMIA
PIETRO BARCELLONA, AVVENIRE del 21/4/2011 a pag. 31

parte 1

L'etica cattolica e lo spirito del capitalismo

LIBERO E SANTO IL MERCATO E' NATO CATTOLICO
CARLO LOTTIERI, IL GIORNALE del 19/4/2011 a pag. 29

"IL BUON CRISTIANO DEVE ARRICCHIRSI"
Int. a ETTORE GOTTI TEDESCHI di P.F. DE ROBERTIS, GIORNO/RESTO/NAZIONE del 21/4/2011 a pag. 35

Ancora sul libro di Franzinelli

DIARI DI MUSSOLINI, LA PISTA DEI SOLDI
CARIOTI ANTONIO, MANNUCCI ENRICO, CORRIERE DELLA SERA del 22/4/2011 a pag. 51
IL GIALLO DEI "DIARI" DI MUSSOLINI SVELATO IL NOME DEL POSSESSORE
ANTONIO CARIOTI, ENRICO MANNUCCI, CORRIERE DELLA SERA del 21/4/2011 Int. a FRANZINELLI MIMMO a pag. 39
LA VERITA' DI FRANZINELLI SUI FALSI DIARI DEL DUCE
FEDERICO FORNARO, IL RIFORMISTA del 19/4/2011 a pag. 8

Educare i nativi digitali

DALLA PARTE DEI (NUOVI) BAMBINI
MICHEL SERRES, LA REPUBBLICA del 20/4/2011 a pag. 40


LEGGERE (E CAPIRE) AI TEMPI DI INTERNET
ALESSANDRO SCHIESARO, IL SOLE 24 ORE del 18/4/2011 a pag. 17
INTERNET E ANALFABETISMO LA SALVEZZA E' UNA SCUOLA MIGLIORE
CARLO FORMENTI, CORRIERE DELLA SERA del 20/4/2011 a pag. 40
LA VERA RIVOLUZIONE E' OFFLINE
BARTOLO SCIFO, TERRA del 22/4/2011 a pag. 13

Ancora sul libro di Perfetti sullo Stato fascista

Francesco Perfetti, Lo Stato fascista. Le basi sindacali e corporative, Le Lettere

IL FASCISMO TRA STATO E PARTITO
LUIGI COMPAGNA, SECOLO D'ITALIA del 21/4/2011 a pag. 9

L'anniversario del Mulino

I 60 ANNI DEL MULINO DA DOSSETTI A INTERNET
DINO MESSINA, CORRIERE DELLA SERA del 20/4/2011 a pag. 39

IL MULINO DELLA POLITICA
Int. a GIACOMO VACIAGO di GIO.CO., EUROPA del 22/4/2011 a pag. 1

L'onorevole Bertinotti è grato a Woytila per aver sconfitto il bolscevismo ateo e materialista

COSA HO IMPARATO DA GIOVANNI PAOLO II
Int. a FAUSTO BERTINOTTI di SILVIA GUIDI, L'OSSERVATORE ROMANO del 21/4/2011 a pag. 5
BERTINOTTI ALL'OSSERVATORE "IMPARAI DA WOJTYLA"
M.ANS., LA REPUBBLICA del 21/4/2011 a pag. 11

Amichevole ritratto di Paolo Mieli

PAOLO MIELI, L'HABITUE' DELLE CAUSE PERSE
GIANCARLO PERNA, IL GIORNALE del 21/4/2011 a pag. 13

Continua la strategia di bagatellizzazione del bungabunga

IL "CUORE INTELLIGENTE" DI FINKIELKRAUT CHE NON RADDRIZZA IL LEGNO STORTO
MARINA VALENSISE, IL FOGLIO del 21/4/2011 a pag. 2

La rivolta di Atlante, il film e il libro

IL CUORE DI ATLANTE - NON E' DA UN FILM CHE SI GIUDICA AYN RAND. MEGLIO RILEGGERE IL SUO ROMANZO D'AMORE ULTRACAPITALISTA
IL FOGLIO del 20/4/2011 a pag. 1

Nunzio Dell'Erba rilegge il mito di Rasputin a partire dal film di Louis Neero

Parla Harold Bloom

"PERCHE' NON MI PIACCIONO FOSTER WALLACE E FRANZEN"
Int. a HAROLD BLOOM di ANTONIO MONDA, LA REPUBBLICA del 19/4/2011 a pag. 59

QUANDO IL ROMANZO POSTUMO E' UN MOSTRO ALLA FRANKENSTEIN
STEFANIA VITULLI, IL GIORNALE del 19/4/2011 a pag. 28

SOMMERSI DA UNO TSUNAMI DI ROMANZI
Int. a ALFONSO BERARDINELLI di ROBERTO BARBOLINI, GIORNO/RESTO/NAZIONE del 19/4/2011 a pag. 35

Arriva Carlos!

UN GRAN SCIACALLO - LA STORIA DEL TERRORISTA CARLOS ARRIVA IN ITALIA E FINALMENTE CI FARA' CAPIRE CHI NON CAPISCE NULLA DI CINEMA
MARIA ROSA MANCUSO, IL FOGLIO del 21/4/2011 a pag. 1

lunedì 18 aprile 2011

Tradotti i corsi di Martin Heidegger del 1933/34

La fascinazione per il pensiero heideggeriano persiste, noncurante della realtà dei fatti (più volte acclarata dagli studiosi). Armando Torno interpreta il brano riprodotto qui sotto come una prova dell'antinazismo di Heidegger. In realtà, esattamente all'opposto, Heidegger - che si collocava nell'ala oltranzista di quel movimento - sta invitando il nazismo a proseguire la "rivoluzione", paventandone un precoce imborghesimento [SGA].

Martin Heidegger: Che cos'è la verità?, trad. it. di C. Götz, Marinotti

Il volume comprende i due corsi che Martin Heidegger tenne all'Università di Friburgo durante l'anno di rettorato: il primo, intitolato Die Grundfrage der Philosophie, si svolse, nel semestre estivo 1933; il secondo, Vom Wesen der Wahrheit, nel semestre invernale 1933/34.
Nelle lezioni del ' 33 il filosofo avviò lo strappo da Hitler
ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 16/4/2011 a pag. 56

Anticipazione. Le accuse allo scrittore che fondava su basi biologiche le nazionalità
L' attacco al nazista Kolbenheyer

Ogni epoca e ogni popolo hanno la loro caverna e gli annessi abitanti della caverna. Anche noi oggi. E un caso esemplare di un odierno abitante della caverna, con il suo annesso plaudente seguito, è ad esempio il filosofo popolare e politico della cultura Kolbenheyer, che ieri si è esibito qui. Non mi riferisco al poeta Kolbenheyer, di cui ammiriamo il Paracelsus. Egli è vincolato alle ombre e le considera l' unica concretezza e l' unico mondo determinante; cioè pensa e parla nello schema di una biologia che ha conosciuto trent' anni fa - in un tempo in cui era di moda produrre visioni del mondo biologiche, cfr. Bölsche e i libri sul cosmo. Kolbenheyer non vede, non è capace di vedere e non vuole vedere: 1. che quella biologia del 1900 si fonda sull' impostazione di fondo del darwinismo e che questa dottrina darwinistica della vita non è qualcosa di assoluto, e nemmeno di biologico; piuttosto essa è determinata genituralmente dalla concezione liberale dell' uomo e della società umana, che dominava nel positivismo inglese nel secolo XIX; 2. che la sua biologia del plasma e della struttura cellulare e dell' organismo è radicalmente superata e che oggi viene alla luce una formulazione interamente nuova, fondamentalmente più profonda, della questione concernente la «vita». - Scardinamento del concetto di organismo, che è soltanto una propaggine dell' «Idealismo», soggetto singolare, «Io», e soggetto biologico. Tempra di fondo: relazione con l' ambiente, e questa non è una conseguenza dell' adattamento, bensì al contrario la condizione d' attendibilità per esso; 3. che, sebbene la costitutiva determinazione della vita sia più originaria e più appropriata di quella del secolo XIX, anche in questo caso la vita (modo d' essere di pianta e animale) non costituisce la sovrana sfera d' integrità della concretezza; 4. che, sebbene, in una certa forma, la vita umano-fisica sia il fondo portante dell' umano essere e della sua successione di generazioni raccolte in stirpi, con ciò non è ancora provato che il fondo portante debba e anche soltanto possa essere anche il fondo determinante (...). 5. In fondo questo modo di pensare non si differenzia in niente dalla psicoanalisi di Freud e dalle sue consorterie. In fondo nemmeno dal marxismo, che prende il tratto genitural-spirituale come funzione del processo di produzione economico (...). 6. Sulla base della cecità di questo biologismo rispetto alla geniturale ed esistenziale concretezza di fondo dell' uomo o di un popolo, Kolbenheyer è incapace di vedere genuinamente e di comprendere l' odierna concretezza politico-geniturale tedesca; infatti, nella conferenza non ve ne è traccia - al contrario: la rivoluzione è stata falsificata come mera azienda organizzativa. 7. Qui monta il tipico atteggiamento di un borghese reazionario nazionale e popolaresco. Per quest' ultimo la «politica» è un' ignobile, fatale sfera che si lascia nelle mani di certe persone, che poi per esempio fanno la rivoluzione. Il borghese aspetta finché questo processo è finito perché arrivi nuovamente il suo turno; qui con il compito di fornire infine, ex post, lo spirito alla rivoluzione. Naturalmente per questa tattica ci si appella ad un motto del Führer: finita la rivoluzione, inizia l' evoluzione. Suvvia - non indugiamo in falsificazioni. Evoluzione - certamente, ma appunto dove la rivoluzione è finita.


Dario Antiseri sull'insegnamento della filosofia nella scuola superiore

AGORA' - FILOSOFIA SE SOCRATE TORNA IN CLASSE
DARIO ANTISERI, AVVENIRE del 17/4/2011 a pag. 4/5

Ritratto di Salgari

SANDOKAN SANTO SUBITO
MARIA ROSA MANCUSO, IL FOGLIO del 16/4/2011 a pag. I

SALGARI, IL BESTSELLER IN MISERIA
CESARE SEGRE, CORRIERE DELLA SERA del 21/4/2011 a pag. 39

Ancora Gregotti

GREGOTTI: ARCHISTAR VIL RAZZA DANNATA
Int. a VITTORIO GREGOTTI di FRANCESCO RIGATELLI, LA STAMPA del 17/4/2011 a pag. 37

Università: tutti pazzi per la legge Gelmini

"BASTA CON L'UNIVERSITA' IMMOBILE"
Int. a GUIDO FABIANI di EDOARDO PETTI, IL RIFORMISTA del 16/4/2011 a pag. 1

IL "CALCIOMERCATO" DELLE UNIVERSITA' ARRIVA IL PROF IN COMPROPRIETA'
LORENZO SALVIA, CORRIERE DELLA SERA del 16/4/2011 a pag. 31

I PIU' RICCHI DEL MONDO NON HANNO LA LAUREA
ALESSANDRO CARLINI, LIBERO del 17/4/2011 a pag. 1

Contro il revisionismo

FIRENZE - "L'UCCISIONE DI GENTILE FU UN'AZIONE MILITARE"
Int. a SILVANO SARTI di GIOVANNI SPANO, LA NAZIONE del 17/4/2011 a pag. 6/7

Interventi a Biennale Democrazia

INTERNET E IL POTERE
JUAN CARLOS DE MARTIN, LA STAMPA del 16/4/2011 a pag. 37

REM KOOLHAS: LA CITTA' DEL FUTURO NON CANCELLI LE RADICI
PAOLO MASTROLILLI, LA STAMPA del 16/4/2011 a pag. 37

DELLA LOGGIA "LA DEMOCRAZIA NON E' UTILE OVUNQUE"
EMANUELA , LA STAMPA del 16/4/2011 a pag. 13