sabato 30 luglio 2011
Tradotto un libro di Hans Jonas
H. JONAS: Frontiere della vita, frontiere della tecnica, il Mulino, Bologna
L'opera di Hans Jonas è divenuta un riferimento d'obbligo per la riflessione sulla crisi del rapporto fra uomo e natura, come pure sulle sfide morali poste dalla tecnologia e dalla scienza moderna e sulla nuova etica che esse sollecitano. Il volume propone alcuni fondamentali interventi del filosofo su temi come il legame indissolubile tra aggressione della natura e civilizzazione umana, la determinazione delle specificità dell'organismo vivente (con le relative conseguenze sull'idea di vita e di morte), le nuove frontiere dell'etica e dell'agire umano di fronte al progresso tecnologico.
Hans Jonas (1903-1993) ha insegnato a Gerusalemme, Ottawa e New York. Tra i suoi libri ricordiamo, tradotti in italiano da Einaudi: "Il principio responsabilità" (1990), "Tecnica, medicina ed etica" (1997), "Organismo e libertà" (1999), "Sull'orlo dell'abisso. Conversazioni sul rapporto tra uomo e natura" (2000); dal Melangolo "Memorie" (2008).
HANS JONAS E IL FUTURO DELL'UOMO
LUCETTA SCARAFFIA, L'OSSERVATORE ROMANO del 28/7/2011 a pag. 1
L'opera di Hans Jonas è divenuta un riferimento d'obbligo per la riflessione sulla crisi del rapporto fra uomo e natura, come pure sulle sfide morali poste dalla tecnologia e dalla scienza moderna e sulla nuova etica che esse sollecitano. Il volume propone alcuni fondamentali interventi del filosofo su temi come il legame indissolubile tra aggressione della natura e civilizzazione umana, la determinazione delle specificità dell'organismo vivente (con le relative conseguenze sull'idea di vita e di morte), le nuove frontiere dell'etica e dell'agire umano di fronte al progresso tecnologico.
Hans Jonas (1903-1993) ha insegnato a Gerusalemme, Ottawa e New York. Tra i suoi libri ricordiamo, tradotti in italiano da Einaudi: "Il principio responsabilità" (1990), "Tecnica, medicina ed etica" (1997), "Organismo e libertà" (1999), "Sull'orlo dell'abisso. Conversazioni sul rapporto tra uomo e natura" (2000); dal Melangolo "Memorie" (2008).
HANS JONAS E IL FUTURO DELL'UOMO
LUCETTA SCARAFFIA, L'OSSERVATORE ROMANO del 28/7/2011 a pag. 1
Università
"Abbiamo collaborato per portare avanti la riforma, anche cercando di contenere le pressioni che venivano dal basso, dagli studenti, dai colleghi ricercatori. Ci siamo riusciti, la riforma è andata in porto".
E ancora non abbiamo visto nulla.
ORA CHE IL GALLO HA CANTATO
MAURIZIO MATTEUZZI, IL MANIFESTO del 28/7/2011 a pag. 15
UNIVERSITA' DA SCOMPORRE
FORMICA PIERO, GIORNO/RESTO/NAZIONE del 28/7/2011 a pag. 24
L'UNIVERSITA' DEI FURBETTI
PERUGINI FRANCESCO, LIBERO del 29/7/2011 a pag. 18
SI FA PRESTO A DIRE LAUREA
TINTI BRUNO, IL FATTO QUOTIDIANO del 29/7/2011 a pag. 18
UN'ABILITAZIONE NAZIONALE PER INSEGNARE ALL'UNIVERSITA'
PACELLI BENEDETTA, ITALIA OGGI del 29/7/2011 a pag. 21
APPROVATI I CRITERI PER LA VALUTAZIONE DI ATENEI E DOCENTI
L.CA., IL SOLE 24 ORE del 29/7/2011 a pag. 31
E ancora non abbiamo visto nulla.
ORA CHE IL GALLO HA CANTATO
MAURIZIO MATTEUZZI, IL MANIFESTO del 28/7/2011 a pag. 15
UNIVERSITA' DA SCOMPORRE
FORMICA PIERO, GIORNO/RESTO/NAZIONE del 28/7/2011 a pag. 24
L'UNIVERSITA' DEI FURBETTI
PERUGINI FRANCESCO, LIBERO del 29/7/2011 a pag. 18
SI FA PRESTO A DIRE LAUREA
TINTI BRUNO, IL FATTO QUOTIDIANO del 29/7/2011 a pag. 18
UN'ABILITAZIONE NAZIONALE PER INSEGNARE ALL'UNIVERSITA'
PACELLI BENEDETTA, ITALIA OGGI del 29/7/2011 a pag. 21
APPROVATI I CRITERI PER LA VALUTAZIONE DI ATENEI E DOCENTI
L.CA., IL SOLE 24 ORE del 29/7/2011 a pag. 31
La guerra di Libia ieri e oggi
Niente di nuovo sul fronte meridionale
DOMENICO QUIRICO La Stampa 29/07/2011 - GUERRE DI LIBIA 1911-2011
DOMENICO QUIRICO La Stampa 29/07/2011 - GUERRE DI LIBIA 1911-2011
Ancora TQ
Il Gruppo 63 promuove i giovani TQ «Sono diversi da noi, ma figli nostri»
Fertilio Dario 28 luglio 2011 - Corriere della Sera
TROPPO FAZIOSI E RIMASERO 53 TQ AL BAR
LUIGI MASCHERONI, IL GIORNALE del 28/7/2011 a pag. 22
I DOLCI INGANNI DELLA GENERAZIONE DEI LETTERATI TQ, DOVE T STA PER TARTUFI
MARCHESINI MATTEO, IL FOGLIO del 28/7/2011 a pag. 2
MANIFESTO TQ, DUECENTO FIRME ON LINE
DE SANTIS RAFFAELLA, LA REPUBBLICA del 29/7/2011 a pag. 45
IL LIBRO TRA I TARALLI
POLICASTRO GILDA, IL MANIFESTO del 29/7/2011 a pag. 11
GLI ANTENATI DEI PRONIPOTI
DI MAURO ENZO, IL FATTO QUOTIDIANO del 29/7/2011 a pag. 15
Fertilio Dario 28 luglio 2011 - Corriere della Sera
TROPPO FAZIOSI E RIMASERO 53 TQ AL BAR
LUIGI MASCHERONI, IL GIORNALE del 28/7/2011 a pag. 22
I DOLCI INGANNI DELLA GENERAZIONE DEI LETTERATI TQ, DOVE T STA PER TARTUFI
MARCHESINI MATTEO, IL FOGLIO del 28/7/2011 a pag. 2
MANIFESTO TQ, DUECENTO FIRME ON LINE
DE SANTIS RAFFAELLA, LA REPUBBLICA del 29/7/2011 a pag. 45
IL LIBRO TRA I TARALLI
POLICASTRO GILDA, IL MANIFESTO del 29/7/2011 a pag. 11
GLI ANTENATI DEI PRONIPOTI
DI MAURO ENZO, IL FATTO QUOTIDIANO del 29/7/2011 a pag. 15
Questi fantasmi
Rocco Sciarrone, Antonella Meo, Nicoletta Bosco: La costruzione del ceto medio. Immagini sulla stampa e in politica, il Mulino, Bologna 2011
«Ceti medi: soli, vulnerabili, lontani dalla politica»; «Il ceto medio a rischio povertà»; «Ceto medio. La paura di un irreversibile declino»; «E il ceto medio si trovò orfano»; «Assieme al ceto medio in crisi la democrazia». Da questi, tra molti altri, titoli comparsi di recente sulla stampa emergono da un lato le difficoltà, l’incertezza, la paura e il malcontento di gruppi e individui un tempo inclusi nella grande «middle class» che era insieme cuore e ventre della società; dall’altro, il fatto che una classe politica screditata ha bisogno di catturare quella «magnifica preda» o «miniera dei consensi» che decreta le sorti elettorali: un ceto medio molto variegato per quanto riguarda benessere e sicurezza, ma nello stesso tempo culturalmente omogeneo perché parla della stessa tv, degli stessi oggetti o aspirazioni di consumo, dello stesso calcio, degli stessi scandali. Un libro per capire come si sposta il nostro baricentro sociale.
RICCI MAURIZIO, LA REPUBBLICA del 29/7/2011 a pag. 45
Internet e produzione culturale
QUELLE IDEE PER AIUTARE IL SAPERE
SIMONETTA FIORI, LA REPUBBLICA del 28/7/2011 a pag. 43
LE NUOVE FRONTIERE DELLA CREATIVITA'
JAY DAVID BOLTER, LA REPUBBLICA del 28/7/2011 a pag. 43
WEB, FLESSIBILITA', MERCATO ECCO I TRE PILASTRI DELL'EDITORIA DI DOMANI
CAPPELLINI TOMMY, IL GIORNALE del 28/7/2011 a pag. 22
SIMONETTA FIORI, LA REPUBBLICA del 28/7/2011 a pag. 43
LE NUOVE FRONTIERE DELLA CREATIVITA'
JAY DAVID BOLTER, LA REPUBBLICA del 28/7/2011 a pag. 43
WEB, FLESSIBILITA', MERCATO ECCO I TRE PILASTRI DELL'EDITORIA DI DOMANI
CAPPELLINI TOMMY, IL GIORNALE del 28/7/2011 a pag. 22
giovedì 28 luglio 2011
Stefano G. Azzarà: Settling Accounts with Liberalism, su Historical Materialism 19.2
Stefano G. Azzarà
Settling Accounts with Liberalism: On the Work of Domenico LosurdoL'articolo completo è disponibile su:
Historical Materialism
Research in Critical Marxist Theory
Volume 19 Issue 2 2011
CONTENTS
Isaac and Tamara Deutscher Memorial-Prize Lecture
Ben Fine and Dimitris Milonakis
‘Useless but True’: Economic Crisis and the Peculiarities of Economic Science
Articles
- Panagiotis Sotiris: Beyond Simple Fidelity to the Event: The Limits of Alain Badiou’s Ontology
- Vivek Chibber: What Is Living and What Is Dead in the Marxist Theory of History
- Stefano G. Azzarà: Settling Accounts with Liberalism: On the Work of Domenico Losurdo
Intervention
- Bill Bowr: Marx, Lenin and Pashukanis on Self-Determination: Response to Robert Knox
Review Articles
- Michael Löwy: on Walter Benjamin’s Archive. Images, Texts, Signs, edited by Ursula Marx, Gudrun Schwarz, Michael Schwarz, and Erdmut Wizisla, translated by Esther Leslie, Esther Leslie’s Walter Benjamin, and Benjamin
Handbuch. Leben-Werk-Wirkung, edited by Burkhardt Lindner
- Andrew Lawson: on Richard Godden’s William Faulkner: An Economy of Complex WordsBue Rübner Hansen: on Jonathan Nitzan’s and Shimshon Bichler’s Capital as Power: A Study of Order and Creorder
- Widukind De Ridder: on Douglas Moggach’s The Philosophy and Politics of Bruno Bauer and
Historical-Critical Dictionary of Marxism
William W. Hansen: Fanonism
Pubblicato (in Francia) il trattato di Galeno riscoperto nel 2005
Ne pas se chagriner / Galien ; texte établi et traduit par Veronique Boudon Millot et J. Jouanna / Galenus, Claudius ; Jouanna, Jacques ; Boudon-Millot, Véronique ; Pietrobelli, Antoine. Paris : Les belles lettres, 2010
ROMA UN TRATTATO DI GALENO ILLUMINA L'IMPERO
MATTEO , IL MESSAGGERO del 27/7/2011 a pag. 21
ROMA UN TRATTATO DI GALENO ILLUMINA L'IMPERO
MATTEO , IL MESSAGGERO del 27/7/2011 a pag. 21
Un libro sulla Repubblica romana del 1849
Claudio Modena: Ciceruacchio Angelo Brunetti, capopopolo di Roma, Mursia
È la sera del 2 luglio 1849. Ciceruacchio esce da Roma, occupata dalle truppe francesi, attraverso Porta San Giovanni, con i figli Luigi e Lorenzo, di soli tredici anni. Marcia al seguito di Garibaldi verso Venezia, per portare aiuto alla morente Repubblica Veneta. Nel suo animo ancora viva la passione per gli ideali di libertà per cui aveva lottato, ma anche tanta amarezza nel lasciare la sua amata città, la moglie Annetta e gli amici. Non avrebbe mai immaginato che quel viaggio lo avrebbe trasformato in un eroe del nostro Risorgimento.
Al secolo Angelo Brunetti, cui la madre aveva dato il soprannome di Ciceruacchio, era nato a Roma il 27 settembre 1800, nel rione popolare di Campo Marzio. Di professione faceva il carrettiere e trasportava vino dai Castelli al porto di Ripetta. Personaggio carismatico, semplice e schietto, con un’innata capacità dialettica, nonostante parlasse solo in romanesco, e una naturale eleganza nel vestire, fu presto conquistato dagli ideali risorgimentali, di cui si fece portavoce fra i popolani.
In questo volume la sua breve avventura viene ricostruita dalle origini, dall’appassionata fiducia riposta nel Papa Re all’adesione agli ideali mazziniani e alla Rivoluzione del 1849, dalla caduta della Repubblica Romana alla tragica fine con i suoi figlioli, la notte di San Lorenzo dello stesso anno a Porto Tolle (Rovigo).
PAOLO MIELI, CORRIERE DELLA SERA del 26/7/2011 a pag. 30/31
Università: mentre preparano i loro statuti autocratici, Mancini e la CRUI piangono lacrime di coccodrillo e battono cassa. E si preparano ad aumentare le tasse
Intanto Urbino si distingue, come sempre, assegnando un dottorato di ricerca ad un aspirante ricercatore di 56 anni... [SGA].
LARGO AI GIOVANI (56ENNI)
GIAN ANTONIO STELLA, CORRIERE DELLA SERA del 25/7/2011 a pag. 1
"ATENEI GIA' AL COLLASSO SENZA RISORSE CHE SENSO HA PARLARE DI MERITO?"
Int. a MARCO MANCINI GERINA MARIAGRAZIA, L'UNITA' del 25/7/2011 a pag. 20/21
QUANDO L'UNIVERSITA' PUBBLICA CONIUGA RICERCA E DIDATTICA
ANGELO RICCABONI, REPUBBLICA/AFFARI E FINANZA del 25/7/2011 a pag. 24
A LONDRA LO STUDENTE PAGA MA HA FORTI AIUTI
FRANCESCO NARIELLO, IL SOLE 24 ORE del 25/7/2011 a pag. 8
LE TASSE ALTE PREMIANO I MIGLIORI
GIANNI TROVATI, IL SOLE 24 ORE del 25/7/2011 a pag. 8
DOTTORATI DI RICERCA A DIETA
BENEDETTA PACELLI, ITALIA OGGI del 27/7/2011 a pag. 32
LARGO AI GIOVANI (56ENNI)
GIAN ANTONIO STELLA, CORRIERE DELLA SERA del 25/7/2011 a pag. 1
"ATENEI GIA' AL COLLASSO SENZA RISORSE CHE SENSO HA PARLARE DI MERITO?"
Int. a MARCO MANCINI GERINA MARIAGRAZIA, L'UNITA' del 25/7/2011 a pag. 20/21
QUANDO L'UNIVERSITA' PUBBLICA CONIUGA RICERCA E DIDATTICA
ANGELO RICCABONI, REPUBBLICA/AFFARI E FINANZA del 25/7/2011 a pag. 24
A LONDRA LO STUDENTE PAGA MA HA FORTI AIUTI
FRANCESCO NARIELLO, IL SOLE 24 ORE del 25/7/2011 a pag. 8
LE TASSE ALTE PREMIANO I MIGLIORI
GIANNI TROVATI, IL SOLE 24 ORE del 25/7/2011 a pag. 8
DOTTORATI DI RICERCA A DIETA
BENEDETTA PACELLI, ITALIA OGGI del 27/7/2011 a pag. 32
Repubblica intervista George Steiner
GEORGE STEINER "L'IMMAGINE HA DISTRUTTO LA CULTURA OCCIDENTALE"
Int. a GEORGE STEINER di LEONETTA BENTIVOGLIO, LA REPUBBLICA del 25/7/2011 a pag. 36/37
Int. a GEORGE STEINER di LEONETTA BENTIVOGLIO, LA REPUBBLICA del 25/7/2011 a pag. 36/37
Ancora Augé
MARC AUGE' "COSI' INTERNET E' DIVENTATA LA NOSTRA DIVINITA'"
GAMBARO FABIO, LA REPUBBLICA del 27/7/2011 a pag. 39
GAMBARO FABIO, LA REPUBBLICA del 27/7/2011 a pag. 39
La satira di Tom Wolfe sui radical chic
AIUTO, SIAMO NELLE MANI DEI MARXISTI ROCOCO'
ALESSANDRO GNOCCHI, IL GIORNALE del 26/7/2011 a pag. 23
ALESSANDRO GNOCCHI, IL GIORNALE del 26/7/2011 a pag. 23
L'Italia è sempre ferma a transavanguardia e arte povera
ARTE, LE CORRENTI TORNANO A SFIDARSI
VINCENZO TRIONE, CORRIERE DELLA SERA del 25/7/2011 a pag. 26/27
VINCENZO TRIONE, CORRIERE DELLA SERA del 25/7/2011 a pag. 26/27
lunedì 25 luglio 2011
Gli intellettuali italiani di fronte alla guerra mondiale nel libro di Liucci
Raffaele Liucci: SPETTATORI DI UN NAUFRAGIO. Gli intellettuali italiani nella seconda guerra mondiale, Einaudi, pp. X-237
Contraddizioni, compromessi, sottili ambiguità, disimpegno degli intellettuali italiani durante la guerra. Il titolo del volume si riferisce a una metafora centrale nella civiltà dell’Occidente, quella appunto del «naufragio con spettatore» in cui si riflette l’atteggiamento dell’uomo dinanzi alla vita e alla storia (una metafora proveniente dal secondo libro del “De rerum natura” di Lucrezio: «Dolce, quando i venti sul grande mare turbano le acque, / è guardare da terra il grande travaglio di un altro; / non perché dia gioia e piacere che uno s’affanni, / ma perché dolce è vedere da che tormenti sei immune». Qui gli spettatori sono gli intellettuali italiani, in particolare i letterati, di fronte alla Seconda guerra mondiale. Il volume racconta come molti di essi, forse la maggioranza, evitarono l’impegno politico-culturale diretto a favore di una varietà di forme di «disimpegno». Analizzando con attenzione e ricchezza di dettaglio molte figure fondamentali (da Pavese a Meneghello, da Capitini a Malaparte), Raffaele Liucci fa il punto su un argomento molto controverso, senza cadere nei luoghi comuni che abbondano in questo campo.
In questo spiazzante libro, fondato su un ricco spoglio di diari, romanzi, carteggi e riviste, Raffaele Liucci affronta un tema a lungo espunto dalla memoria ufficiale: la seconda guerra mondiale vissuta, raccontata e talvolta sofferta dagli intellettuali italiani, che sono rimasti a osservarla passivamente, o hanno tentato in tutti i modi di evitarla, perché estranei alla sua sfera ideologica.
Da Cesare Pavese a Piero Calamandrei, da Giovanni Comisso a Salvatore Satta, da Alberto Moravia a Tommaso Landolfi, non pochi sono stati gli uomini di cultura che hanno cercato di esiliarsi nella loro «casa in collina », dalla quale osservare la catastrofe, senza esserne travolti, talora ripiegando in un soliloquio estetizzante.
Ricostruire le loro vicende, dalla fine degli anni Trenta al secondo dopoguerra e oltre, significa gettare una nuova luce sull'identità della Repubblica, «nata dalla Resistenza», ma figlia anche del disimpegno civile e del rifiuto della Storia.
Intellettuali e guerra Tra il 1940 e il 1943 latitante una «letteratura dell’intervento»
LORENZO MONDO, Tuttolibri, 23 luglio 2011
Bodei sul libro di Preterossi e la crisi della democrazia
Geminello Preterossi, La politica negata, Laterza, Roma-Bari, pagg. 116, € 16,00
La crisi delle ideologie novecentesche, la dichiarata – e presunta – fine della funzione simbolica del linguaggio politico, hanno alimentato una serie di luoghi comuni: che la politica non dovesse più proporre grandi idee né occuparsi della costruzione delle identità, che l’azione politica si riducesse essenzialmente a tecnica, nella migliore delle ipotesi a buona amministrazione, che la stessa dimensione politica in quanto tale fosse in qualche modo esaurita e con essa le speranze e le ambizioni connesse al progetto moderno. Siamo sicuri che sia così? O, al contrario, il ‘politico’ riemerge e si prende le sue vendette?
La riaffermazione prepotente dei bisogni di sicurezza e di identità, il dilagare di conflitti senza regole, l’emergere del populismo come compensazione della crisi di egemonia democratica sono i frutti avvelenati della spoliticizzazione contemporanea.
Come uscire dal populismo?
Remo Bodei, Domenica del Sole 24 Ore, 24 luglio 2011
La crisi delle ideologie novecentesche, la dichiarata – e presunta – fine della funzione simbolica del linguaggio politico, hanno alimentato una serie di luoghi comuni: che la politica non dovesse più proporre grandi idee né occuparsi della costruzione delle identità, che l’azione politica si riducesse essenzialmente a tecnica, nella migliore delle ipotesi a buona amministrazione, che la stessa dimensione politica in quanto tale fosse in qualche modo esaurita e con essa le speranze e le ambizioni connesse al progetto moderno. Siamo sicuri che sia così? O, al contrario, il ‘politico’ riemerge e si prende le sue vendette?
La riaffermazione prepotente dei bisogni di sicurezza e di identità, il dilagare di conflitti senza regole, l’emergere del populismo come compensazione della crisi di egemonia democratica sono i frutti avvelenati della spoliticizzazione contemporanea.
Come uscire dal populismo?
Remo Bodei, Domenica del Sole 24 Ore, 24 luglio 2011
Augé ripercorre la propria storia e quella dell'antropologia
Marc Augé: STRANIERO A ME STESSO. Tutte le mie vite di etnologo, trad. di Fabrizio Grillenzoni, Bollati Boringhieri, pp. 180
L’etnologo contemporaneo che ha maggiormente dilatato il terreno di ricerca si misura con il più avvincente dei temi: la propria identità di uomo e di studioso. Un libro che non assomiglia a nessun’altro scritto in questi anni, e destinato a rimanere tra i saggi di svolta dell’antropologia. Che cosa vediamo se ci guardiamo indietro? Come ci appare la vita trascorsa? Quale rapporto ha questa visione con il presente e con il futuro? E soprattutto, siamo certi che si tratti di una sola vita? Le pagine che nascono da queste domande non promettono l’abbandono a confessioni intimistiche, ma innescano un vortice appassionante, dove figure, date, luoghi, emozioni destabilizzano felicemente chi scrive e comunicano al lettore la necessità salutare dello spaesamento.
Augé Uno dei primi antropologi che hanno saputo rivolgere lo sguardo verso l’Occidente
MARCO AIME, Tuttolibri, 23 luglio 2011
L'immagine degli Stati Uniti durante il Ventennio
Ambra Meda, Al di là del mito. Scrittori italiani in viaggio negli Stati Uniti, Vallecchi, pag. 376, euro 16
Il libro di Ambra Meda indaga l'immagine, più o meno oggettiva, degli Stati Uniti che letterati e giornalisti italiani hanno cercato di restituire nel corso del Ventennio fascista"; epoca particolarmente significativa per i rapporti fra i due paesi.
Al di là del mito. Scrittori italiani in viaggio negli Stati Uniti
di Luca Negri, Domenica del Sole 24 Ore, 21 luglio 2011
Il libro di Ambra Meda indaga l'immagine, più o meno oggettiva, degli Stati Uniti che letterati e giornalisti italiani hanno cercato di restituire nel corso del Ventennio fascista"; epoca particolarmente significativa per i rapporti fra i due paesi.
Al di là del mito. Scrittori italiani in viaggio negli Stati Uniti
di Luca Negri, Domenica del Sole 24 Ore, 21 luglio 2011
Dal ventre del PD, un nuovo e atteso contributo alla distruzione della democrazia moderna
Goffredo Bettini, Oltre i partiti. Un nuovo campo dei democratici per cambiare l'Italia, Marsilio, Venezia pagg. 138, € 13,00
Se il partito diventa personale
Piero Ignazi, Domenica del Sole 24 Ore, 24 luglio 2011
Se il partito diventa personale
Piero Ignazi, Domenica del Sole 24 Ore, 24 luglio 2011
Ma la crisi dipende dal multiculturalismo o dalla liberaldemocrazia?
PUO' CONVIVERE IL MULTICULTURALISMO CON LA LIBERAL - DEMOCRAZIA?
SEBASTIANO MAFFETTONE, CORRIERE DELLA SERA del 24/7/2011 a pag. 32
SEBASTIANO MAFFETTONE, CORRIERE DELLA SERA del 24/7/2011 a pag. 32
Tendenze della giovane letteratura italica...
Fanno più ridere le proposte quasi agostante del movimento TQ o le reazioni spropositate del Giornale? [SGA].
LA RIVOLUZIONE CULTURALE SI ARENA SULLA SPIAGGIA
ALESSANDRO GNOCCHI, IL GIORNALE del 24/7/2011 a pag. 28
METTI 40 TQ IN UNA STANZA... E VEDRAI QUANTI DUBBI
IL GIORNALE del 26/7/2011 a pag. 23
"TQ, UNA GENERAZIONE ANTILIBERISTA"
L.MAS., CORRIERE DELLA SERA del 26/7/2011 a pag. 31
SCRITTORI TORNA L'IMPEGNO
DE SANTIS RAFFAELLA, LA REPUBBLICA del 27/7/2011 a pag. 40/41
L'ONDA ILLIBERALE CHE SOMMERGE LA CULTURA
MINGARDI ALBERTO, IL GIORNALE del 27/7/2011 a pag. 22
"MA USANDO CERTI METODI SI CESTINEREBBE GOMORRA"
CAPPELLINI TOMMY, IL GIORNALE del 27/7/2011 Int. a DE MICHELIS JACOPO a pag. 22
I MANIFESTI DI TQ: UN OSSERVATORIO PER VIGILARE SU EDITORI E MEDIA
MASTRANTONIO LUCA, CORRIERE DELLA SERA del 27/7/2011 a pag. 39
LA RIVOLUZIONE CULTURALE SI ARENA SULLA SPIAGGIA
ALESSANDRO GNOCCHI, IL GIORNALE del 24/7/2011 a pag. 28
METTI 40 TQ IN UNA STANZA... E VEDRAI QUANTI DUBBI
IL GIORNALE del 26/7/2011 a pag. 23
"TQ, UNA GENERAZIONE ANTILIBERISTA"
L.MAS., CORRIERE DELLA SERA del 26/7/2011 a pag. 31
SCRITTORI TORNA L'IMPEGNO
DE SANTIS RAFFAELLA, LA REPUBBLICA del 27/7/2011 a pag. 40/41
L'ONDA ILLIBERALE CHE SOMMERGE LA CULTURA
MINGARDI ALBERTO, IL GIORNALE del 27/7/2011 a pag. 22
"MA USANDO CERTI METODI SI CESTINEREBBE GOMORRA"
CAPPELLINI TOMMY, IL GIORNALE del 27/7/2011 Int. a DE MICHELIS JACOPO a pag. 22
I MANIFESTI DI TQ: UN OSSERVATORIO PER VIGILARE SU EDITORI E MEDIA
MASTRANTONIO LUCA, CORRIERE DELLA SERA del 27/7/2011 a pag. 39
domenica 24 luglio 2011
A settembre in libreria da Manifestolibri: Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario, di Stefano G. Azzarà
Stefano G. Azzarà
Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario
con un'intervista a Vattimo su Nietzsche, la rivoluzione e il riflusso
manifestolibri, Roma 2011
Se il primo incontro di Gianni Vattimo con Nietzsche intendeva soprattutto denazificare il filosofo tedesco e recuperarlo in chiave esistenzialistica, ben più originale è la lettura degli anni Settanta, quando il padre dello Zarathustra assume le vesti tutte politiche di un autore libertario e “rivoluzionario”, diventando punto di riferimento per la sinistra.
Il volume ripercorre criticamente la storia dell’«oltreuomo» dionisiaco, mettendola in relazione con l’uso pubblico che di Nietzsche è stato fatto nel periodo della contestazione sessantottina, dell’Autonomia e infine del terrorismo e del riflusso.
Emerge in controluce la storia di una parte dell’intellighenzia critica italiana, alla ricerca di una via d’uscita “individualistica” dalla dialettica e dalla crisi del marxismo anche attraverso autori che, pur collocati a destra, mettevano in evidenza i limiti della società borghese e del pensiero universalistico.
Con il rischio, però, di favorire quella mentalità neoliberale che costituisce oggi un pericoloso avversario per la democrazia moderna.
Un Nietzsche italiano. Gianni Vattimo e le avventure dell'oltreuomo rivoluzionario
con un'intervista a Vattimo su Nietzsche, la rivoluzione e il riflusso
manifestolibri, Roma 2011
Se il primo incontro di Gianni Vattimo con Nietzsche intendeva soprattutto denazificare il filosofo tedesco e recuperarlo in chiave esistenzialistica, ben più originale è la lettura degli anni Settanta, quando il padre dello Zarathustra assume le vesti tutte politiche di un autore libertario e “rivoluzionario”, diventando punto di riferimento per la sinistra.
Il volume ripercorre criticamente la storia dell’«oltreuomo» dionisiaco, mettendola in relazione con l’uso pubblico che di Nietzsche è stato fatto nel periodo della contestazione sessantottina, dell’Autonomia e infine del terrorismo e del riflusso.
Emerge in controluce la storia di una parte dell’intellighenzia critica italiana, alla ricerca di una via d’uscita “individualistica” dalla dialettica e dalla crisi del marxismo anche attraverso autori che, pur collocati a destra, mettevano in evidenza i limiti della società borghese e del pensiero universalistico.
Con il rischio, però, di favorire quella mentalità neoliberale che costituisce oggi un pericoloso avversario per la democrazia moderna.
Emanuele Severino replica a critici e laudatori
E SEVERINO CRITICA I CRITICI DI SEVERINO
Int. a EMANUELE SEVERINO di ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 42
Int. a EMANUELE SEVERINO di ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 42
Sartre e Camus tra liberalismo e marxismo
CERTI NIPOTI DI ALBERT CAMUS POSSONO FAR RIVALUTARE PERFINO SARTRE
MATTEO MARCHESINI, IL FOGLIO del 23/7/2011 a pag. 2
MATTEO MARCHESINI, IL FOGLIO del 23/7/2011 a pag. 2
Università: fosse questo il problema...
L'ATENEO AMMONISCE GALIMBERTI: LE FONTI SI CITANO
PIERLUIGI PANZA, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 43
PIERLUIGI PANZA, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 43
Xavier Tilliette, massimo esperto di Schelling, ha 90 anni
IL GESU' DEI FILOSOFI
Int. a XAVIER TILLIETTE di FRANCESCO TOMATIS, AVVENIRE del 23/7/2011 a pag. 25
Int. a XAVIER TILLIETTE di FRANCESCO TOMATIS, AVVENIRE del 23/7/2011 a pag. 25
Su "Paradoxa", Cofrancesco guida gli intellettuali di destra alla pugna
ZAGREBELSKY & CO., QUELLI CHE... SON DEMOCRATICI SOLTANTO LORO
GIAMPIETRO BERTI, IL GIORNALE del 23/7/2011 a pag. 31
GIAMPIETRO BERTI, IL GIORNALE del 23/7/2011 a pag. 31
Populismo, comunitarismo e individualismo spiegati al popolo
PERCHE' BERLUSCONI E' PROPRIO POPULISTA
BRUNO GRAVAGNUOLO, L'UNITA' del 23/7/2011 a pag. 38/39
BRUNO GRAVAGNUOLO, L'UNITA' del 23/7/2011 a pag. 38/39
sabato 23 luglio 2011
Taguieff e le accuse di razzismo usate come arma
SE L'ACCUSA DI RAZZISMO E' SOLO PIGRIZIA
STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 21/7/2011 a pag. 33
STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 21/7/2011 a pag. 33
Il conflitto tra Ugo Spirito e Bottai negli anni Trenta
SPIRITO, IL FASCISTA CHE NON PIACEVA A GIUSEPPE BOTTAI
ANTONIO FEDE, SECOLO D'ITALIA del 20/7/2011 a pag. 12/13
ANTONIO FEDE, SECOLO D'ITALIA del 20/7/2011 a pag. 12/13
Università
RICERCATORI, SI SALVI CHI PUO'. GLI ATENEI NON ASSUMONO PIU'
MARIAGRAZIA GERINA, L'UNITA' del 22/7/2011 a pag. 18/19
"SENZA DI NOI QUESTO PAESE NON HA FUTURO"
MA.GE., L'UNITA' del 22/7/2011 Int. a FERRETTI ALESSANDRO a pag. 19
MARIAGRAZIA GERINA, L'UNITA' del 22/7/2011 a pag. 18/19
"SENZA DI NOI QUESTO PAESE NON HA FUTURO"
MA.GE., L'UNITA' del 22/7/2011 Int. a FERRETTI ALESSANDRO a pag. 19
Montaigne e Gregorio XIII
E IL PAPA RUBO' 10 GIORNI ALL'AGENDA DEL FILOSOFO
ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 20/7/2011 a pag. 23
ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 20/7/2011 a pag. 23
Lottieri, Magris e il neoliberalismo
L'ILLIBERALE MAGRIS CONTRO IL LIBERTARISMO TOTALITARIO
CARLO LOTTIERI, IL GIORNALE del 21/7/2011 a pag. 25
CARLO LOTTIERI, IL GIORNALE del 21/7/2011 a pag. 25
La guerra santa degli atei devoti contro l'Islam
GUERRA ISLAMICA E MISTICA INDU'
CARLO PANELLA, IL FOGLIO del 21/7/2011 a pag. I
NELLO SCAFFALE DELLA PRIMAVERA ARABA RISPUNTANO LIBRI PROIBITI E MALEDETTI
GIULIO MEOTTI, IL FOGLIO del 21/7/2011 a pag. 2
CARLO PANELLA, IL FOGLIO del 21/7/2011 a pag. I
NELLO SCAFFALE DELLA PRIMAVERA ARABA RISPUNTANO LIBRI PROIBITI E MALEDETTI
GIULIO MEOTTI, IL FOGLIO del 21/7/2011 a pag. 2
La religione della Roma più antica
Renato Del Ponte: Favete linguis!, Arya
IL FOGLIO del 21/7/2011 LIBRI a pag. 3
IL FOGLIO del 21/7/2011 LIBRI a pag. 3
Una nuova versione dell'Opera da tre soldi con Massimo Ranieri e Lina Sastri
LA MUNNEZZA E' UNA NUOVA DIVA CHE SI ADDICE PERFINO A BERTOLT BRECHT
PIETRO FAVARI, IL FOGLIO del 20/7/2011 a pag. 2
PIETRO FAVARI, IL FOGLIO del 20/7/2011 a pag. 2
mercoledì 20 luglio 2011
Heidegger tra Vattimo e Rorty
SE HEIDEGGER FINISCE ARRUOLATO TRA LE FILE SOCIALDEMOCRATICHE
ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 35
ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 35
Il Mulino pubblica le Lezioni di politica di Gianfranco Miglio
G. MIGLIO: Lezioni di politica
I. Storia delle dottrine politiche
II. Scienza della politica
il Mulino, Bologna 2011
L'ARTE DELLA POLITICA, INVENTARE UN NEMICO
GIANFRANCO MIGLIO, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 34/35
DALLA RISCOPERTA DI SCHMITT ALLA STAGIONE LEGHISTA
ANTONIO CARIOTI, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 34
LA VITA SEVERA DI UN GRANDE CONSERVATORE
LORENZO ORNAGHI, PIERANGELO SCHIERA, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 34
Il ritorno di Gianfranco Miglio: tra 150mo e crisi di sistema
Carlo Lottieri
I. Storia delle dottrine politiche
II. Scienza della politica
il Mulino, Bologna 2011
L'ARTE DELLA POLITICA, INVENTARE UN NEMICO
GIANFRANCO MIGLIO, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 34/35
DALLA RISCOPERTA DI SCHMITT ALLA STAGIONE LEGHISTA
ANTONIO CARIOTI, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 34
LA VITA SEVERA DI UN GRANDE CONSERVATORE
LORENZO ORNAGHI, PIERANGELO SCHIERA, CORRIERE DELLA SERA del 19/7/2011 a pag. 34
Il ritorno di Gianfranco Miglio: tra 150mo e crisi di sistema
Carlo Lottieri
Università: l'Anvur e i parametri di valutazione dei docenti
SECONDO L'INDICE DI VALUTAZIONE DELLA RICERCA, EINSTEIN NON E' GRANCHE'
GIORGIO ISRAEL, IL FOGLIO del 19/7/2011 a pag. 2
GIORGIO ISRAEL, IL FOGLIO del 19/7/2011 a pag. 2
Mussolini e le utopie architettoniche di Otlet e Andersen
QUANDO MUSSOLINI SPONSORIZZAVA LA CITTA' DELLA PACE
MARCO ZATTERIN, LA STAMPA del 19/7/2011 a pag. 34/35
MARCO ZATTERIN, LA STAMPA del 19/7/2011 a pag. 34/35
Digitalizzazione del patrimonio librario e ricerca scientifica
COME E' BELLO LEGGERE LA MAGNA CHARTA SU GOOGLE
JAMES GLEICK, LA REPUBBLICA del 19/7/2011 a pag. 56/57
JAMES GLEICK, LA REPUBBLICA del 19/7/2011 a pag. 56/57
martedì 19 luglio 2011
Donald Sassoon sul colonialismo in Algeria, Tocqueville e i giudizi di Engels
Sarà in effetti il leninismo a superare, in seguito, quei limiti eurocentrici che gravano ancora pesantemente su Marx e Engels [SGA].
Spirito del progresso e populismo apocalittico
NEO LUDDISTI UOMINI CONTRO MACCHINE (ANCHE NELL'ERA DIGITALE)
FEDERICO FUBINI, CORRIERE DELLA SERA del 17/7/2011 a pag. 29
FEDERICO FUBINI, CORRIERE DELLA SERA del 17/7/2011 a pag. 29
In arrivo il libro di Gianni Vattimo e Santiago Zabala sul "comunismo ermeneutico"
Hermeneutic Communism: From Heidegger to Marx
Gianni Vattimo and Santiago Zabala
October, 2011
Cloth, 256 pages,
ISBN: 978-0-231-15802-2
$27.50 / £19.00
Cloth, 256 pages,
ISBN: 978-0-231-15802-2
$27.50 / £19.00
Having lost much of its political clout and theoretical power, communism no longer represents an appealing alternative to capitalism. In its original Marxist formulation, communism promised an ideal of development, but only through a logic of war, and while a number of reformist governments still promote this ideology, their legitimacy has steadily declined since the fall of the Berlin wall.
Separating communism from its metaphysical foundations, which include an abiding faith in the immutable laws of history and an almost holy conception of the proletariat, Gianni Vattimo and Santiago Zabala recast Marx’s theories at a time when capitalism’s metaphysical moorings—in technology, empire, and industrialization—are buckling. While Michael Hardt and Antonio Negri call for a return of the revolutionary left, Vattimo and Zabala fear this would lead only to more violence and failed political policy. Instead, they adopt an antifoundationalist stance drawn from the hermeneutic thought of Martin Heidegger, Jacques Derrida, and Richard Rorty.
Hermeneutic communism leaves aside the ideal of development and the general call for revolution; it relies on interpretation rather than truth and proves more flexible in different contexts. Hermeneutic communism motivates a resistance to capitalism’s inequalities yet intervenes against violence and authoritarianism by emphasizing the interpretative nature of truth. Paralleling Vattimo and Zabala’s well-known work on the weakening of religion, Hermeneutic Communism realizes the fully transformational, politically effective potential of Marxist thought.
The following is an interview with Gianni Vattimo and Santiago Zabala, authors of Hermeneutic Communism: From Heidegger to Marx. The interview took place in January, 2011.
Question: How does one manage to write a book with another author?
Santiago Zabala: It’s all about collaboration. Over the past several years, we have edited five book series for Italian and American publishers and also written several forewords and book reviews; this is not the first time we actually wrote together. Before one of us writes the first draft, we have a long conversation in order to decide the themes of each section. After this first draft is finished, the other checks it through and makes modifications where necessary.
Gianni Vattimo: Although most of the time Santiago wrote the first draft after our talk, there are occasions where I wrote it; either way, it’s very difficult now to recognize which parts each of us originally wrote not only because of the modifications and edits that came afterward but also because we decided together beforehand what each part was to be about. I’m very happy with the whole book, which managed, among other things, to cover many things I was forced to leave out in my Ecce Comu...
Santiago Zabala: It’s all about collaboration. Over the past several years, we have edited five book series for Italian and American publishers and also written several forewords and book reviews; this is not the first time we actually wrote together. Before one of us writes the first draft, we have a long conversation in order to decide the themes of each section. After this first draft is finished, the other checks it through and makes modifications where necessary.
Gianni Vattimo: Although most of the time Santiago wrote the first draft after our talk, there are occasions where I wrote it; either way, it’s very difficult now to recognize which parts each of us originally wrote not only because of the modifications and edits that came afterward but also because we decided together beforehand what each part was to be about. I’m very happy with the whole book, which managed, among other things, to cover many things I was forced to leave out in my Ecce Comu...
Sergio Romano, la Siria e Israele
Credo fermamente che questo mondo sarebbe molto migliore se esistesse una maggiore imparzialità. Mi riferisco, nel caso specifico, alle vicende del Vicino Oriente e vorrei chiedere un suo parere. Il regime siriano massacra ormai da mesi la propria popolazione civile, che manifesta pacificamente, uccidendo oltre mille persone. Ebbene, non c’è minima traccia in Italia di manifestazioni di piazza, solidarietà incendio di bandiere siriane, ecc. Se viceversa si verifica qualcosa da parte Israeliana— di proporzioni infinitamente minori— la piazza si scatena con manifestazioni violente, accuse infamanti, ecc. ecc. Saprebbe spiegare questa preoccupante sperequazione?
Franco Cohen
DUE PESI, DUE MISURE ISRAELE E LA CRISI SIRIANA
Sergio Romano, Corriere della Sera, Lunedì 18 luglio 2011Caro Cohen,
Quando la bandiera israeliana è stata bruciata, all’epoca della guerra di Gaza o dopo il cruento arrembaggio della flottiglia proveniente dalla Turchia, vi fu nell’opinione pubblica occidentale un coro di proteste indignate. Israele gode di molte simpatie e può contare su numerosi sostenitori. Non credo ai boicottaggi e fra questi a quelli promossi contro Israele perché, come le sanzioni, colpiscono anzitutto imprenditori e lavoratori; ma la campagna per il boicottaggio dei prodotti agricoli provenienti dai territori occupati appartiene all’arsenale delle proteste democratiche e non può essere definita un’azione violenta.
Aggiungo che fra la questione palestinese e la questione siriana esiste una importante differenza. Ciò che accade in Siria è condannabile ed è stato condannato dalla maggior parte dei Paesi democratici con espressioni particolarmente severe. Ma è pur sempre una questione interna dello Stato siriano. Il concetto di ingerenza umanitaria sembra essere entrato nella cultura politica della democrazia occidentale da qualche anno, ma nessuno può dire con precisione se e quanto i dimostranti di Aleppo, Hama e altre città siriane siano rappresentativi dei sentimenti della maggioranza della popolazione. Si può scendere in piazza, naturalmente, per denunciare le repressioni poliziesche del regime di Bashar al Assad, ma i nostri governi, soprattutto dopo gli infelici risultati della guerra libica, si accontenteranno di qualche condanna verbale e staranno a guardare.
La questione palestinese è alquanto diversa. Lo Stato d’Israele è stato costituito, grazie a una risoluzione della maggiore organizzazione internazionale su un territorio che è stato lungamente abitato da una popolazione indigena non ebraica. Quando gli Stati arabi rifiutarono la spartizione e cercarono di cancellare dalla carta geografica lo Stato appena costituito, Israele si difese, vinse e riuscì a occupare nuove terre; e così accadde nelle guerre successive. Sul piano politico, nulla da obiettare. Uno Stato ha il diritto di difendersi e di mettere il proprio territorio al sicuro, per quanto possibile, da altre minacce. Ma nei territori occupati esiste una popolazione che ha il diritto morale di considerare quella terra come la sua casa. Nella storia europea molti Stati si sono ingranditi occupando province abitate da popolazioni straniere, ma l’occupazione è diventata legittima e duratura soltanto quando il conquistatore ha trattato gli abitanti dei territori conquistati come cittadini.
Lo Stato ebraico invece non può trattare i palestinesi dei territori occupati (e per molti aspetti neppure quelli del proprio territorio nazionale) nel modo in cui la Francia, per fare un esempio, ha trattato gli alsaziani. E i palestinesi, dal canto loro, hanno più volte dimostrato, con l’Intifada e con il voto, di volere l’indipendenza. Non è sorprendente che essi hanno abbiano suscitato la simpatia delle opinioni pubbliche occidentali.
L'anniversario del 25 luglio
LA ROTTURA STORICA DEL 25 LUGLIO 1943
FRANCO ASTENGO, TERRA del 17/7/2011 a pag. 13
LA LUNGA VIGILIA DEL 24 LUGLIO ROMA BOMBARDATA, AL CINEMA C'E' TOTO'
CARIOTI ANTONIO, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 43
MA TUTTO INCOMINCIO' A FEBBRAIO
GIUSEPPE GALASSO, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 43
FRANCO ASTENGO, TERRA del 17/7/2011 a pag. 13
LA LUNGA VIGILIA DEL 24 LUGLIO ROMA BOMBARDATA, AL CINEMA C'E' TOTO'
CARIOTI ANTONIO, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 43
MA TUTTO INCOMINCIO' A FEBBRAIO
GIUSEPPE GALASSO, CORRIERE DELLA SERA del 23/7/2011 a pag. 43
Sul cosmopolitismo contemporaneo
Angela Taraborrelli: Il cosmopolitismo contemporaneo, Laterza, Roma-Bari
Avere il mondo come patria
Sebastiano Maffettone, Domenica del Sole 24 Ore, 17 luglio 2011
Avere il mondo come patria
Sebastiano Maffettone, Domenica del Sole 24 Ore, 17 luglio 2011
Problemi dell'editoria
MENO TITOLI PER TUTTI
LOREDANA LIPPERINI, LA REPUBBLICA del 18/7/2011 a pag. 33
LIBRI, LA DECRESCITA FELICE VOTATA DAI GRANDI EDITORI
MAURIZIO BONO, LA REPUBBLICA del 19/7/2011 a pag. 57
EDITORI IPERPRODUTTIVI E ANOMALIE DEL MERCATO
MARCO CASSINI, LA REPUBBLICA del 21/7/2011 a pag. 40
EDITORI SCEGLIETE DI PIU'
MARIA SERENA PALIERI, L'UNITA' del 22/7/2011 a pag. 45
ECCO PERCHE' GLI EDITORI PUBBLICANO COSI' TANTO
GIAN ARTURO FERRARI, LA REPUBBLICA del 22/7/2011 a pag. 49
LOREDANA LIPPERINI, LA REPUBBLICA del 18/7/2011 a pag. 33
LIBRI, LA DECRESCITA FELICE VOTATA DAI GRANDI EDITORI
MAURIZIO BONO, LA REPUBBLICA del 19/7/2011 a pag. 57
EDITORI IPERPRODUTTIVI E ANOMALIE DEL MERCATO
MARCO CASSINI, LA REPUBBLICA del 21/7/2011 a pag. 40
EDITORI SCEGLIETE DI PIU'
MARIA SERENA PALIERI, L'UNITA' del 22/7/2011 a pag. 45
ECCO PERCHE' GLI EDITORI PUBBLICANO COSI' TANTO
GIAN ARTURO FERRARI, LA REPUBBLICA del 22/7/2011 a pag. 49
domenica 17 luglio 2011
Alexis de Tocqueville teorico del colonialismo
D. LETTERIO: Tocqueville ad Algeri. Il filosofo e l'ordine coloniale, il Mulino, Bologna 2011
Tra il 1830 e il 1847 l’esercito francese combatté in Algeria una lunga ed estenuante guerra di conquista. Fra i testimoni della vicenda vi fu Alexis de Tocqueville. I suoi epistolari, gli articoli e i rapporti parlamentari, frutto di due viaggi nel paese nordafricano e dello straniante incontro con gli arabi, restituiscono un giovane deputato desideroso di partecipare alla progettazione delle fondamenta istituzionali del nuovo insediamento. Il libro, nel rivelare un Tocqueville inedito, interessato alla prassi prima che alla teoria della politica, un fervente colonialista in apparenza lontano dall’intellettuale pacato della «Democrazia in America», illustra le profonde trasformazioni che il laboratorio coloniale stava imprimendo sul pensiero politico moderno.
PAOLO MIELI, CORRIERE DELLA SERA del 12/7/2011 a pag. 40/1
Il dibattito geopolitico nel mondo anglosassone
COSI' L'AQUILA AMERICANA SI PREPARA ALL'ASSALTO FINALE DEL DRAGO CINESE
LODOVICO FESTA, IL GIORNALE del 13/7/2011 a pag. 23
LODOVICO FESTA, IL GIORNALE del 13/7/2011 a pag. 23
Il libro di Castrucci su Carl Schmitt
Emanuele Castrucci, Nomos e guerra. Glosse al «Nomos della terra» di Carl Schmitt, La Scuola di Pitagora, Napoli 2011
Un classico tema della dottrina giuridica internazionalistica, quello delle forme di limitazione dell'esercizio della guerra, ossia dei modi di contenimento della violenza in base ai sistemi di riconoscimento propri della civilizzazione occidentale, svolto in relazione alle tesi di un autore, Carl Schmitt, ritenuto anch'egli ormai da tempo un classico del pensiero giuridico e politico del Novecento, nonché agli sviluppi in campo antropologico di una teoria generale del sacrificio: queste le coordinate entro le quali si incardina il presente tentativo di rilettura, che procede mediante "quartamento" e disarticolazione in frammenti del tema esaminato, in quattro movimenti.
CARLO LOTTIERI, IL GIORNALE del 6/7/2011 a pag. 27
Immagini di città nella storia dell'arte e altrove
Cesare de Seta, Ritratti di città, Einaudi, Torino 2011
LE CITTA' PRIMA DI GOOGLE MAPS
DARIO PAPPALARDO, LA REPUBBLICA del 6/7/2011 a pag. 60/61
Vivere nella città infinita
Leonardo Maisano, Domenica del Sole 24 Ore, 17 luglio 2011
LE CITTA' PRIMA DI GOOGLE MAPS
DARIO PAPPALARDO, LA REPUBBLICA del 6/7/2011 a pag. 60/61
Vivere nella città infinita
Leonardo Maisano, Domenica del Sole 24 Ore, 17 luglio 2011
Ancora il libro di Stark sulla schiavitù
UN DIO SENZA SCHIAVI - LO SCHIAVISMO NON FU UN VIZIO SOLO EUROPEO, NE' SOLO CATTOLICO, ANZI. LA VERSIONE (GIUSTA) DI RODNEY STARK
FRANCESCO AGNOLI, IL FOGLIO del 7/7/2011 a pag. 2
FRANCESCO AGNOLI, IL FOGLIO del 7/7/2011 a pag. 2
Le opere complete di Rousseau in Francia nel terzo centenario della nascita
ROUSSEAU PADRE AMBIGUO DI ILLUMINISTI E ROMANTICI
Int. a RAYMOND TROUSSON di ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 15/7/2011 a pag. 40/41
Int. a RAYMOND TROUSSON di ARMANDO TORNO, CORRIERE DELLA SERA del 15/7/2011 a pag. 40/41
La costruzione del totalitarismo eco-chic
Gianfranco Marrone, Addio alla Natura, Einaudi, Torino 2011
Viviamo in un'epoca di disarmante naturalismo. Dovunque si volga l'attenzione - religione, ricerca scientifica, pensiero filosofico, divulgazione mediatica - è tutto un rincorrere un'improbabile base naturale, materiale, ontologica dei pensieri e delle azioni, delle emozioni e dei desideri, della società e della stessa differenza etnica. Al di sotto delle apparenti opposizioni fra universalismo e relativismo, creazionisti e darwiniani, cattolici e laici - tutti egualmente impegnati in nome di una naturalità senza alcun fondamento logico e antropologico - trapela la reale sfida del pensiero attuale: quello di un recupero delle basi sociali e antropologiche, intersoggettive e storiche del corpo e del linguaggio, dello spazio e delle tecnologie, delle passioni e della cognizione.
Questo libro parla di filosofia e prodotti biologici, neuromanie e bello naturale, battute di caccia amazzoniche e mucche pazze, di tutto ciò che mette in luce le patenti contraddizioni insite nelle diverse facce del naturalismo contemporaneo, in nome di un rinnovato interesse verso le culture umane e le loro felici traduzioni.
Congedarsi dalla Natura è il miglior modo per salvare l'ambiente, le nostre vite, il futuro. L'idea di Natura è oggi tanto imperiosa quanto ingenua: liberandocene tornerà la pacatezza per ridare autenticità alla nostra esperienza umana e sociale.
Estratto
Capitolo primo. Peccati di impazienza
MAURIZIO FERRARIS, LA REPUBBLICA del 8/7/2011 a pag. 42
L'ECOLOGIA? SERVE A FARE UN SACCO DI ECO-AFFARI
CARLO LOTTIERI, IL GIORNALE del 15/7/2011 a pag. 22
L'ECOLOGIA? SERVE A FARE UN SACCO DI ECO-AFFARI
CARLO LOTTIERI, IL GIORNALE del 15/7/2011 a pag. 22
Efficace fenomenologia della sinistra chic che abbina reading letterari e degustazioni di vini biologici
IL DOLCE STIL FICO
GUIDO VITIELLO, IL FOGLIO del 9/7/2011 a pag. V
GUIDO VITIELLO, IL FOGLIO del 9/7/2011 a pag. V
Le traduzioni più o meno corrette del lessico di Platone nella storia
I LUOGHI COMUNI PLATONICI
MATTEO NUCCI, LA REPUBBLICA del 11/7/2011 a pag. 33
MATTEO NUCCI, LA REPUBBLICA del 11/7/2011 a pag. 33
La biblioteca digitale di Filadelfia
BENVENUTI A FILADELFIA NELLA BIBLIOTECA SENZA LIBRI
ANNA LOMBARDI, LA REPUBBLICA del 13/7/2011 a pag. 35
ANNA LOMBARDI, LA REPUBBLICA del 13/7/2011 a pag. 35
Sufismo, Islam, Induismo
Muhammad Dara Šikoh: La congiunzione dei due oceani, Adelphi, Milano 2011
È noto che il pensiero indiano fece irruzione sulla scena filosofica europea grazie all’entusiasmo suscitato in Schopenhauer dalla lettura della versione latina delle Upanisad, la prima in Occidente, ad opera di Anquetil-Duperron, apparsa nei primissimi anni dell’Ottocento. Meno noto è che Anquetil- Duperron si era basato su una traduzione persiana, realizzata nel 1657 e patrocinata dal principe moghul Muhammad Dara Šikoh (1615-1659). La dinastia musulmana dei Moghul, che regnò sull’India a partire dal 1526, aveva già mostrato grande apertura e interesse per il sapere indiano, in particolar modo durante il regno dell’imperatore Akbar, ma il suo pronipote, Dara Šikoh, si spinse ben più in là. Affiliato alla confraternita sufi della Qadiriyya e seguace delle dottrine del grande mistico musulmano Ibn ‘Arabi, attraverso l’assidua frequentazione di yogin e sapienti indù giunse alla conclusione che rispetto al sufismo non vi era «differenza alcuna, fuorché divergenze lessicali, nel loro modo di percepire e comprendere il Vero». A sostegno di tale tesi nel 1655 scrisse La congiunzione dei due oceani, in cui si sforzò di mostrare la puntuale corrispondenza fra i princìpi della tradizione spirituale indù e di quella sufi. Tesi tanto audace quanto temibile, che suscitò una forte opposizione da parte degli ‘ulama’ più ortodossi – e che consentì al fratello Awrangzeb di ottenere una condanna a morte per apostasia e di impadronirsi del trono.
Pound e le religioni
Andrea Colombo: Il Dio di Ezra Pound. Cattolicesimo e religioni del mistero, Ares
La religiosità di Ezra Pound (1885-1972) rimane un mistero fitto e largamente inesplorato. I pochi studiosi che si sono cimentati nella ricerca hanno sottolineato gli elementi esoterici e neopagani presenti nell’infinito cantiere dei Cantos e nella saggistica del poeta statunitense. Il pionieristico saggio di Andrea Colombo indaga, invece, il vivissimo interesse di Pound anche per il cattolicesimo e illustra i risvolti della sua estetica e del suo pensiero economico, spesso ispirati dalla dottrina sociale della Chiesa, dalla filosofia neoplatonica di Riccardo di San Vittore, di Scoto Eriugena e di Roberto Grossatesta, come da altri pensatori di età patristica e medioevale ingiustamente trascurati. In appendice vengono pubblicati per la prima volta alcuni testi poundiani, fra cui le lettere al diplomatico vaticano monsignor Pietro Pisani e al sacerdote di «Crociata Italica» don Tullio Calcagno.
«Il presente lavoro di Andrea Colombo completa coraggiosamente il mosaico con l’approfondita lettura di testi difficilmente accessibili» (dall’Introduzione di Mary de Rachewiltz).
LA VENA CATTOLICA DI POUND
ANTONIO CARIOTI, CORRIERE DELLA SERA del 7/7/2011 a pag. 41
La religiosità di Ezra Pound (1885-1972) rimane un mistero fitto e largamente inesplorato. I pochi studiosi che si sono cimentati nella ricerca hanno sottolineato gli elementi esoterici e neopagani presenti nell’infinito cantiere dei Cantos e nella saggistica del poeta statunitense. Il pionieristico saggio di Andrea Colombo indaga, invece, il vivissimo interesse di Pound anche per il cattolicesimo e illustra i risvolti della sua estetica e del suo pensiero economico, spesso ispirati dalla dottrina sociale della Chiesa, dalla filosofia neoplatonica di Riccardo di San Vittore, di Scoto Eriugena e di Roberto Grossatesta, come da altri pensatori di età patristica e medioevale ingiustamente trascurati. In appendice vengono pubblicati per la prima volta alcuni testi poundiani, fra cui le lettere al diplomatico vaticano monsignor Pietro Pisani e al sacerdote di «Crociata Italica» don Tullio Calcagno.
«Il presente lavoro di Andrea Colombo completa coraggiosamente il mosaico con l’approfondita lettura di testi difficilmente accessibili» (dall’Introduzione di Mary de Rachewiltz).
LA VENA CATTOLICA DI POUND
ANTONIO CARIOTI, CORRIERE DELLA SERA del 7/7/2011 a pag. 41
"PIO XII S'E' VENDUTO AGLI EBREI E LA CHIESA E' STATA AVVELENATA"EZRA POUND, LIBERO del 8/7/2011 a pag. 29 12-07-2011 Libero - «Le lettere inedite di Pound» |
09-07-2011 Avvenire - Quante fonti spirituali nel poeta Ezra Pound | |
| 08-07-2011 L'Osservatore Romano - L'antisemita che non amava Pio XII | |
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