mercoledì 22 febbraio 2012
Scenari del nichilismo dopo la morte di Dio
Ferruccio Parazzoli: Eclisse del dio unico, prefazione di Vito Mancuso, Fazi, Roma 2012
“Non avrai altri dèi di fronte a me” (Esodo 20,3). Oggi quell’Unico Dio si è disciolto come una montagna di ghiaccio. Con questa immagine sconcertante si apre l’inconsueto saggio di Ferruccio Parazzoli, dove il sublime e l’abisso si incrociano. Con l’eclisse del Dio Unico è crollato il pilastro su cui, in obbedienza e in rivolta, stava abbarbicata la cultura occidentale. Muore la rivolta metafisica, muore la tragedia cristiana, la grande creazione artistica nata dopo il Golgotha.
L’autore rifugge da quello che chiama “il pensiero ordinato” del linguaggio debole, frutto dell’odierno nichilismo di massa, della ‘pappa del niente’ di cui si nutre l’uomo contemporaneo, morto alle grandezze di ogni mitologia. La scrittura di Parazzoli è un incalzare di affermazioni demistificanti, di immagini ribaltanti, è la messa in scena di un dramma dove il Vecchio Dio di Abramo è caduto dietro le quinte ma dove sul palco non è mai comparso quel Dio Padre che Gesù chiamò dalla croce.
A capitoli di lucido sconcerto sull’attuale disorientamento dell’uomo occidentale (“Gli sciamani non volano più”, la piatta orizzontalità dell’arte contemporanea; “Apologia del rischio”, la perduta eroicità di Prometeo), si alternano capitoli visionari ( “La tenda gialla”, confine tra vita e morte; “Il discorso di Gesù morto” dove la vittima rivendica il proprio vittorioso fallimento). Fino alla chiusa commuovente y final de “La cerimonia dell’addio”. Un appassionato ‘j’accuse’, la voce di una scandalosa speranza.
Panteismo
Quella religione del mondo che ha sostituito il Dio unico
Esce il saggio di Parazzoli, un documento sul nuovo credo, con la prefazione di Mancuso che anticipiamo di Vito Mancuso Repubblica 22.2.12 da dirittiglobali.it
“Non avrai altri dèi di fronte a me” (Esodo 20,3). Oggi quell’Unico Dio si è disciolto come una montagna di ghiaccio. Con questa immagine sconcertante si apre l’inconsueto saggio di Ferruccio Parazzoli, dove il sublime e l’abisso si incrociano. Con l’eclisse del Dio Unico è crollato il pilastro su cui, in obbedienza e in rivolta, stava abbarbicata la cultura occidentale. Muore la rivolta metafisica, muore la tragedia cristiana, la grande creazione artistica nata dopo il Golgotha.
L’autore rifugge da quello che chiama “il pensiero ordinato” del linguaggio debole, frutto dell’odierno nichilismo di massa, della ‘pappa del niente’ di cui si nutre l’uomo contemporaneo, morto alle grandezze di ogni mitologia. La scrittura di Parazzoli è un incalzare di affermazioni demistificanti, di immagini ribaltanti, è la messa in scena di un dramma dove il Vecchio Dio di Abramo è caduto dietro le quinte ma dove sul palco non è mai comparso quel Dio Padre che Gesù chiamò dalla croce.
A capitoli di lucido sconcerto sull’attuale disorientamento dell’uomo occidentale (“Gli sciamani non volano più”, la piatta orizzontalità dell’arte contemporanea; “Apologia del rischio”, la perduta eroicità di Prometeo), si alternano capitoli visionari ( “La tenda gialla”, confine tra vita e morte; “Il discorso di Gesù morto” dove la vittima rivendica il proprio vittorioso fallimento). Fino alla chiusa commuovente y final de “La cerimonia dell’addio”. Un appassionato ‘j’accuse’, la voce di una scandalosa speranza.
Panteismo
Quella religione del mondo che ha sostituito il Dio unico
Esce il saggio di Parazzoli, un documento sul nuovo credo, con la prefazione di Mancuso che anticipiamo di Vito Mancuso Repubblica 22.2.12 da dirittiglobali.it
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