martedì 6 marzo 2012
Una storia della schiavitù nel mondo moderno e liberale
Gabriele Turi, Schiavi in un mondo libero. Storia dell’emancipazione dall’età moderna a oggi (Roma-Bari, Laterza, 2012, pp. IX-388)
È una storia in gran parte ignorata in Italia quella che racconta in queste pagine Gabriele Turi. È il racconto delle dimensioni e della diffusione del commercio degli esseri umani e della schiavitù, indagate attraverso le tappe che portarono alla loro abolizione: la rivolta degli schiavi di Haiti del 1791, l'emancipazione nelle colonie inglesi (1833) e francesi (1848), negli Stati Uniti (1865) e in Brasile (1888), o nei paesi africani e asiatici ancora nel Novecento.
Gabriele Turi descrive questa lunga storia «nella convinzione che il processo lungo e contrastato che portò alla loro estinzione legale prima, reale poi, serva a individuare la ratio del sistema schiavistico e le sue eredità, e quindi i numerosi interessi in gioco – economici, sociali, religiosi e culturali – delle classi dominanti. Anche una semplice descrizione non può essere asettica: contiene sempre in sé, per come è costruita, un giudizio storiografico. Quella che presento è percorsa da tre questioni distinte, ma per molti aspetti tra loro legate: il nesso della schiavitù con l'ordine economico e politico, il motivo o i motivi del suo abbandono, la ricomparsa di nuove forme di servitù nel periodo contemporaneo, fino ai giorni nostri nei quali il mercato mondiale mette a rischio le tutele dei lavoratori nei paesi in cui erano state faticosamente conquistate».
Gabriele Turi ricostruisce la storia del commercio degli esseri umani attraverso le tappe dell’emancipazione. Una storia amara che ci interroga su dove oggi siano finite tante conquiste
Franco Cardini Europa 6 marzo 2012
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