venerdì 30 novembre 2012

Luciano Canfora su Platone e la politica


CORRIERE DELLA SERA del 29/11/2012
IL FILOSOFO CHE VOLLE EDUCARE IL TIRANNO (CANFORA LUCIANO) a pag. 49

Ancora sulla guerra fredda culturale e sulla lotta per il concetto di socialismo: "Politics" e Dwight Macdonald

Politics e il nuovo socialismo. Per una critica radicale del marxismo
Raffaele Liucci Domenicale 25 novembre 2012

IL FOGLIO del 29/11/2012
ECCO PERCHE' L'ANTIPOLITICA NON E' LA NUOVA STRADA PER LA (BUONA) POLITICA (BERARDINELLI ALFONSO) a pag. 2

Vedi anche qui

Zeev Sternhell e la ricerca sulle origini del fascismo



CORRIERE DELLA SERA del 29/11/2012
LE RADICI DEL FASCISMO NELL'OPERA DI ZEEV STERNHELL - LETTERA (ROMANO SERGIO) a pag. 55

Su Croce, Gentile e la tradizione comunista italiana



IL FOGLIO del 29/11/2012
I DIMENTICATI (BANDINELLI ANGIOLO) a pag. 2

Ripubblicato in edizione integrale il manuale della guerra coloniale

I centurioni
Jean Lartéguy: I centurioni, trad. it. di Gianfranco Peroncini, 519 pagine, 19 euro, Mursia

Risvolto
Indocina, 1954. A seguito della sconfitta di Dien Bien Phu, in un campo di prigionia nel Vietnam del nord, alcuni ufficiali del Corpo di spedizione francese vengono rieducati alla dottrina comunista vietminh. Dopo la scoperta della guerra rivoluzionaria combattuta lungo le piste e le risaie del Tonchino, vengono contagiati dal mal jaune, la "febbre gialla" dell'impegno politico strettamente affiancato a quello militare: non saranno mai più gli stessi. Hanno visto morire troppi compagni, hanno patito sofferenze, sono stati protagonisti di azioni di eroismo, alcuni hanno anche incontrato l'amore, ma tutti si sono lasciati conquistare da un universo "contaminante". Resteranno per sempre stregati dal fascino dell'Asia. Una volta rientrati in Francia, fanno fatica a riprendere il filo di una vita normale. Ma in Algeria li attende una nuova guerra e questa volta non vogliono perderla. In Nord Africa servono uomini agguerriti ed esperti, come loro, moderni centurioni impegnati ai confini dell'impero. Sono così richiamati in un nuovo campo di battaglia, nelle file del 10° Reggimento paracadutisti coloniali. 


Torna in edizione integrale il romanzo che racconta l'epopea dei parà francesi che combatterono in Nord Africa. Al Pentagono è considerato un manuale militare 

Stenio Solinas - il Giornale Ven, 30/11/2012

In un romanzo del 1960 sulle campagne di Indocina e Algeria le basi della strategia americana in Afghanistan
Il generale Usa ha fatto ripubblicare «I Centurioni» La lezione Calarsi nella mentalità dell' avversario, dividere i ribelli dalla gente comune: il cuore della «dottrina Petraeus»
Montefiori Stefano 6 febbraio 2011 - Corriere della Sera

Il convegno sull'identità del male a Bologna

Identità del male - La costruzione della violenza perfetta
dal 29 novembre al 1 dicembre 2012
Scuola superiore di Studi umanistici, Sala Rossa (via Marsala, 26 - Bologna) 

Per riflettere sul tema della responsabilità individuale e collettiva nei confronti della violenza e dei crimini politici, il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna – in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata dell’Università di Padova, il Centro interuniversitario per lo studio dei regimi totalitari del XX secolo (CISReTO) dell’Università di Siena, la Sezione di Psicologia sociale dell’Associazione Italiana di Psicologia e la rivista «Psicoterapia e Scienze Umane» – organizza, con il sostegno e patrocinio della Regione Emilia Romagna (Assessorato alla Cultura e allo Sport) e con il contributo della Fondazione Unipolis, il convegno Identità del male. La costruzione della violenza perfetta


IL SALE DELLA TERRA

RAFFAELLO, «PREDICAZIONE DI PAOLO AD ATENE» Dagli «Atti degli Apostoli» all'«Enrico V», la genealogia del «nos» occidentale europeo come soggetto collettivo carismatico. Stralci da un intervento al convegno «Identità del male», che si apre oggi a Bologna

ARTICOLO il manifesto 2012.11.29 - 10 CULTURA

La presenza musulmana in Italia dal IX secolo in poi

Sotto il segno del leone. Storia dell'Italia musulmanaAmedeo Feniello: Sotto il segno del Leone. Storia dell'Italia musulmana, Laterza, Bari, pagg. 306, € 22,00

Risvolto
Esistono storie, nella lunga vicenda italiana, che si fa fatica a raccontare. Che restano nascoste, sepolte quasi dall'oblio. I lunghi secoli della presenza musulmana nella Penisola è una di queste storie. Più di quattrocento anni, dall'inizio del IX secolo al 1300: materia poco interessante, dominio quasi assoluto di uno sparuto gruppo di specialisti. Eppure, si tratta di un tempo particolare. Un'epoca in cui gran parte della Penisola è più Oriente che Occidente, più Africa ed Asia che Europa, estrema propaggine, civilizzata ed evoluta, di un mondo che, tutto intero, andava da Cordova alla rive del Gange. Un'Italia per molti versi scomoda, dove tante generazioni vissero e pregarono lo stesso Dio da orizzonti diversi. Un mondo che questo libro cerca di recuperare, con una narrazione che abbraccia un orizzonte geografico che va dalla Sicilia alfa Campania, passando per la Puglia e la Calabria, posto all'intersezione di culture, costumi, mentalità, credenze contrapposte, sempre in conflitto tra loro ma che, talvolta, convissero, alla ricerca di un comune equilibrio e di un rispettivo spazio di tolleranza e sopravvivenza. Amedeo Feniello traccia con scrittura brillante il profilo di un universo che non è Europa, ma qualcosa di diverso. Nel quale energia e sviluppo, intraprendenza e spirito di progresso arrivano dal mare, dalle coste contrapposte alla Penisola e non da nord, cioè dall'interno di un Continente che, a lungo, in questa storia, resta in pratica assente. 

Farian Sabahi Domenicale 25 novembre 2012

Arte contemporanea e filosofia


Per una archeologia del presente
Giovanni Urbani: Per un'archeologia del presente. Scritti sull'arte contemporanea, a cura di Bruno Zanardi, saggi di Giorgio Agamben e Tomaso Montanari, Skira

Risvolto
Giovanni Urbani (1925-1994) ha espresso il pensiero e l’azione più moderni e innovativi in materia di restauro, conservazione e tutela nel secolo appena chiuso. Stupirà quindi il lettore scoprire in questi scritti Urbani critico dell’arte contemporanea, come fu dalla seconda metà degli anni cinquanta all’inizio del decennio successivo. Ancor più il lettore si stupirà nel conoscerlo come “una straordinaria mente filosofica e un critico d’arte sotto ogni aspetto eccezionale” (Giorgio Agamben). Ad esempio quando con la sua “archeologia del presente”, che dà il titolo al volume, si pone in anticipo su Foucault o sui pensieri di Kojève circa la “fine della storia”, oppure dove precorre, in una prospettiva più filosofico-metafisica, le posizioni di Jean Clair sull’arte contemporanea, stigmatizzando “lo strepito e il furore dei suoi mille finti eventi”. Non si stupirà invece il lettore nel vedere che l’interesse di Urbani per l’arte contemporanea verte in primis sul chiedersi del senso della presenza del passato nel mondo d’oggi. A riprova di come l’intera sua produzione saggistica sia comunque finalizzata al decisivo tema della cura e della salvaguardia del patrimonio storico e artistico. Al sottrarle al ritardo culturale, al dilettantismo estetizzante e alle rigidità burocratiche che troppo spesso le opprimono.

La conseguenze delle trasformazioni prodotte nella società tardocapitalista furono colte da Urbani, che nell'epoca della cultura di massa intravide i segni della attuale deriva di irresponsabilità

ARTICOLO Maurizio Giufrè il manifesto 2012.11.29 - 11 CULTURA 

Problemi di filosofia del diritto

Marco Polo e l'universo giuridico
Tommaso Frosini Domenicale 25 novembre 2012

La Cina alla ricerca dell'equilibrio strategico sul mare


La posta in gioco non è "il dominio marittimo asiatico" ma il tentativo di frenare lo strapotere statunitense nel Pacifico [SGA].


La Cina nuova potenza marittima, torna grande come nel Quattrocento
di Giulio Sapelli  Corriere 29.11.12

Xi Ping è il nuovo capo della Cina e rappresenta la mediazione tra i quadri della gioventù comunista guidati da Hu Jintao e i quadri tecnocratico-familistici guidati da Jiang Zemin. Xi Ping è uno di questi «principini», ossia figli della nomenclatura maoista formatisi all'estero e poi ritornati in patria per occupare prestigiosi posti di potere. I militari sono l'ago della bilancia e possono esserlo tanto più oggi e nel decennio che verrà, perché Xi Ping non ha una leadership personale forte e indiscussa, ma è condizionato dalle due fazioni in lotta.
Tutto questo riflette e insieme rafforza la trasformazione della Cina da potenza di terra in potenza marittima: appare la via più sicura per superare le grandi contraddizioni che iniziano a caratterizzare l'economia cinese, surriscaldata da un'eccezionale crescita nei beni strumentali ma da un debole rafforzamento, di contro, del mercato interno. Per questo si riprende la tradizione, interrottasi nel 1436, quando gli imperatori Ming proibirono la costruzione di navi e distrussero tutta l'immensa flotta cinese.
I dati che possediamo per il periodo dal 1404 al 1407 dicono che in soli quattro anni si costruirono ben 1.681 navi, con cui si raggiunsero l'Indonesia e le coste orientali dell'Africa. Perché la Cina si sia richiusa poi in se stessa è rimasto un mistero. Da allora è una potenza terrestre, a lentissima crescita e spesso invasa da eserciti stranieri, sino alla rivoluzione maoista. La Cina si è ora impegnata a divenire una potenza marittima. Ciò apre nuovi scenari mondiali. La riunione dell'Asean svoltasi a Phnom Penh solo due giorni dopo l'incoronazione di Xi Ping, ha sancito l'impossibilità di questa organizzazione — che unisce tutti i Paesi asiatici — di continuare a lavorare insieme per il commercio e per favorire la cooperazione militare. Si è assistito all'emergere anche in quella sede diplomatica del duro confronto dei cinesi con i vietnamiti e i malesi, per non parlare dei giapponesi. La posta in gioco è il dominio marittimo asiatico. Ma il confronto è destinato ad allargarsi. Non è mai esistita una potenza marittima di così grande potenza demografica. Questo è il vero nuovo problema dell'ordine mondiale. Dinanzi a tutto ciò l'Europa dovrebbe finirla con i suoi stucchevoli e disastrosi litigi e guardare a ciò che emerge in Asia, se non vuole essere sommersa.

La critica cattolica al keynesismo


Silvia Guzzetti Avvenire 30 novembre 2012

Ricordo di Novi Sad



AVVENIRE del 28/11/2012
NOVI SAD 1942, LA STRAGE DIMENTICATA (DEL GIUDICE PIERO) a pag. 24

Il papa Zagrebelsky sul carteggio Bobbio-Garin

immagine scheda libroLA REPUBBLICA del 29/11/2012
DIALOGO MORALE (ZAGREBELSKY GUSTAVO) a pag. 56/57

IL GIORNALE del 1/12/2012
BOBBIO, I FASCISTI E I VELENI INVECCHIATI (VENEZIANI MARCELLO) a pag. 1

Le fiabe dei fratelli Grimm nel clima culturale dei Befreiungskriege



Usciva 200 anni fa la prima edizione della celebre raccolta Così i due fratelli ricercavano l’essenza della cultura tedescadi Jack Zipes La Stampa 30.11.12


DUECENTO ANNI FA
Il 12 dicembre 1812 usciva in Germania il primo volume delle «Kinder- und Hausmärchen» dei fratelli Grimm. Alcuni di quei testi, espunti dalle successive edizioni, ritornano in «Principessa Pel di Topo», edito da Donzelli Nell'ultimo libro di Jack Zipes l'evoluzione della fiaba alla luce della teoria dei memi sviluppata dal celebre genetista Richard Dawkins
APERTURA - Francesca Lazzarato il manifesto 2012.12.12 - 10 CULTURA

Tra una lingua e l'altra /
LE TRADUZIONI (D'AUTORE E NON) DI UN GRANDE CLASSICO
TAGLIO MEDIO - F. L. il manifesto 2012.12.12 - 10 CULTURA