Obama celebra il compimento del sogno di MLK e annuncia la guerra, o quel che sara', pressoché simultaneamente.
E' una condizione che riguarda ancora per lo piu' le classi dirigenti afroamericane, ma e' un avvenimento dal simbolismo potentissimo, che mette in luce i movimenti strutturalmente contraddittori della storia: un nero figlio di schiavi e liberti decide sullo stato d'eccezione dell'Impero, affermando con cio' la propria piena emancipazione e il proprio inserimento nell'establishment della Democrazia Herrenvolk; e decreta al contempo la schiavizzazione di un popolo straniero dichiarato incapace di autogoverno.
Non si tratta di un caso, ne' di una banale mistificazione o di un tradimento degli ideali: emancipazione e de-emancipazione effettivamente si intrecciano in maniera spesso difficilmente districabile. A meno di non volersi fermare alla retorica della democrazia.


