mercoledì 23 giugno 2021

Bergoglio e una sinistra deculturata e regredita allo stadio primitivo

Attaccato perché amico dei migranti e perché "comunista" dai rozzobruni socialsciovinisti particolaristi (Dio, patria & famiglia, oppure Blut und Boden o Berja e Goebbels uniti nella lotta), Bergoglio è attaccato perché nemico del DDL Zan e "fascista" dai rossobruni socialsciovinisti universalisti (diritti umani in stile occidentale + bombe NATO, Manifesto e Repubblica, Garbatella e Capalbio).

E via al dileggio e alle sparate, da una parte e dall'altra: "Portati le risorse in Vaticano!"; "Ma questo non era il papa di sinistra?"; "Aboliamo il Concordato!".

Non uno che sappia andare alla sostanza delle cose, che sappia cogliere la tendenza generale di quest'epoca e operare le distinzioni necessarie e che sappia valutare cosa è realisticamente possibile e cosa non lo è, cosa può essere chiesto a un'istituzione religiosa di quel tenore, con quella teologia e con quella storia, e cosa no.

Non uno, soprattutto, che si renda conto della situazione oggettiva della chiesa cattolica, alle prese con un corpo a corpo tragico con la modernità, della sua collocazione nei rapporti di forza dati e nello slittamento a destra di tutto il quadro politico e della furibonda lotta interna che la dilania.

Solo slogan irriflessi e tifo da stadio che obliterano la realtà in favore dei propri contrapposti desideri.
Bisogna in generale riconoscere che purtroppo il passaggio di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti su questa terra desolata è stato alla fine della fiera del tutto indifferente per la sinistra italiana. Non è rimasto letteralmente nulla. E naturalmente, the winner is... il manifesto! L'organo minor dei rossobruni socialsciovinisti universalisti progressisti.

La coscienza "rivoluzionaria" nasce di solito intorno ai 15 anni in forme ribellistiche verso l'autorità, tipo la famiglia, la scuola, la chiesa.
Se superati i 30 o i 40 anni o persino i 50 e 60 anni questo ribellismo spontaneo anarcoide non è stato rielaborato in forme più mature e ci si atteggia da adulti come ci si atteggiava da ragazzi in totale spregio del principio di realtà - come la reazione della sinistra italiana di fronte alle controversie politiche di questi giorni, e in particolare su Bergoglio, conferma - c'è evidentemente un problema.

Meritiamo di essere spariti ed è bene che sparisca in fretta anche quel poco che rimane. Per fortuna non ci sarà molto da attendere.

In realtà, esattamente come non cambia il giudizio storico-politico sostanzialmente positivo su Bergoglio e il suo indirizzo progressivo nonostante la prevedibile (e per certi versi inevitabile) posizione sulle questioni del riconoscimento e dell'emancipazione dei diversi orientamenti e dopo le ingerenze della segreteria di Stato e della CEI sul Ddl Zan - interventi che è doveroso criticare nel modo giusto e con gli argomenti giusti -, così non cambia il giudizio sostanzialmente negativo su Draghi e il suo indirizzo neoconservatore dopo la sua altrettanto prevedibile difesa liberale della laicità dello stato, che va anch'essa apprezzata ma avendo ben presenti i limiti in cui si colloca.
Bisogna sforzarsi di superare il particolarismo e la coscienza economico corporativa su qualunque piano essa si presenti e anzitutto dentro di noi.

Autonomia e materialismo storico. Guardare alla totalità delle contraddizioni nelle condizioni reali della contingenza [SGA].

Nessun commento: