venerdì 17 dicembre 2010
Il lavoro dell'editor
IL RABDOMANTE DI STORIE
Int. a SEVERINO CESARI di ANTONIO GNOLI, REPUBBLICA del 15/12/2010 a pag. 59
Int. a SEVERINO CESARI di ANTONIO GNOLI, REPUBBLICA del 15/12/2010 a pag. 59
mercoledì 15 dicembre 2010
Modernità comparate
Jack Goody: Rinascimenti. Uno o molti? L'Europa, il mondo arabo, L'India e la Cina alle origini dell'età moderna, Donzelli
È sufficiente il sottotitolo a chiarire la portata «sovversiva» dell’ultima tesi di uno dei grandi maestri degli studi storici e antropologici contemporanei. Cosa c’è di più intimamente connaturato all’Europa, e in particolare all’Italia, di quella fase della storia e della cultura che prende il nome di Rinascimento? Su questa domanda, puro espediente retorico per esprimere una certezza, si fonda da secoli l’identità di un continente e l’intera storia universale: erroneamente, sostiene Goody; perché di Rinascimento non ce n’è uno solo – quello italiano ed europeo –, e quest’ultimo non è neppure l’unica radice della nostra nozione di modernità. Altri bacini culturali hanno avuto un loro Rinascimento e a essi, peraltro, quello europeo ha attinto nei secoli a piene mani. La democrazia, la libertà dell’individuo e dei commerci, lo sviluppo delle scienze, e il capitalismo stesso, non sono frutto esclusivamente della storia moderna del vecchio continente e non avrebbero conosciuto il loro corso senza le contaminazioni e gli apporti provenienti nel tempo dalla Cina, non meno che dall’India e dall’Islam. In un’ottica comparativa che trae alimento dalla sua lunga e approfondita conoscenza dell’Africa e dell’Oriente, Goody ci accompagna in un percorso a ritroso attraverso i fondamenti delle diverse civiltà, attraverso i concetti di democrazia, di tempo, di libertà, di amore, fino a destrutturare la teoria della supposta supremazia occidentale e a svelare rischi e limiti della contrapposizione Oriente/Occidente.
Jack Goody (1919), uno dei pionieri dell’antropologia comparata, è professore emerito di Antropologia sociale presso il St John’s College di Cambridge. Per i suoi meriti scientifici è stato insignito del titolo di baronetto. È autore, tra l’altro, di Islam ed Europa (Raffaello Cortina, 2004), Capitalismo e modernità (Raffaello Cortina, 2005) e Il furto della storia (Feltrinelli, 2009).
PAOLO MIELI, CORRIERE DELLA SERA del 14/12/2010 a pag. 44/45
Una lettura della "Zattera della Medusa" di Géricault
JONATHAN MILES: La zattera della medusa, Nutrimenti
Nel luglio del 1816 la fregata francese "Medusa" naufraga al largo delle coste del Senegal. Centoquarantasette disperati cercano la salvezza su una zattera che viene abbandonata in mare con pochissimi viveri. Per dodici giorni i superstiti si dilaniano, si uccidono, si cibano gli uni degli altri. All'alba del 17 luglio, ne vengono tratti in salvo appena quindici, sopravvissuti a quella terribile carneficina originata dalla disorganizzazione, dall'insipienza dei comandanti e alimentata dalla folle disperazione dei naufraghi. Théodore Géricault decide di usare quel crudo episodio di cronaca per un quadro che cambierà l'idea di pittura. Anch'egli naufrago dell'esistenza, con alle spalle una disperata e sfortunatissima storia d'amore, per nove mesi si chiude nel suo studio e lavora all'enorme tela di cinque metri per sette. Ma il dipinto, che descrive anche la tragedia della Restaurazione, la disillusione dell'età napoleonica, il mesto ripiegarsi degli entusiasmi rivoluzionari, si scontra con la banalità del pensare comune, con l'orrore per lo scandalo e porta il suo autore a una precoce fine. Storia emblematica di comandanti meschini, vittime sacrificali e artisti eroici, la vicenda della "Zattera della Medusa" sembra trovare negli anni che stiamo vivendo un parallelismo perfetto che la porta a esser letta non come il resoconto di una cronaca del diciannovesimo secolo ma come la feroce e visionaria anticipazione del nostro presente.
STENIO SOLINAS, GIORNALE del 14/12/2010 a pag. 31
La destra non vede l'egemonia liberale e assimila Gramsci a Bottai
DALLA PADELLA NERA DI BOTTAI ALLA BRACE ROSSA DI GRAMSCI
ALESSANDRO GNOCCHI, GIORNALE del 14/12/2010 a pag. 30
ALESSANDRO GNOCCHI, GIORNALE del 14/12/2010 a pag. 30
Università e crisi
LA DECADENZA DEL SAPERE
GIORGIO PARISI, MANIFESTO del 14/12/2010 a pag. 1
IL CIRCUITO SI E' INTERROTTO
Int. a GIOVANNI DE LUNA di ELEONORA MARTINI, MANIFESTO del 14/12/2010 a pag. 8
I PROF TIFANO PER LA CARRIERA E BOCCIANO LA GELMINI
LUCILLA QUADRI, ITALIA OGGI del 14/12/2010 a pag. 47
GIORGIO PARISI, MANIFESTO del 14/12/2010 a pag. 1
IL CIRCUITO SI E' INTERROTTO
Int. a GIOVANNI DE LUNA di ELEONORA MARTINI, MANIFESTO del 14/12/2010 a pag. 8
I PROF TIFANO PER LA CARRIERA E BOCCIANO LA GELMINI
LUCILLA QUADRI, ITALIA OGGI del 14/12/2010 a pag. 47
Nel 1970 la DDR salvò il governo Brandt e la Ostpolitik
QUANDO LA STASI COMPRO' LA SFIDUCIA A BONN
PAOLO SOLDINI, IL FATTO QUOTIDIANO del 14/12/2010 a pag. 13
PAOLO SOLDINI, IL FATTO QUOTIDIANO del 14/12/2010 a pag. 13
Etiopia e gas: negazionismi futuristi
LUCI ED OMBRE DELL'ETIOPIA ITALIANA
LETTERA a LUCIANO GARIBALDI, SECOLO D'ITALIA del 14/12/2010 a pag. 9
LETTERA a LUCIANO GARIBALDI, SECOLO D'ITALIA del 14/12/2010 a pag. 9
Riforma protestante: Cardini replica a Giorello
CARO GIORELLO, ECCO PERCHE' LA RIFORMA EBBE LE SUE DEGENERAZIONI
FRANCO CARDINI, AVVENIRE del 14/12/2010 a pag. 25
FRANCO CARDINI, AVVENIRE del 14/12/2010 a pag. 25
Crisi della cultura e analisi consolatorie
LA CULTURA ITALIANA? ORMAI E' UN LABORATORIO ALLA "ROBOCOP"
MONTECCHI GIORDANO, UNITA' del 14/12/2010 a pag. 41
MONTECCHI GIORDANO, UNITA' del 14/12/2010 a pag. 41
Una nuova scoperta italiana
LA MATERIA SOFFICE E' ANCHE STABILE
ANDREA CAROBENE, SOLE 24 ORE del 14/12/2010 a pag. 18
ANDREA CAROBENE, SOLE 24 ORE del 14/12/2010 a pag. 18
Editoria
LA LEGGE SUL LIBRO? BLOCCATA E IN RETE SI RISCHIA LA GIUNGLA
REPUBBLICA del 14/12/2010 a pag. 64
L'EBOOK DIVENTA GRATUITO QUANDO ARRIVA CON LO SPOT
LUCA DELLO IACOVO, SOLE 24 ORE del 14/12/2010 a pag. 18
"ON LINE CON BOL.IT CONDIVIDEREMO I LIBRI CHE AMIAMO"
Int. a VITTORIO VELTRONI di EGLE SANTOLINI, STAMPA del 14/12/2010 a pag. 31
L'UNITA' D'ITALIA DIVIDE IL SALONE DEL LIBRO. CONFERENZA STAMPA RINVIATA
DINO MESSINA, CORRIERE DELLA SERA del 14/12/2010 a pag. 45
REPUBBLICA del 14/12/2010 a pag. 64
L'EBOOK DIVENTA GRATUITO QUANDO ARRIVA CON LO SPOT
LUCA DELLO IACOVO, SOLE 24 ORE del 14/12/2010 a pag. 18
"ON LINE CON BOL.IT CONDIVIDEREMO I LIBRI CHE AMIAMO"
Int. a VITTORIO VELTRONI di EGLE SANTOLINI, STAMPA del 14/12/2010 a pag. 31
L'UNITA' D'ITALIA DIVIDE IL SALONE DEL LIBRO. CONFERENZA STAMPA RINVIATA
DINO MESSINA, CORRIERE DELLA SERA del 14/12/2010 a pag. 45
martedì 14 dicembre 2010
A proposito di assedi e generali senza esercito
[...] Dopo aver analizzato le situazione per rilevarne i vantaggi, il generale deve creare le circostanze che contribuiscano a realizzare i suoi obiettivi, schierando le truppe nel modo più opportuno [...]
Per questo il generale esperto non va, ma fa in modo che sia il nemico a venire: non si lascia condurre da lui [...]
Se il generale è incapace di controllare la propria impazienza e lancia le truppe all’assalto delle mura come uno sciame di formiche, ne farà massacrare un terzo senza prendere la città. Simili attacchi sono manifestazioni di stupidità assassina [...]
Chi è veramente esperto nell’arte della guerra sa vincere l’esercito nemico senza dare battaglia, prendere le sue città senza assieparle, e rovesciarne lo Stato senza operazioni prolungate [...]
Perciò, il generale esperto crea situazioni grazie alle quali non potrà essere battuto, e non si lascia sfuggire alcuna occasione di porre in condizioni di inferiorità il nemico [...]
in tal modo, un esercito vittorioso prima vince, poi dà battaglia; un esercito destinato alla sconfitta prima dà battaglia, poi spera di vincere.
Sun Tzu, L'arte della guerra, V-VI secolo a.C.
Sun Tzu, L'arte della guerra, V-VI secolo a.C.
Bedeschi: Keynes antiliberale ed elitista "totalitario"
KEYNES, IL LIBERALE SENZA DUBBI TRANNE CHE SULLA DEMOCRAZIA
GIUSEPPE BEDESCHI, GIORNALE del 13/12/2010 a pag. 24
GIUSEPPE BEDESCHI, GIORNALE del 13/12/2010 a pag. 24
L'esercito clandestino anticomunista dopo la Seconda guerra mondiale
L' "ARMATA" CHE DOPO LA GUERRA DIFESE L'ITALIA DAL PERICOLO ROSSO
MATTEO SACCHI, GIORNALE del 13/12/2010 a pag. 24
MATTEO SACCHI, GIORNALE del 13/12/2010 a pag. 24
Università: Gelmini bluffa
LE PREOCCUPAZIONI DEL MINISTRO GELMINI
MOUSTIQUE, ITALIA OGGI SETTE del 13/12/2010 a pag. 2
MOUSTIQUE, ITALIA OGGI SETTE del 13/12/2010 a pag. 2
Un episodio della Guerra Fredda
QUANDO KISSINGER VOLTO' LE SPALLE AGLI EBREI
FRANCESCO BATTISTINI, CORRIERE DELLA SERA del 13/12/2010 a pag. 13
FRANCESCO BATTISTINI, CORRIERE DELLA SERA del 13/12/2010 a pag. 13
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