giovedì 20 gennaio 2011
Attacco ad Ágnes Heller in Ungheria
L'ex allieva di Lukacs, ben presto distaccatasi dal maestro, ha corso però un rischio molto più serio quando, negli anni Ottanta, era stata adottata come nume tutelare anticomunista dai socialisti italiani! [SGA].
20/01/2011 - IL CASO
"Ricerche inutili": già emarginata dai comunisti ora Agnes Heller è attaccata dalla destra nazionalista
BRUNO VENTAVOLI
Il libro di Trincia su Freud e la filosofia
Francesco S. Trincia: Freud e la filosofia, Morcelliana, Brescia 2010
I filosofi che hanno fatto Freud
Alessandro Pagnini, Sole 24 Ore, 16 gennaio 2011
I filosofi che hanno fatto Freud
Alessandro Pagnini, Sole 24 Ore, 16 gennaio 2011
Università
BENEDETTA PACELLI, ITALIA OGGI del 18/1/2011 a pag. 28
BENEDETTA PACELLI, ITALIA OGGI del 19/1/2011 a pag. 35
GELMINI: REGOLAMENTO VERSO IL CDM
GELMINI: REGOLAMENTO VERSO IL CDM
IL SOLE 24 ORE del 18/1/2011 a pag. 32
PRIMO TASSELLO PER IL RECLUTAMENTOEUGENIO BRUNO, ELENA SIMONETTI, IL SOLE 24 ORE del 19/1/2011 a pag. 32
GIOVANNI BACHELET, IL SOLE 24 ORE del 18/1/2011 a pag. 20
Il caso Hessel
PROTESTA DEGLI EBREI E PARIGI CANCELLA L'INCONTRO CON HESSEL
STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 18/1/2011 a pag. 39
IN PIAZZA A 93 ANNI CON IL BERRETTO DI FRIGIA "HO DIRITTO DI PARLARE"
STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 19/1/2011 a pag. 39
LO STATO SIONISTA E IL NAZIONALISMO ARABO
LETTERA a SERGIO ROMANO, CORRIERE DELLA SERA del 19/1/2011 a pag. 43
CONTRO ISRAELE, PRIGIONIERI DI UN'OSSESSIONE
ALESSANDRO PIPERNO, CORRIERE DELLA SERA del 18/1/2011 a pag. 38
STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 18/1/2011 a pag. 39
IN PIAZZA A 93 ANNI CON IL BERRETTO DI FRIGIA "HO DIRITTO DI PARLARE"
STEFANO MONTEFIORI, CORRIERE DELLA SERA del 19/1/2011 a pag. 39
LO STATO SIONISTA E IL NAZIONALISMO ARABO
LETTERA a SERGIO ROMANO, CORRIERE DELLA SERA del 19/1/2011 a pag. 43
CONTRO ISRAELE, PRIGIONIERI DI UN'OSSESSIONE
ALESSANDRO PIPERNO, CORRIERE DELLA SERA del 18/1/2011 a pag. 38
I rapporti diplomatici tra Italia fascista e Terzo Reich
CON BERLINO NO E POI NO GLI AMBASCIATORI DEL DUCE DENTRO L'INFERNO DI HITLER
FRANCESCO PERFETTI, IL GIORNALE del 18/1/2011 a pag. 24
FRANCESCO PERFETTI, IL GIORNALE del 18/1/2011 a pag. 24
L'affermazione del cristianesimo secondo Veyne
Veyne Paul, Quando l'Europa è diventata cristiana (312-394). Costantino, la conversione, l'impero, Garzanti
Costantino e le radici cristiane d'Europa
N. A. G., Sole 24 Ore, 16 gennaio 2011
Costantino e le radici cristiane d'Europa
N. A. G., Sole 24 Ore, 16 gennaio 2011
Marx e Toniolo: Giulio Tremonti dalla consulenza all'elusione fiscale alla critica dell'economia politica...
QUELLA STRANA ANALOGIA CON MARX
GIULIO TREMONTI, L'OSSERVATORE ROMANO del 18/1/2011 a pag. 5
AL VATICANO PIACE IL MARX DI GIULIO
PIERRE DE NOLAC, ITALIA OGGI del 19/1/2011 a pag. 5
GIULIO TREMONTI, L'OSSERVATORE ROMANO del 18/1/2011 a pag. 5
AL VATICANO PIACE IL MARX DI GIULIO
PIERRE DE NOLAC, ITALIA OGGI del 19/1/2011 a pag. 5
Festival delle Scienze 2011
FILOSOFI, SCIENZIATI, SCRITTORI E UNA SOLA GRANDE DOMANDA
MASSIMO DI FORTI, IL MESSAGGERO del 19/1/2011 a pag. 22
IL PIANETA SENZA L'UOMO
JOHN LESLIE, IL MESSAGGERO del 19/1/2011 a pag. 22
MASSIMO DI FORTI, IL MESSAGGERO del 19/1/2011 a pag. 22
IL PIANETA SENZA L'UOMO
JOHN LESLIE, IL MESSAGGERO del 19/1/2011 a pag. 22
Il consueto lamento sulla debolezza innocente della tradizione liberale italiana
LO STATO MAMMA SENZA REGOLE
GIOVANNI BELARDELLI, CORRIERE DELLA SERA del 18/1/2011 a pag. 41
GIOVANNI BELARDELLI, CORRIERE DELLA SERA del 18/1/2011 a pag. 41
L'irruzione degli atei devoti nel cattolicesimo italiano
E SE QUESTI TEOCON SI RIVELASSERO NEMICI DEL PAPA?
GABRIELE FARRO, SECOLO D'ITALIA del 19/1/2011 a pag. 8/9
GABRIELE FARRO, SECOLO D'ITALIA del 19/1/2011 a pag. 8/9
Umberto Eco sull'avvenire della letteratura
CHI SARA' IL NUOVO PROUST
Int. a UMBERTO ECO di ALESSANDRO BARBANO, LA REPUBBLICA del 19/1/2011 a pag. 52/53
Int. a UMBERTO ECO di ALESSANDRO BARBANO, LA REPUBBLICA del 19/1/2011 a pag. 52/53
Il Midcult de noantri
INTELLETTUALI? MA NO, POPSTAR DELLA CULTURA
PIERLUIGI BATTISTA, CORRIERE DELLA SERA del 19/1/2011 a pag. 41
PIERLUIGI BATTISTA, CORRIERE DELLA SERA del 19/1/2011 a pag. 41
Tecniche di news management nel caso Bunga Bunga
La strategia difensiva di Berlusconi nel caso Ruby in quattro mosse spiegata da uno spin doctor
di Marco Cacciotto, Sole 24 Ore, 20 gennaio 2011
di Marco Cacciotto, Sole 24 Ore, 20 gennaio 2011
Ritratto di Italo Calvino
E Calvino seminò il suo futuro
Domenico Scarpa / illustrazione di Marco Ventura, Sole 24 Ore, 16 gennaio 2011
Domenico Scarpa / illustrazione di Marco Ventura, Sole 24 Ore, 16 gennaio 2011
Sommovimenti nel gruppo Repubblica-L'Espresso
E L'INGEGNERE SCARICO' LA REPUBBLICA
MICHELE ARNESE, ITALIA OGGI del 18/1/2011 a pag. 5
MICHELE ARNESE, ITALIA OGGI del 18/1/2011 a pag. 5
martedì 18 gennaio 2011
Un'intervista inedita a Vladimiro Giacchè
Ringrazio gli autori per aver concesso la pubbliaczione di questa intervista inedita [SGA].
Guglielmo Califano – Guido Frilli – Bruno Settis
Colloquio con Vladimiro Giacchè
Pisa, 27 febbraio 2010
Bruno: Cominciamo con un tema sulla bocca di tutti: la crisi. Brevemente, dal punto di vista economico, come la spiega un marxista?
Giacchè: Che spiegazione si può dare di questa crisi? La cosa migliore forse è dire che tutto quello che è stato detto su questa crisi, o quasi, è completamente fuori fuoco, insomma non coglie il problema. Abbiamo avuto interpretazioni minimizzanti, interpretazioni moralizzanti, ed in generale nessuno negli ambienti economici e politici “dominanti” ha capito cosa stava succedendo. Io credo che veramente non abbiano capito, e non che ci sia stata una mistificazione, perché credo che ormai il livello di pervasività dell’ideologia dominante sia tale da ingannare anche quelli che un tempo la proponevano al popolo per ingannarlo. E’ uno dei casi in cui l’ideologia colpisce anche coloro che dovrebbero propagandarla senza farla propria, che così finiscono per non capire come vanno le cose.
E' morto il filosofo marxista Jacques Texier
La scomparsa del filosofo francese Jacques Texier
Il cartografo di un «Marx attuale»
di Stefano Petrucciani, il manifesto, 18 gennaio 2011
Giovedì scorso è morto a Parigi, dopo una lunga malattia, Jacques Texier, un intellettuale e uno studioso marxista di grande intelligenza; uno dei migliori, per le sue doti umane e intellettuali, nel panorama culturale francese dagli anni Sessanta a oggi. Texier, che era nato nel 1932, dopo aver insegnato in diverse università francesi, aveva concluso la sua carriera come ricercatore del CNRS. Il suo ruolo nel campo degli studi marxisti, anche se non troppo appariscente, è stato in realtà molto significativo. Negli anni Sessanta, infatti, Texier ha fatto parte di quella piccola schiera di studiosi francesi, legati al Pcf, che guardavano con grande interesse all’Italia, al carattere più libero e aperto del marxismo italiano, ai pregi che caratterizzavano il Pci rispetto al Pcf e al valore dell’eredità di Gramsci per costruire un pensiero politico più adeguato ai problemi di quella fase. Proprio alla fine degli anni Sessanta, infatti, Texier si impose all’attenzione degli studiosi marxisti, e non solo, proponendo un suo personale approccio alla teoria politica dell’autore dei Quaderni dal carcere. Nel 1967 pubblicò, per l’editore Seghers, un volume introduttivo e antologico su Gramsci che fu importante per “mediare” Gramsci presso il pubblico francofono. Inoltre, nell’importante convegno di studi che il Partito comunista italiano organizzò a Cagliari nel 1967 (a trent’anni dalla morte di Gramsci) Texier ebbe un ruolo significativo (e anche un po’ di provocazione) perché ingaggiò un confronto polemico con le tesi che, a proposito del concetto di “società civile” in Gramsci, furono presentate in quell’occasione da uno dei grandi interlocutori culturali dei comunisti, Norberto Bobbio. In due parole, mentre Bobbio tendeva, nella sua interpretazione, a separare fortemente Gramsci da Marx, ad attribuirgli l’idea di un primato nella dinamica storica dell’elemento ideale e culturale,Texier rifiutava questa troppo netta separazione, e avviava un’analisi della tessitura estremamente complessa e multifacciale del concetto gramsciano di società civile. Questo è rimasto sempre, anche negli anni successivi, uno dei temi sui quali egli ha lavorato con maggior acutezza. A Gramsci Texier ha dedicato moltissimi contributi; tra i più recenti si possono ricordare la voce “Società civile” del grande Dizionario gramsciano (a cura di G. Liguori e P. Voza, Carocci 2009) e il saggio “Filosofia, economia e politica in Marx e Gramsci” compreso nel volume Marx e Gramsci. Memoria e attualità (a cura di G. Petronio e M. Paladini Musitelli, Manifestolibri, 2001).
Ma Texier non è stato solo una presenza originale nel dibattito marxista degli anni Sessanta e Settanta. Anzi, l’aspetto più rilevante del suo lavoro, secondo me, è proprio quello che viene dopo. Quando, nella seconda metà degli anni Ottanta, la crisi del marxismo sembra essersi completamente consumata, e una stagione teorica pare definitivamente conclusa, Texier avanza la proposta di ricominciare daccapo. E nel 1986, in modo senza dubbio provocatorio, fonda con Jacques Bidet (il cui background non è storicista o gramsciano, ma piuttosto althusseriano; la collaborazione tra i due durerà parecchi anni, ma alla fine si romperà) la rivista “Actuel-Marx”. Un titolo che veicola, almeno secondo me, un messaggio duplice: Marx è un pensatore attuale, nel senso che ha ancora molto da dire – sta a noi attualizzarlo, cioè leggerlo fuori da vecchi schemi, ortodossie ammuffite e paraocchi vari. In qualche modo, si inaugura così una ricerca che fa sua la consapevolezza che il vecchio marxismo è finito, ma che uno nuovo è possibile. Una ricerca, dunque, che non resterà troppo spiazzata dall’89 e dal crollo del muro, ma anzi potrà proseguire in modo vitale perché ha già fatto suo, fin dal principio, un intento di seria critica e di ricostruzione complessiva. Accanto alla rivista (che viene edita prima da l’Harmattan e poi dalle più blasonate Presses Universitaires de France) i convegni di “Actuel-Marx” costituiscono nei primi anni Novanta una sede molto ben orchestrata dove si pongono le domande che in molti allora condividono. Ecco il titolo di alcuni dei convegni più interessanti (poi divenuti libri pubblicati da Puf, a cura di Bidet e Texier): Fine del comunismo? Attualità del marxismo? (1991); L’idea di socialismo ha un futuro? (1992); Il nuovo sistema-mondo (1994).
La fine del socialismo reale, Jacques Texier lo vede benissimo, pone a chiunque ci ragioni sopra una questione teorica ineludibile, quella del rapporto tra marxismo e democrazia. Texier decide di affrontarla riprendendo in mano e ristudiando daccapo i classici. Il risultato di questi studi è un bellissimo (e voluminoso) libro pubblicato da Puf nel 1998 col titolo Révolution et démocratie chez Marx et Engels. In italiano esiste soltanto un piccolo libretto che dà una un’idea sintetica delle tesi sostenute nell’opera maggiore: Rivoluzione e democrazia. Marx, Engels e l’Europa “continentale” (Edizioni Bibliotheca, Gaeta 1993). La tesi di Texier è che il pensiero politico di Marx sia più o meno noto, ma certo non conosciuto; e che sia necessario quindi ripercorrerlo con pazienza in tutti i suoi passaggi, guardando soprattutto alla concretezza storica con la quale esso si intreccia: la rivoluzione del 1848 in Europa, la Prima internazionale, la Comune, fino al dialogo che l’ultimo Engels intrattiene con i dirigenti della socialdemocrazia tedesca. Da questo percorso emerge, come risultato generale, in primo luogo la difesa del carattere genuinamente democratico del pensiero di Marx. E poi la valorizzazione di quei testi dove Marx ipotizza, per paesi dove il sistema politico è più libero come per esempio l’Olanda, che la trasformazione della società si possa svolgere per vie pacifiche e democratiche, senza che la rivoluzione debba avere necessariamente carattere violento, come invece appariva dal Manifesto del partito comunista. A proposito di Manifesto, bisogna ancora ricordare che Texier partecipò, nel dicembre del 1998, al convegno per i 150 anni del Manifesto comunista promosso da questo giornale (gli atti sono pubblicati da manifestolibri a cura di Rossana Rossanda); e sostenne la tesi che il “partito” di cui si fa parola nel Manifesto marxiano non ha niente a che vedere con i partiti che il movimento operaio si è dato a partire dalla fine dell’Ottocento, ma ha un significato molto diverso e plurale (che va dal partito come tendenza, come orientamento ideale, a quello che Texier chiama il “partito-classe”). Anche in questo caso Texier, da quello straordinario intellettuale che era, ci ha mostrato che in Marx ci sono molte più cose di quelle che dei marxisti un po’ pigri sono riusciti a vederci.
Jacques Texier
L'idea di società civile nel pensiero di Gramsci
8/12/1988
Università
UNIVERSITA', LA RIFORMA ENTRA NEL VIVO: ARRIVANO LE NUOVE REGOLE PER I DOCENTI
ALESSANDRA MIGLIOZZI, IL MESSAGGERO del 17/1/2011 a pag. 9
ALESSANDRA MIGLIOZZI, IL MESSAGGERO del 17/1/2011 a pag. 9
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