domenica 5 giugno 2011
Il libro di Hobsbawm sull'attualità del marxismo: una lettura da destra
Eric J. Hobsbawm: Come cambiare il mondo. Perchè riscoprire l'eredità del marxismo, Rizzoli, Milano 2011
Il “libro rosso” del pensiero marxista: importanza, influenza, limiti e attualità della filosofia politica che ha cambiato il corso della storia. Anche se non come avrebbe dovuto. Il pensiero di Marx ed Engels è ancora attuale o deve essere sepolto insieme ai tragici fallimenti del socialismo reale? In questo libro, Eric Hobsbawm raccoglie e rifonde articoli e saggi pubblicati tra il 1956 e il 2009, ed esamina prima l’evoluzione del pensiero dei fondatori, e poi l’influenza del marxismo sulla politica e la storia fino al terzo millennio. Per Hobsbawm, il grande merito di Marx è quello di aver messo al centro del suo pensiero il bisogno di cambiare il mondo attraverso l’azione politica. Se non ha offerto soluzioni concrete a problemi contingenti, ha però evidenziato le contraddizioni del sistema capitalistico. E non per niente la crisi del 2008, ha riportato i fondamenti del marxismo al centro del dibattito storico e sociale.
Marx il profeta, lo "scienziato", il filosofo della prassi: che cosa resta, in questo primo scorcio di terzo millennio, del pensatore forse più discusso, temuto e influente degli ultimi centocinquant'anni? Con questa raccolta di articoli e studi, redatti nell'arco di quasi sessant'anni ma rielaborati per l'occasione, il principale storico marxista si pone alla testa di una tendenza che da qualche tempo, dopo l'eclissi degli anni Ottanta e Novanta, sta riportando a una rilettura radicale dell'autore del Capitale. Perfino i detrattori - soprattutto all'indomani della crisi finanziaria - hanno dovuto riconoscere la forza e la lucidità del suo pensiero. Non più imbalsamato da opposte ideologie, Marx può essere considerato per quello che è sempre stato: un grande pensatore, uno stilista esemplare, un pioniere. Con l'autorevolezza di un maestro della storiografia, Hobsbawm ricostruisce l'ambivalente epopea del marxismo, dai moti del 1848 alla caduta del muro di Berlino, dal Gramsci dei Quaderni, oggetto di un caloroso tributo, al crollo dell'Urss. Sedici saggi che indagano la genesi di opere fondamentali, dal Manifesto del partito comunista al Capitale, passando per gli ermetici Grundrisse; ne studiano, dati alla mano, la circolazione e la diffusione; interrogano la fortuna e le metamorfosi del pensiero marxista in alcuni momenti chiave, come l'Inghilterra tardo-vittoriana, l'Europa fascista, la Guerra fredda, il 1989, ponendo il problema di una scomoda eredità.
GIUSEPPE BEDESCHI, CORRIERE DELLA SERA del 3/6/2011 a pag. 48
Antonio Carioti, Corriere della Sera 17 gennaio 2011)
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