venerdì 7 dicembre 2018

Il ricordo di Domenico Losurdo all'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli


La legge dell'Impero: atto di guerra degli Stati Uniti contro la Cina. Stampa italiana servile come sempre

Alcuni giorni fa, deplorando la reazione della Cina Popolare nei confronti di Dolce e Gabbana, autorevoli
editorialisti della stampa italiana avevano parlato di una inaccettabile distorsione della sacralità del mercato da parte di autorità politiche totalitarie.
In questo caso invece va tutto bene e gli Stati Uniti difendono la democrazia e la pace nel mondo.
Esistono molteplici forme di status giuridico e di legislazione a seconda dei rapporti di forza e del rango delle nazioni ma esiste un'unica sovranità reale: quella americana, per la quale il mondo intero è il cortile di casa e tutto rientra nella politica interna [SGA].
















"Il nome di un tedesco non imbratterà il suolo russo"


Questo è ciò che i neonazionalisti russi germanofobi e eurofobi hanno fatto della statua di Kant a Kaliningrad, la vecchia Königsberg, per impedire che gli venisse intitolato l'aeroporto. La vernice immagino sia rosa non casualmente.
Kant, il pensatore che ha iniziato a tradurre nei termini della filosofia classica tedesca le istanze della rivoluzione francese, è accusato di essere stato - o forse di essere ancora - un traditore della patria grande-russa, un agente al servizio della Germania e di tutto ciò che la Germania significa oggi (non ieri, dal 1933 al 1945).
Non è la prima volta nella storia che accadono cose simili. E' semmai quello che sempre succede quando, dopo una grande catastrofe, le forme di coscienza sono sconvolte e la selva riaffiora per seppellire con una negazione indeterminata le memorie della civiltà.
Si perde allora ogni consapevolezza della continuità storica ma anche la stessa comune umanità è in discussione e tutti sono contro tutti.
Il marxismo è un'altra cosa: è equilibrio tra universale e particolare, tra critica e riconoscimento della modernità, tra costruzione del nuovo e eredità dei punti alti di una civiltà che ha saputo produrre l'orrore e l'autocritica dell'orrore.
Non andiamo dietro a queste cose, che oltretutto danno il pretesto ai liberali per criminalizzare qualunque critica della società capitalistica. Chi dice che destra e sinistra sono superate e che bisogna unire i ribelli di ogni orientamento finisce per sostenere questi scempi. Le autorità politiche della Russia - un grande paese con una storia culturale nobile che nasce all'incrocio tra oriente e occidente e non certo quella Santa Madre che tanto piace ai Comunisti per Salvini - dovrebbero intervenire subito per condannare questa buffonata e i suoi autori, anche per smontare l'inevitabile strumentalizzazione di parte atlantica e liberale [SGA].

Crisi della democrazia e della sinistra ed emergere delle nuove destre dal 1968 al 2018: Ronsavallon


La dematerializzazione del capitale: Haskel e Westlake


Rittinghausen e la democrazia diretta


La filosofia per i bambini - che è sempre meglio delle offese alla filosofia di tanti adulti infantili che si credono veramente filosofi - si diffonde


Keynes e il costo dei libri


Affettività e sentimenti nel mondo antico: Cantarella


Esposito sul libro di Paglia






















Raoul Pupo su Fiume


Wilson "italiano"


Polemiche patristiche


I testi di Rosario Romeo su Richelieu

Inverno e clima nella storia: Vanoli

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domenica 2 dicembre 2018

Esistono ancora destra e sinistra? Il confronto tra Domenico Losurdo e Costanzo Preve



Intervento al convegno su Domenico Losurdo organizzato dal PCI a Roma, 1 dicembre 2018. L'intervento è solo una piccola parte di un più ampio saggio che verrà pubblicato negli atti del convegno.

Il carteggio tra Jacob Taubes e Carl Schmitt


Deng Xiaoping 1978: 40 anni di Riforma e Apertura



Il compagno della Loggia e Repubblica raccolgono il grido di dolore di Jacobin e del Manifesto e chiamano alla resistenza contro il pericoloso imperialismo cinese e per rilanciare la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria.







Ancora gilet gialli ma soprattutto ancora confusione

Trovo assai ingenuo - e come al solito codista - l'intervento di Contropiano. Del resto, purtroppo, la lungimiranza politica della Rete dei Comunisti - che si sperava aiutassero a unire ciò che è stato diviso - si vede da come stanno gestendo PAP.

La natura dei gilet gialli è ancora incerta e che sia un campo di forze è ovvio. Il problema semmai è un altro e cioè è sempre lo stesso: siamo noi.

Non saremmo capaci di fare egemonia nemmeno se per miracolo in Italia nascesse un movimento spontaneo di massa di estrema sinistra che punta alla dittatura del proletariato e all'esproprio dei mezzi di produzione e si richiama all'esempio di Stakanov. 
 Figuriamoci che possibilità di egemonia abbiamo tra i forconi di tutte le risme, che menano pure [SGA].

Gilet gialli, davvero un mistero?
di Dante Barontini