giovedì 21 febbraio 2019

Il rozzobrunismo socialsciovinista è l'assimilazione subalterna dello spauracchio liberale del rossobrunismo come nuovo totalitarismo, semplicemente rovesciandone il valore


Finkielkraut e i populisti uniti nella lotta: suprematismo bianco giudaico-cristiano e islamofobia



E' impressionante l'intervista rilasciata da Finkielkraut a Repubblica.
Esplicita senza pudore il senso della rivolta populista in Europa: una reazione alla Grande Convergenza del mondo ex coloniale, più che alla sua gestione da parte delle élites stabilite, e in primo luogo il netto rifiuto dell'incontro con le popolazioni islamiche, per il timore che i popoli bianchi siano sostituiti.
In realtà, Finkielkraut può essere considerato a tutti gli effetti uno dei principali ideologi dei movimenti "sovranisti" odierni.
Nulla di ciò che dice, tuttavia, suscita scandalo [SGA].













Sanders ci prova ancora


Una lettera di Primo Levi ai parenti nel 1945



Gideon Levy contro Benny Morris


Le dighe sul Mekong


Richard Gardner


Piatto Baricco mi ci ficco. Feltrinelli compra Holden e fa il Cepu degli aspiranti Nobel per la letteratura democratici


domenica 17 febbraio 2019

Fukuyama e le politiche dell'identità nel populismo postmoderno


Il Machiavelli di Ciliberto






















Finkielkraut e i Gilet Gialli: chi di sovranismo occidentalista ferisce, di sovranismo occidentalista perisce

L'attacco vergognoso e antisemita a Finkielkraut va condannato con tutte le nostre forze.

Al tempo stesso va detto che che questo attacco si colloca su un terreno di suprematismo bianco al quale Finkielkraut stesso, purtroppo, non è estraneo nel suo rivendicare un'Europa giudaico-cristiana libera dagli arabi e dai musulmani.


Eè stato lui stesso uno tra i primi a contestare il "buonismo" e a collocarsi su un terreno "sovranista" in chiave antiaraba: 



Ai Gilet Gialli e a Finkielkraut stesso dobbiamo contrapporre, dunque, un universalismo compiuto per il quale siamo tutti uguali.


Nel contestare chi invita Finkielkraut ad andarsene a Tel Aviv ricordiamo contestualmente a FInkielkraut che anche lui invitava Abdul a tornarsene ad Algeri, cercando di fargli capire che chi di suprematismo bianco ferisce di suprematismo bianco prima o poi perisce.

La critica del multiculturalismo, che è legittima e spesso giusta, è fatta sia dai Gilet Gialli che da Finkielkraut non in nome di un universalismo più vasto ma in nome del particolarismo. Francese nel primo caso, giudaico-cristiano nel secondo [SGA].

























Il compagno socialista Trump difende i Popoli dal pericoloso imperialismo dell'Unione Europea e della Germania.


























Muro di Berlino: il revisionismo atlantico liberale alla Ezio Mauro prepara il revisionismo atlantico reazionario e fascisteggiante

Leggi qui per la prima parte


Ostalgia reattiva, socialsciovinismo e socialismo degli imbecilli nella ex DDR






















Gnoli intervista Antonio Debenedetti