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sabato 28 novembre 2009

Arte, tecnica e architettura a Weimar. Pubblicato in Italia un libro di Adolf Platz del 1927


E' stato da poco tradotto e pubblicato in Italia Die Baukunst der neuesten Zeit, un libro di Gustav Adolf Platz uscito in Germania nel 1927, contemporaneamente cioè allo sviluppo del Bauhaus. Data la centralità dell'architettura come arte "pubblica", particolarmente in quegli anni di passaggio, si tratta di un'opera importantissima, di una vera e propria fonte di prima mano per chi voglia conoscere il dibattito weimariano - e in generale europeo - su arte e tecnica, Kultur e Zivilisation nella prima parte del XX secolo. Anche in questo modo, con uno sguardo comparatistico, si comprende la portata della svolta postmodernista degli ultimi trent'anni. Riportiamo qui la scheda del libro e la recensione di Vittorio Gregotti [SGA].

Gustav Adolf Platz, L'architettura della nuova epoca
Edizione italiana a cura di Michele Stavagna
Editrice Compositori 2009 - Pagine 296; 38,00 Euro


UNA QUESTIONE DI MODERNITÀ
Il punto centrale è quello della relazione tra arte e tecnica in architettura
di Vittorio Gregotti
"Corriere della Sera", 26 novembre 2009 Pagina 47

Anzitutto è bene chiarire che Die Baukunst der neuesten Zeit è un libro di storia dell' architettura moderna o meglio della sua formazione, soprattutto in Germania negli anni tra il 1895 ed il 1927, anno della prima edizione del libro di Gustav Adolf Platz. Non vi è dubbio che la Germania di Weimar debba essere considerata il punto centrale a cui fa riferimento la storia del movimento moderno in architettura. Un movimento che aveva ovviamente ereditato la spinta al cambiamento maturata in tutta l' Europa in modo evidente almeno, a partire dall' inizio del XX secolo (e in modi diversi erede di molti movimenti che avevano attraversato diagonalmente tutto il secolo precedente) ma che la Germania di Weimar seppe collocare in una prospettiva di internazionalismo critico...

venerdì 27 novembre 2009

Augusto Illuminati contro l'idea di "sinistra". La recensione di Toni Negri sul "manifesto"


Per farla finita con l'idea di sinistra è il nuovo libro di Augusto Illuminati, che ha chiuso la scorsa estate la sua lunga carriera accademica qui ad Urbino, che ancora torna spesso in questa città per i seminari del Dipartimento di Filosofia e con il quale io ed altri continuiamo ad avere frequenti conversazioni.
Non condivido le tesi di Augusto e nei prossimi giorni cercherò di mostrare anche posizioni diverse. Quello che lui pone è comunque un tema di grande rilievo e persino decisivo, sia nella sfera della politica che in quella della cultura. Segnalo qua un'anticipazione del libro di Illuminati e la recensione - molto solidale, visto che si tratta della stessa scuola - di Toni Negri [SGA].

Augusto Illuminati
Per farla finita con l'idea di sinistra, DeriveApprodi, Roma 2009, pp. 132, euro 12.
Il confine divide e unisce due entità, con intreccio pseudo-dialettico, che instaura una propria temporalità e una peculiare dinamica del riconoscimento. La soglia indica un trapasso di stato, allude a un’iniziazione, fissa un tempo ascendente. Entrambi stanno a fondamento di ogni geopolitica o raffigurazione della vita urbana o della dinamica generazionale. Un’ingente letteratura ha disquisito sui pregi dell’interfaccia che funziona da scambio, sull’inerenza della classificazione alla natura umana che deve ridurre la complessità, ecc. Il turista si eccita a varcare le frontiere – geografiche e dell’esperienza. Esotico, notte, sobborghi: un vero sballo.
Nell’universo diasporico ed esodante il confine fa da filtro selettivo e distributivo...


SAGGI - L'eclissi della sinistra dopo la grande trasformazione
Movimenti sovversivi nel ritorno al comune
di Toni Negri, "il manifesto", 24 novembre 2009
Impossibile riassumere questo libro. Guardate il rovescio di copertina: c'è tutto quel che contiene, ma non assai, perché dovrebbe dare il succo di un libro che è uno scoppio di intelligenza e, insieme, un'esperienza di buonsenso - allo scopo di farla finita con l'idea di sinistra.
Potreste infatti sostenere che non si tratta di semplice buonsenso quando si dice «basta con la sinistra»? Dov'è più la sinistra, chi la trova più? Nel secolo scorso Norberto Bobbio vendeva cento e più mila copie del suo Destra e Sinistra, identificate come prevalente esercizio di libertà o di eguaglianza. C'è da dire che già allora ci voleva un certo fegato ad opporre - anche solo in una prospettiva «idealtipica» - libertà ed eguaglianza, neppure il candido Isaiah Berlin osava più farlo...

Gian Antonio Stella continua a demolire con efficacia il razzismo leghista (e non solo)

Gian Antonio Stella, giornalista del "Corriere della Sera", si è distinto in passato per una campagna piuttosto strumentale contro la "Casta" della politica che, pur individuando un problema reale, ha catalizzato un atteggiamento antipolitico e qualunquista di massa che non può essere condiviso. Ben più importante e apprezzabile è il suo lavoro minuzioso di divulgazione storica, con il quale Stella smonta i pregiudizi razzisti che circolano sempre più nel nostro Paese mostrando, ancora una volta, che de te fabula narratur [SGA].

Piccoli Razzisti Crescono (Purtroppo)
Dal libro di Gian Antonio Stella Negri froci giudei & Co. L' eterna guerra contro l' altro, Rizzoli, Milano 2009; anticipazione pubblicata sul "Corriere della Sera" del 25 novembre 2009

«Al centro del mondo», dicono certi vecchi di Rialto, «ghe semo noialtri: i venessiani de Venessia. Al de là del ponte de la Libertà, che porta in terraferma, ghe xè i campagnoli, che i dise de esser venessiani e de parlar venessian, ma no i xè venessiani: i xè campagnoli». «Al de là dei campagnoli ghe xè i foresti: comaschi, bergamaschi, canadesi, parigini, polacchi, inglesi, valdostani... Tuti foresti. Al de là dell' Adriatico, sotto Trieste, ghe xè i sciavi: gli slavi. E i xingani: gli zingari. Sotto el Po ghe xè i napo' etani. Più sotto ancora dei napo' etani ghe xè i mori: neri, arabi, meticci... Tutti mori» [...] Questa idea di essere al centro del mondo, in realtà, l' abbiamo dentro tutti. Da sempre. Ed è in qualche modo alla base, quando viene stravolta e forzata, di ogni teoria xenofoba. Tutti hanno teorizzato la loro centralità...

mercoledì 25 novembre 2009

Democrazia o bonapartismo? Un intervento (un po' ipocrita) di Stefano Rodotà


Qualche giorno fa è uscito su "Repubblica" questo intervento del giurista Stefano Rodotà, le cui analisi sono sempre approfondite e condivisibili. Sarebbero però ancor più condivisibili se Rodotà non guardasse soltanto alle responsabilità dei suoi avversari politici (suoi e del partito di "Repubblica") ma anche a quelle, non meno gravi, della propria parte.
Un'analisi obiettiva e non pregiudiziale dimostrerebbe, infatti, che la crisi bonapartistica della democrazia italiana, a partire dalla cancellazione della legge elettorale proporzionale e dalla progressiva concentrazione del potere nelle mani degli esecutivi (nazionali e locali) chiama in causa in primo luogo quel partito che oggi si chiama PD [SGA].

"Repubblica" di venerdì 20 novembre 2009, pagina 44
L'Estinzione dello Stato
di Stefano Rodota

Possono le istituzioni sopravvivere in un ambiente in cui la loro delegittimazione diviene una deliberata strategia politica? Che cosa accade quando il rispetto dellaCostituzioneè costretto a rifugiarsi in luoghi sempre più ristretti? Stiamo percorrendo una anomala e inquietante via italiana all'estinzione dello Stato?
L'Italia sta diventando un perverso laboratorio dove elementi altrove controllabili si combinano informe tali dainfettare l'intero sistema. E il contagio si diffonde dalla politica all'intera società, dove ogni giorno vengono messi in scena il degrado del linguaggio, il disprezzo delle regole, l'esercizio brutale del potere...

Rosario Priore: il sequestro Orlandi, il Vaticano e Solidarnosc. Un'intervista passata ingiustamente inosservata


In questa intervista a Repubblica on line, il giudice Rosario Priore illumina alcuni scenari della Guerra Fredda di casa nostra. L'articolo è passato ingiustamente inosservato, data la rilevanza delle affermazioni di Priore. Mi sembrava giusto segnalarlo [SGA].

Parla il giudice che ha indagato sull'attentato a Wojtyla e sulla ragazza scomparsa. I nuovi sviluppi, il riciclaggio anche Oltretevere, il ruolo dei Servizi internazionali
"Emanuela, fu un ricatto al Vaticano". Priore accusa la Banda della Magliana
di MARCO ANSALDO, "Repubblica" on line, 23 novembre 2009

"Sul caso di Emanuela Orlandi la responsabilità della Banda della Magliana appare chiara e si può dire che la pista dei Lupi grigi stia venendo meno. I nazionalisti turchi sono stati usati dalla Stasi in diversi comunicati con un intento di depistaggio. Ma il loro coinvolgimento nell'attentato a Wojtyla resta, e bisogna ancora indagare, e forse a lungo, per arrivare finalmente a scoprire i mandanti".
Per molti anni il giudice Rosario Priore si è occupato dell'attentato a Giovanni Paolo II, così come ha sempre seguito da vicino il caso di Emanuela Orlandi. Dopo le recenti novità emerse nell'inchiesta sulla ragazzina scomparsa a Roma 26 anni fa, il magistrato di tante indagini scottanti sembra essersi fatto un'idea precisa dei contorni della vicenda...

martedì 24 novembre 2009

On line le lezioni di Sociologia dei processi culturali di martedì 24 novembre

Proseguono le lezioni di Sociologia dei processi culturali per il corso di laurea in "Pedagogia e progettazione educativa".

Da Sergio Luzzatto una risposta alla vulgata revisionistica

Segnaliamo questo importante articolo dello storico Sergio Luzzatto, uscito sul Domenicale del "Sole 24 ore". Con poche frasi, Luzzatto decifra il significato e il ruolo della tendenza revisionistica in Italia e offre così un controcanto al cinismo di Battista [SGA].

Rifondatori, non revisionisti
di Sergio Luzzatto, Domenicale del "Sole 24 Ore" del 22 novembre 2009