domenica 5 dicembre 2021

Quello che il Rapporto Censis non dice

 

3 milioni di italiani adulti credono che la terra sia piatta e altrettanti pensano che il covid non esista, che la scienza moderna sia un complotto e che con il vaccino ci installino il microchip.
50 milioni invece credono che il capitalismo sia un ordine naturale e non ci sia altra forma di organizzazione sociale possibile. Credono poi che la scienza proceda per puro spirito di conoscenza e senza alcun condizionamento da parte dell'industria e dei fondi di investimento, ma anche che per prosperare bisogna tagliare le tasse ai ricchi o abolirle del tutto, privatizzare, inseguire il profitto.
Siamo messi malissimo, stretti tra due speculari forme di pensiero magico. Una nuovo tipo di analfabetismo storico dilaga in ogni direzione, tra gli sciroccati palesi come tra gli intellettuali.
Ciò che era ovvio 20 anni fa, oggi non lo è più e a conti fatti il più pulito ha la rogna [SGA].

Inediti di Roland Barthes

 



Tooze combatte il neoliberalismo con l'epistocrazia...

 

Pensiero magico come consolazione dello scientismo capitalistico: la Busiarda e Morpurgo

A deplorare il populismo sono oggi quegli stessi giornali che ieri pubblicavano Oriana Fallaci e criticavano "la casta", e che ancora nei mesi scorsi hanno amplificato i deliri di Zemmour.

Esattamente alla stessa maniera, mentre si indignano per le posizioni antiscientifiche dei mentecatti No Vax, le medesime testate - in questo caso grazie all'autorevole intepretazione di Melissa P., indimenticata autrice di "Cento colpi di spazzola" nonché artefice della fortuna della famiglia Fazi (padre e figlio) - "riscoprono" un pilastro del razionalismo e della laicità: Lisa Morpurgo, di professione astrologa, i cui saggi dall'alto valore scientifico sono stati a suo tempo pubblicati dalla rivista Anvur "Sirio"...

Non si tratta di una casualità. La tecnocrazia scientista e il pensiero magico sono due facce della stessa medaglia e vivono in simbiosi antitetico-polare.

Il mondo dell'integrazione capitalistica è disumano e alienante e va abbellito con qualche supplemento di profondità (Severino) d'anima (Messori e le madonne piangenti) o di mistero (Morpurgo, la teoria dei quanti spiegata al popolo...) [SGA].



Lamentazioni retoriche sul declino del valore sociale della filosofia mentre si va a un dibattito con Cacciari ed esposte su un giornale dei padroni

 

Cardini e i luoghi del sacro

 

giovedì 2 dicembre 2021

Canfora spartachista

 

Biden rilancia l'imperialismo USA contro Cina e Russa. L'UE obbedisce












Gli omicidi di massa anticomunisti commissionati o appoggiati dagli Stati Uniti durante la Guerra Fredda: Bevins. Il parere del Nostro Toynbee come storico che cade dal pero


 

L'estetica di Simmel: De Simone

 
Nei confronti di Simmel occorre constatare in primo luogo che la sua riflessione filosofico-estetica "da un lato, mira in generale a isolare un piano dell'arte, un suo mondo, per collegarlo poi in un processo dinamico agli altri piani della vita; dall'altro, il 'problema' dell'arte si presenta come pluralità di problemi, è costituito cioè, in concreto, dai problemi posti dalle singole arti, o, più precisamente, dalle singole opere" (Perucchi). In secondo luogo, se la riflessione sull'arte è immanente a tutta l'opera di Simmel, ciò pone il problema di comprendere criticamente che cosa significa sostenere un'interpretazione "estetica" del suo pensiero e/o dell'"estetismo" del suo metodo: una questione (ancora "aperta" e discussa) che - a livello storiografico - non può prescindere dai suoi stessi sviluppi e significati filosofici intrinseci. La dimensione dell'estetico è parte costitutiva del nucleo di pensiero di Simmel e perciò ineludibile per la sua comprensione. Non si tratta soltanto di considerare il rapporto di Simmel con l'arte (e con le diverse arti e le grandi personalità artistiche) e il suo valore filosofico, sociologico e antropologico-fenomenologico, bensì di approntare una lettura della sua opera anche a partire da tale dimensione che include non solo questioni artistiche, estetologiche ed estesiologiche, ma che, tuttavia, non si lascia esaurire da esse, sapendo criticamente coniugare quell'originale congiunzione che intreccia Simmel e l'estetico nella forma dialetticamente correlata del chiasmo che si stabilisce tra l'estetico in Simmel e Simmel nell'estetico.                     312 p., Brossura

Catastrofi nel medioevo: Feniello

 


Elfi e vampiri nel Lied romantico