domenica 29 aprile 2012

Variazioni del misticismo visivo nella storia


La visione, a cura di Francesco Zambon, Medusa, Milano 2012, pp. 227, illustrato

In quasi tutte le grandi culture e tradizioni religiose è presente l'idea di un "occhio interiore" o "occhio della mente" con il quale è possibile percepire le realtà spirituali e divine, così come con gli occhi normali si percepiscono le realtà esterne. Ma tale idea non manca di suscitare problemi che sono al centro di molte riflessioni intorno alle esperienze visionarie. Se l'oggetto della "visione" trascende infatti per definizione il piano delle realtà materiali e visibili, come è possibile conoscerlo attraverso delle immagini? E se il suo scopo è quello di raggiungere e di esperire in qualche modo ciò che sta oltre qualsiasi forma e qualsiasi rappresentazione, come è possibile "vederlo", sia pure con uno sguardo interiore? A questi e altri interrogativi cercano di rispondere i contributi riuniti in questo volume e dedicati ad autori e opere di epoche e civiltà diverse. Essi spaziano dalle visioni mistiche nel sufismo orientale del XIII secolo (Carlo Saccone) al linguaggio dell'esperienza estatica nella Cabbalà (Moshe Idei); dalle visioni di alcune mistiche cristiane del medioevo come Marguerite d'Oingt e Marguerite Porete (Sergi Sancho e Pablo Garda Acosta) a quella dell'interiorità nel grande mistico spagnolo san Giovanni della Croce (Anna Serra Zamora); dall'esperienza visionaria del Libro rosso di Jung (Victoria Cirlot e Alessandro Grossato), alla "irruzione dell'invisibilità" nella pittura del grande artista americano Mark Rothko (Amador Vega). 


Nella paccottiglia di pubblicazioni a sfondo esoterico-misterico si differenzia un volume a cura di Francesco Zambon che mette a confronto idee e forme di civiltà in apparenza estranee tra loro
Franco Cardini Europa 28 aprile 2012

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