venerdì 30 novembre 2012
Arte contemporanea e filosofia
Giovanni Urbani: Per un'archeologia del presente. Scritti sull'arte contemporanea, a cura di Bruno Zanardi, saggi di Giorgio Agamben e Tomaso Montanari, Skira
Risvolto
Giovanni Urbani (1925-1994) ha espresso il pensiero e l’azione più
moderni e innovativi in materia di restauro, conservazione e tutela nel
secolo appena chiuso. Stupirà quindi il lettore scoprire in questi
scritti Urbani critico dell’arte contemporanea, come fu dalla seconda
metà degli anni cinquanta all’inizio del decennio successivo. Ancor più
il lettore si stupirà nel conoscerlo come “una straordinaria mente
filosofica e un critico d’arte sotto ogni aspetto eccezionale” (Giorgio
Agamben). Ad esempio quando con la sua “archeologia del presente”, che
dà il titolo al volume, si pone in anticipo su Foucault o sui pensieri
di Kojève circa la “fine della storia”, oppure dove precorre, in una
prospettiva più filosofico-metafisica, le posizioni di Jean Clair
sull’arte contemporanea, stigmatizzando “lo strepito e il furore dei
suoi mille finti eventi”. Non si stupirà invece il lettore nel vedere
che l’interesse di Urbani per l’arte contemporanea verte in primis sul
chiedersi del senso della presenza del passato nel mondo d’oggi. A
riprova di come l’intera sua produzione saggistica sia comunque
finalizzata al decisivo tema della cura e della salvaguardia del
patrimonio storico e artistico. Al sottrarle al ritardo culturale, al
dilettantismo estetizzante e alle rigidità burocratiche che troppo
spesso le opprimono.
La conseguenze delle trasformazioni prodotte nella società tardocapitalista furono colte da Urbani, che nell'epoca della cultura di massa intravide i segni della attuale deriva di irresponsabilità
ARTICOLO Maurizio Giufrè il manifesto 2012.11.29 - 11 CULTURA
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