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lunedì 22 luglio 2013
Snowden premio nobel: un appello e una provocazione
Si propone Edward Snowden per il Premio Nobel per la Pace per la sua battaglia non violenta a favore dei diritti fondamentali. Tra questi è essenziale quello di esprimersi liberamente in tutto il mondo, senza la sorveglianza del Grande Fratello. Noi affermiamo lo stretto legame tra i diritti fondamentali e la pace che sono un prerequisito per quella "fratellanza tra le nazioni" di cui Alfred Nobel scrisse nel suo testamento. Snowden denunciando la sottomissione dei nuovi media alla politica imperiale e fautrice del kaos e della guerra, ha dato un grande contributo alla pace nel mondo e alla fratellanza tra i popoli.
Ha rivelato all'opinione pubblica internazionale l'esistenza di un sistema generalizzato di ascolto delle comunicazioni private su Internet - e non solo - condotto segretamente dal governo statunitense con il programma di sorveglianza PRISM. Queste rivelazioni, mai smentite, sono state giudicate credibili dai più importanti quotidiani internazionali. Hanno spinto governi come quello della Germania a chiedere ufficialmente, attraverso il Ministero della giustizia, chiarimenti immediati alle autorità statunitensi.
Quest'ultime hanno deciso di accusare il giovane ex collaboratore della National Security Agency (NSA) di spionaggio, furto e utilizzo illegale di beni governativi, costringendolo ad una precaria condizione di fuggitivo mentre si sviluppa una "campagna di pressione a tutto campo" - come la definisce il New York Times - per convincere i governi progressisti dell'America Latina a non concedere asilo politico.
Convinti che l'indipendenza dei nuovi media sia una questione fondamentale nella nostra epoca e che, come scritto nell'articolo 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948), "nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione", chiediamo ai membri del Comitato Nobel di conferire ad Edward Snowed il Premio Nobel per la Pace in linea con una tradizione che ha spesso dato il giusto riconoscimento a personalità che hanno condotto una lotta non violenta per il rispetto dei diritti umani.
Gli Stati Uniti hanno saputo abolire la schiavitù, e riconoscere, sebbene con grave ritardo rispetto a molti altri paesi, i diritti civili per la popolazione afroamericana, fino ad avere un presidente afroamericano. Un progresso enorme. E' giunto il momento, per quella che è ancora la prima potenza economica e militare, di rinunciare ad una politica di controllo imperiale.
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INTERNET · Rese note nuove rivelazioni di Edward Snowden sull'attività della Nsa
L'intelligence del complesso militare-digitale è nuda
Lo spionaggio della Rete esteso a tutti i messaggi cifrati personali. Con la collaborazione delle grandi corporation
APERTURA - Benedetto Vecchi il manifesto 2013.09.07 - 11 CULTURA
Il suo avvocato sostiene che viaggia molto per
conoscere il paese ospite, la Russia; che sta leggendo Dostoevski. Pensa
anche di cercare un lavoro in quel paese. La vita di Edward Snowden è
dipinto a tinte pastello, ma le sue rivelazioni continuano invece a
mettere in luce i lati oscuri della National Security Agency
statunitense. Ieri sul «Guardian», «The New York Times», «ProPublica»
sono stati pubblicati articoli che svelano il contenuto di alcuni file
avuti dall'ex-militare statunitense. Questa volta, viene divulgato il
fatto che l'agenzia di intelligence statunitense, assieme alla «sorella»
inglese, hanno spiato, con successo, messaggi criptati, che gli Stati
Uniti hanno speso centinaia di milioni di dollari per sviluppare
programmi informatici e avviare «collaborazioni» con compagnie
telefoniche, Internet provider e imprese informatiche per poter avere le
chiavi di accesso ai messaggi cifrati in Rete.
L'imbarazzo di Obama
Anche questa volta la Nsa ha provato a dissuadere i tre giornali a non
pubblicare gli articoli in nome della sicurezza nazionale, visto che
molti dei potenziali «sorvegliati speciali» potevano così correre ai
ripari. La risposta è stata negativa. Sul «Guardian» e su «ProPublica»
sono stati inoltre pubblicati anche commenti al vetriolo contro la Nsa e
il governo degli Stati Uniti, considerati responsabili di un
comportamento irresponsabile perché ha violato sistematicamente la
libertà di espressione e la privacy, due fattori costitutivi, secondo i
giornali, della Rete. In un commento pubblicato dal «Guardian» viene
chiesta una riunione di urgenza delle organizzazioni proposte alla
governance di Internet per censurare il comportamento dei governi Usa e
inglese. Nelle stesse ore che i contenuti degli articoli hanno
cominciato a circolare in Rete, un imbarazzato Barack Obama ha dovuto
vedersela al vertice del G20 in corso a San Pietroburgo con la
presidente del Brasile Dilma Rousseff, che ha reagito con rabbia alle
voci che la vedevano come una degli utenti di Internet «spiata» dalla
Nsa. Stesso imbarazzo durante il colloquio di Obama con l'omologo
messicano, anch'esso finito nel mirino della Nsa. Il presidente Usa ha
rassicurato che le autorità americane forniranno la massima
collaborazione con le indagini avviate nei due paesi. Sta di fatto che
Dilma Roussef ha congelato i preparativi del viaggio di stato negli
Stati Uniti previsto per Ottobre, in attesa delle scuse ufficiali da
parte dall'amministrazione statunitense. Insomma, la valanga Snowden
sembra proprio non fermarsi. Ma quello che emerge dalle informazioni
diffuse dai tre quotidiani costituisce un tassello importante per
comprendere la politica della sorveglianza messa in atto dalla Nsa.
L'agenzia statunitense, e la sua omologa inglese, non solo hanno
monitorato, controllato la posta elettronica di singoli e di imprese.
Questo era infatti già noto. La differenza questa volta è costituita dal
fatto che ad essere intercettati erano messaggi cifrati. Su Internet, o
su un telefono cellulare connesso alla Rete, è infatti possibile usare
programmi informatici che consentono di «cifrare» i messaggi. Il
mittente usa una «chiave» per rendere impossibile accedere al contenuto
del messaggio, mentre il destinatario ha la «chiave» per decifrarlo. Ce
ne sono molti di programmi in giro. La Nsa aveva accumulato un archivio
con le chiavi ricavata da: l'uso di potenti computer che le hanno
decifrate, la collaborazione con Internet provider o società di gestione
della posta elettronica che consentono di inviare e-mail cifrate, l'uso
di personale tecnico interno alle imprese in cambio di sostanziose
collaborazioni. In ogni caso, i nomi di società coinvolte sono Google,
Microsoft, Skype, Hotmail, Yahoo! e Facebook, anche se non è chiaro il
livello della loro collaborazione o se se sono state oggetto di
monitoraggio. Anche in precedenza era stato reso noto che Microsoft,
Facebook e Google avevano ammesso di avere avuto contatti con la Nsa,
garantendo la loro collaborazione in nome della sicurezza nazionale per
le attività di intelligence che coinvolgevano cittadino non americani. I
protocolli di cifratura più noti in possesso della Nsa sono quelli
relativi all'accesso https, al voice-over Ip e al Ssl.
Progetto decennale
È
dal 2000 che la Nsa ha messo a punto progetti per l'intercettazione di
messaggi cifrati. Finora ha investito una media di 200 milioni di
dollari all'anno solo per questo (oltre 250 solo nel 2013). I nomi dei
progetti sono fantasiosi. Uno, quello che fa capo alla Nsa, è stato
denominato Bullrun, il nome di una località dove si combattè una delle
prime battaglie per la guerra d'indipendenza. L'altro, relativo
all'inglese «Government Communications Headquarters», si chiama
Edgehill. Tutti fanno capo alla madre di tutti i progetti, il Sigint
Enabling, cioè il «Signals Intelligence Enabling». Non è la prima volta
che gli stati Uniti hanno spiato la Rete. Nei primi anni Novanta, hanno
cercato di avere una «back doors» per entrare nei computer, sollevando
una pioggia di critiche. Poi ci sono state le indiscrezioni su Echelon,
che doveva controllare, intercettare le comunicazioni telefoniche e
telematiche attraverso parole chiave. La sua esistenza non è stata né
confermata, né smentita. Poi la proposta durante l'amministrazione
Clinton di inserire un microprocessore nei computer - il cosiddetto
«Clipper chip» - «sensibili». Anche in questo caso, il governo Usa ha
prontamente ritirato la proposta per le critiche che ha incontrato non
solo tra gli utenti della Rete, ma anche nel Congresso. È nel 2001 che
la Nsa cambia tattica per raggiungere lo stesso obiettivo. Sviluppo di
programmi informatici e ricerca di collaborazione con le imprese
informatiche. Le Torre Gemelle sono da poco crollate e la legislazione
antiterrorismo varata da ampi margini di manovra. Dieci anni passati a
monitorare, controllare all'interno di un costituendo «complesso
militare digitale» che è venuto lentamente alla luce grazie alle
rivelazioni di Wikileaks e, soprattutto, di Edward Snowden, un militare
direttamente impegnato nell'attività di intelligence nella Rete. Snowden
sta ora leggendo Dostoevski. I demoni che ha conosciuto nelle pagine
dello scrittore russo sono certo diversi da quelli evocati con le sue
dichiarazioni. Ma sempre demoni sono.
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