sabato 1 aprile 2017

L'archivio di Tullio De Mauro a Torino

Risultati immagini per archivio tullio de mauroL’archivio salvato dell’uomo che restituì dignità al dialetto

A Torino sono consultabili lettere e volumi preziosi appartenuti allo studioso scomparso a gennaio
Officina De Mauro 

GUIDO ANDRUETTO Rep 31 3 2017
TORINO Libri che respirano. Fuori dagli scatoloni, di nuovo aperti al mondo, su scaffali e scrivanie. Migliaia di documenti e testi sui dialetti italiani e le lingue di minoranza, tutti appartenuti al linguista Tullio De Mauro, scomparso nel gennaio scorso, e che proprio oggi avrebbe compiuto ottantacinque anni, sono ora a disposizione di chiunque li voglia consultare presso il Fondo a lui intitolato, ospitato in un grande spazio nel centro di Torino, a pochi passi da piazza San Carlo. Promosso dalla Rete Italiana di Cultura Popolare con il sostegno della
Fondazione Crt, «è un luogo vivo ed aperto con sale per lo studio e la lettura», spiega il direttore Antonio Damasco, «dove è possibile visionare i materiali donati da De Mauro, come i dizionari dialettali e i testi letterari dalle opere maggiori, da Firpo a De Filippo e Tonino Guerra, fino a quelle meno note come le raccolte di filastrocche, proverbi e fiabe». Figurano anche edizioni introvabili come una Gerusalemme Liberata del Seicento in ottava rima napoletana
e numerose versioni della Divina Commedia nelle diverse parlate dialettali, oltre a una cinquantina di libri su cui compaiono dediche personali a De Mauro da parte di poeti e scrittori. Su un tavolo vicino a una finestra, da cui filtra una bella luce la mattina, sono appoggiati tutti i libri del poeta di Bagheria Ignazio Buttitta, da Pietre nere a La peddi nova, ciascuno con una dedica al professore. Tra le pagine de Lu curtigghiu di li raunisi è anche spuntata una lettera del 1979 in cui Buttitta, dopo i festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno, racconta con stupore a De Mauro (che descrive come «l’amico più caro e lo studioso e linguista più importante d’Italia ») di aver ricevuto «centinaia di telegrammi e lettere, articoli e interviste di giornalisti della Rai, e poi Lo Piparo, Roberto Roversi, Zavattini, Eduardo De Filippo, Paolo Grassi, Pertini, Berlinguer, Amendola ed i braccianti umili, e i compagni dei paesi dell’Isola». Una preziosa documentazione che conferma, su più livelli, quanto sia stato importante il lavoro di De Mauro per la salvaguardia e la valorizzazione della letteratura popolare e dei dialetti italiani. «Ho avuto il privilegio del tutto immeritato di nascere in una famiglia in cui c’erano libri, non solo dei miei genitori e fratelli, ma anche dei nonni e più in là dei bisnonni – disse De Mauro intervenendo con la moglie Silvana Ferreri alla presentazione del Fondo – e quindi mi è capitato di ereditare vecchi libri fra cui fin da ragazzo mi ha colpito la presenza di libri di letteratura dialettale. L’identità linguistica dell’Italia, più che in ogni altro paese europeo, è fatta da questa coesistenza fra una lingua letteraria nazionale e le parlate dialettali. L’una non sta senza l’altra». Già ministro della pubblica istruzione, De Mauro è stato, come si scopre visitando il Fondo, «un intellettuale pluridimensionale nel quale la linguistica è tutt’uno con la storia, la società, la scuola», dice Alberto Sobrero, ordinario di Linguistica italiana all’Università del Salento a Lecce, collaboratore della Rete Italiana di Cultura Popolare, «perché ha scritto studi fondamentali di semantica e ha studiato le strutture del lessico con gli strumenti più moderni e raffinati, anche ricorrendo all’ideazione di strumenti operativi, come il monumentale Grande Dizionario della Lingua Italiana e i vocabolari. E ha operato, sperimentato, innovato nell’insegnamento della lingua italiana, a contatto con le scuole, i docenti, gli studenti». La Rete presieduta dalla sociologa Chiara Saraceno oggi ne ricorda l’impegno nella vita culturale italiana con questo archivio partecipato che, aggiunge Damasco, «si pone l’obiettivo di essere un vero punto di riferimento per intellettuali locali, scuole e cittadini, in maniera gratuita e innovativa».
Oggi, per il compleanno di De Mauro, in tutta Italia sono annunciate numerose “azioni culturali” nelle biblioteche pubbliche, e a Torino un ricordo sarà proposto a Biennale Democrazia, in attesa dell’omaggio alla trentesima edizione del Salone del Libro. Il Fondo istituito dalla Rete, che aderisce al progetto Polo del ’900 sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, è destinato nel frattempo ad arricchirsi con nuove donazioni dall’archivio De Mauro, specialmente la parte relativa ai dizionari dialettali presenti nella biblioteca di casa, «ma vi sono anche altri intellettuali e studiosi – chiosa Damasco – con cui stiamo ragionando per fare nascere altri fondi con le medesime tematiche, in modo da costituire un centro di raccolta e di valorizzazione di rilevanza internazionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


1 commento:

Rita Matt ha detto...

Benemeriti!!! Sono profondamente grata a tutte le iniziative che avete preso e attuerete, a beneficio di ogni persona, della sua cultura, della formazione di un patrimonio linguistico comune italiano cui teneva infinitamente il nostro amatissimo Tullio De Mauro. Grazie da italiana linguista e allieva demauriana