Una lotta - dilagante in tutti i paesi capitalistici - per il controllo
della manipolazione del consenso, in una fase nella quale le élites
della produzione di informazioni, non garantendo più nessuna
redistribuzione, hanno perduto l'antico monopolio, esattamente come le
élites politiche stabilite, quelle economiche o quelle intellettuali (la
casta). E sono anch'esse scavalcate dagli strumenti digitali di
disintermediazione (cioè dell'immediatezza).mercoledì 29 novembre 2017
"Fake News" e noi: Rifondazione, PdCI-PCI e Rete dei comunisti procedano a una fusione in tempi rapidi dei loro strumenti informativi.
Rifondazione, PdCI-PCI e Rete dei comunisti (ma anche il PC di Rizzo se non si isola) procedano a una fusione in tempi rapidi dei loro strumenti informativi.
La polemica sulle
cosiddette fake news tra gli spacciatori tradizionali delle bufale di
professione, cioè giornali, TV e grandi provider o portali, e gli
outsider delle bufale artigianali (con tutti gli annessi sulle ingerenze
di potenze straniere, come se gli americani non controllassero le
elezioni nelle colonie dal termine della
guerra ispano-americana...), è un pezzo della lotta interna alle classi
dominanti e ai loro apparati ideologici.
Una lotta - dilagante in tutti i paesi capitalistici - per il controllo
della manipolazione del consenso, in una fase nella quale le élites
della produzione di informazioni, non garantendo più nessuna
redistribuzione, hanno perduto l'antico monopolio, esattamente come le
élites politiche stabilite, quelle economiche o quelle intellettuali (la
casta). E sono anch'esse scavalcate dagli strumenti digitali di
disintermediazione (cioè dell'immediatezza).
È una lotta
cruciale perché, esaurita la democrazia moderna, il suffragio universale
è stato abolito da una de-emancipazione de facto su vasta scala e in
assenza di partiti politici veri, e cioè di partiti di massa, le
competizioni elettorali riconoscono oggi solo i comitati capaci di
influenzare e mobilitare minoranze contingenti e variabili ma compatte.
In questa lotta, la sinistra verrà stritolata. Priva di strumenti
autonomi anche in questo campo, infatti, non può più elemosinare
l'accesso ai media tradizionali come in passato (tanto più che la sua
posizione sistemica è ora occupata dal partito di Bersani D'Alema e
Vendola, mentre la Lista Anticapitalista avrà quello un tempo proprio
dei gruppuscoli cioè nessuno). Al tempo stesso, la sua presenza nei
media digitali è dilettantesca e frammentata ai limiti
dell'invisibilità.
Abbiamo perso 10 anni per capire ciò che è
sempre stato ovvio anche ai muli e cioè che non dobbiamo andare né col
PD (quello di oggi o quello di ieri che sia, Renzi come Bersani), né
con quelli che a loro volta vogliono andare col PD e sono nati solo per
questo, come Vendola.
Dobbiamo perderne altrettanti per capire che è di vitale importanza dotarsi di un portale nazionale di informazione e cultura?
Rifondazione, il PdCI-PCI, la Rete dei comunisti e cioè gli unici
soggetti minimamente organizzati (personalmente vorrei anche Rizzo ma
temo si isolerà) mettano assieme le loro risorse e individuino le
persone competenti in grado di realizzare un progetto di comunicazione. E
facciano anche in fretta, o sarà troppo tardi e non potremo fare
nemmeno la campagna elettorale. Il resto seguirà.
Anche così non sarà nemmeno la centesima parte di ciò di cui abbiamo bisogno.
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