Risvolto
1939-1945: la voce più intima e le
convinzioni più profonde dei soldati tedeschi impegnati su tutti i
fronti. Una prospettiva inedita e rivelatrice.
La selezione di lettere scritte dai soldati tedeschi durante
la Seconda guerra mondiale conservate nel Museo della Comunicazione di
Berlino curata da Marie Moutier ha uno straordinario valore storico,
perché rappresenta una testimonianza immediata del conflitto da parte di
chi l’ha quotidianamente vissuto, su tutti i fronti, dall’invasione
della Polonia fino alla caduta di Berlino. Se le lettere scritte durante
la campagna di Francia del 1940 o all’inizio dell’operazione Barbarossa
sono in genere piene di speranza nei confronti della nuova Grande
Germania incarnata nel Terzo Reich, quelle successive, scritte durante
l’assedio di Stalingrado e lo sbarco alleato in Normandia, si fanno via
via più pessimiste. Una pagina dopo l’altra, il lettore assiste alle
disillusioni dei soldati, alla stanchezza di fronte alla brutalità della
guerra, al degrado delle condizioni fisiche e psichiche. Ma poiché
questi uomini sono gli alfieri del nazismo in guerra, leggiamo anche la
fede esaltata nei confronti della Germania hitleriana, la partecipazione
ai massacri delle popolazione civili e la forza dell’ideologia
nazionalsocialista nelle truppe del Terzo Reich.
Questo libro va letto tuttavia assieme a questo, tradotto nel 2012 [SGA]:
Risvolto
Nel corso della seconda guerra mondiale, gli inglesi e gli americani intercettarono sistematicamente le conversazioni di migliaia di prigionieri tedeschi. Registrarono su vinile i passi più interessanti e redassero copie a stampa riempiendo oltre 150 mila pagine di verbali. Questi verbali sono rimasti custoditi per decenni negli archivi di stato a Londra e a Washington e sono stati scoperti e presi in esame per la prima volta da uno storico, Sönke Neitzel, e da uno psicologo, Harald Welzer, solo a partire dalla fine degli anni Novanta. È una documentazione unica nel suo genere, sia per la qualità dei contenuti sia per l'enorme quantità di materiale, e offre una chiave di lettura inedita e sconvolgente della guerra, dei suoi orrori e dell'animo di chi è chiamato a combatterla. Senza sapere di essere ascoltati, soldati e ufficiali della Wehrmacht parlano liberamente e fanno a gara tra loro per dimostrare di essere stati più brutali e spietati degli altri. Rivelano segreti militari e dettagli tattici, discutono di armi e operazioni militari, ma esprimono anche la loro opinione su Hitler, sui nemici, sulla guerra, sulle SS, sullo sterminio degli ebrei. Soprattutto, manifestano senza inibizioni i loro sentimenti durante le azioni e il piacere che provavano nelle uccisioni più crudeli.
Soldaten ci restituisce per la prima volta con questa ampiezza, profondità e forza l'immagine della guerra così come è stata vissuta da chi combatteva. È una documentazione che pone su basi completamente nuove la nostra conoscenza della mentalità dei soldati tedeschi: ci permette di valutare l'importanza dell'ideologia nazista e dell'indottrinamento ideologico nel formare e motivare gli spietati carnefici di uno degli eserciti più terribilmente efficienti della storia.
Ma questo viaggio nell'orrore – anche grazie alle competenze degli autori – mette a nudo una verità ancora più sconvolgente: in determinate circostanze, uomini assolutamente normali possono compiere atrocità inimmaginabili. Per questo Soldaten è un vero e proprio «libro nero dell'umanità»: una lettura indispensabile per chiunque voglia capire la storia e ritenga necessario impedire che simili tragedie possano ripetersi.
Nel corso della seconda guerra mondiale, gli inglesi e gli americani intercettarono sistematicamente le conversazioni di migliaia di prigionieri tedeschi. Registrarono su vinile i passi più interessanti e redassero copie a stampa riempiendo oltre 150 mila pagine di verbali. Questi verbali sono rimasti custoditi per decenni negli archivi di stato a Londra e a Washington e sono stati scoperti e presi in esame per la prima volta da uno storico, Sönke Neitzel, e da uno psicologo, Harald Welzer, solo a partire dalla fine degli anni Novanta. È una documentazione unica nel suo genere, sia per la qualità dei contenuti sia per l'enorme quantità di materiale, e offre una chiave di lettura inedita e sconvolgente della guerra, dei suoi orrori e dell'animo di chi è chiamato a combatterla. Senza sapere di essere ascoltati, soldati e ufficiali della Wehrmacht parlano liberamente e fanno a gara tra loro per dimostrare di essere stati più brutali e spietati degli altri. Rivelano segreti militari e dettagli tattici, discutono di armi e operazioni militari, ma esprimono anche la loro opinione su Hitler, sui nemici, sulla guerra, sulle SS, sullo sterminio degli ebrei. Soprattutto, manifestano senza inibizioni i loro sentimenti durante le azioni e il piacere che provavano nelle uccisioni più crudeli.
Soldaten ci restituisce per la prima volta con questa ampiezza, profondità e forza l'immagine della guerra così come è stata vissuta da chi combatteva. È una documentazione che pone su basi completamente nuove la nostra conoscenza della mentalità dei soldati tedeschi: ci permette di valutare l'importanza dell'ideologia nazista e dell'indottrinamento ideologico nel formare e motivare gli spietati carnefici di uno degli eserciti più terribilmente efficienti della storia.
Ma questo viaggio nell'orrore – anche grazie alle competenze degli autori – mette a nudo una verità ancora più sconvolgente: in determinate circostanze, uomini assolutamente normali possono compiere atrocità inimmaginabili. Per questo Soldaten è un vero e proprio «libro nero dell'umanità»: una lettura indispensabile per chiunque voglia capire la storia e ritenga necessario impedire che simili tragedie possano ripetersi.
Un libro raccoglie le lettere inedite spedite dal fronte e catalogate in un museo di Berlino. Sono la voce più intima dell'apocalisse tedesca
Matteo Sacchi - il Giornale Sab, 13/06/2015
Le parole terribili dei soldati di HitlerInglesi e americani intercettarono le conversazioni dei prigionieri dell'esercito nazista. Ne emerge un quadro agghiacciante, come testimonia questa intervista esclusiva.
Famiglia Cristiana 07/06/2012
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