lunedì 27 maggio 2013

E' revival per il prete reazionario Florenskij

Attualità della parola. La lingua tra scienza e mito
Pavel A. Florenskij: Attualità della parola. La lingua tra scienza e mito, a cura di Elena Treu, Guerini e Associati pp. 162, 12

Risvolto
Prete ortodosso, matematico, filosofo, teologo, critico d'arte, scienziato, Pavel A. Florenskij è una personalità eccezionale nel pur eccezionale scenario culturale russo degli inizi del Novecento, l'epoca di Skrjabin e di Kandinskij. Dai numeri, attraverso la musica, la pittura, la filosofia, Florenskij si spinge verso lo "spirito di Dio", cercando costantemente di cogliere nel visibile il riflesso dell'invisibile, della sostanza dell'esistenza spirituale o metafisica. L'opposizione tra visibile e invisibile costituisce uno dei principi che guida il suo pensiero in tutti gli ambiti del sapere. Questo stesso rapporto è al centro della sua riflessione linguistica: la parola va considerata, da una parte, come oggetto della conoscenza e, dall'altra, come l'atto della conoscenza che permette di entrare in contatto con la sostanza significativa della parola. La parola viene dunque concepita come il "frutto del rapporto tra lo spirito della conoscenza e il mondo da conoscere". La forza motrice del seme o la enérgeia della parola conduce la mente al di là della barriera soggettiva e le fa sfiorare il super-reale, la sfera che sta al di là della nostra esperienza immediata. Insieme al dato di realtà, Florenskij coglie della lingua, come della matematica e dell'arte, l'aspetto trascendente e simbolico, alla ricerca di una sintesi e, quindi, di un'ideale "integrità" del sapere. Introduzione di Vjaceslau Vs. Ivanov.  

La parola secondo Florenskij
di Armando Torno Corriere 27.5.13

Pavel A. Florenskij, morto durante le purghe del 1937, è figura di riferimento dell'intelligenza e della spiritualità contemporanee. L'Italia aiutò a riscoprirlo nel 1974, allorché Rusconi — grazie a un editor come Alfredo Cattabiani — pubblicò la prima traduzione de «La colonna e il fondamento della verità sua opera di sintesi». Florenskij fu poliedrico: filosofo e teologo, si occupò di matematica e d'arte, di tecnica e letteratura. Ora Guerini e Associati ripropone, nella nuova collana «Classica», Attualità della parola. La lingua tra scienza e mito (pp. 162, 12; a cura di Elena Treu) che ebbe una prima edizione nel 1989. Saggi che mostrano come Florenskij, similmente a Wittgenstein e Bohr, considerasse essenziali gli studi di linguistica; il russo, però, utilizza anche l'esperienza di un pensatore quale Ernst Mach. Un'idea di fondo corre in queste pagine: rappresentare la fisica come una lingua; la teoria fisica, vera descrizione simbolica, va contrapposta alla fisica come spiegazione. Idea, quest'ultima, cara agli enciclopedisti francesi.

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