sabato 31 maggio 2014
Altro che Marx, c'è Guénon che è persino meglio di Nietzsche!
Guénon pioniere della filosofia interculturale?
Guénon che supera l'ideologia coloniale?
E come reagire, leggendo frasi come quella che leggerete più sotto?
Perché il Signore (degli Anelli) non manda giù un po' di fuoco? [SGA].
"Eppure non c’è nulla di conservatore o “reazionario” nella sua critica
del Moderno, persino più radicale della critica di Marx alla società
capitalistica e della critica di Nietzsche alla “decadenza” occidentale".
Giorgio Cognetti: L’età oscura. Attualità di René Guénon, Mimesis Edizioni
Risvolto
Violenza, guerre, ingiustizie, fame e povertà per un miliardo e mezzo di
esseri umani, devastanti malattie psichiche, disoccupazione, precarietà
generalizzata, crisi economica planetaria sono sintomi e segni del
tempo in cui viviamo e che nel corso del Novecento si sono esasperati e
intensificati: di essi R. Guénon (1886-1951) tenta di mettere a fuoco
le premesse nell’oblio progressivo della Tradizione e nell’avvento fi
nale della Modernità. Guénon, grande pioniere di quel nuovo modo di fare
fi losofi a che da un paio di decenni si propone come “fi losofi a
interculturale” e rappresenta lo sforzo di superare una volta per tutte
l’ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale
non solo sia superiore alle altre innumerevoli culture che hanno abitato
e abitano il pianeta, ma anche sia depositaria della vera filosofia, della vera religione, della vera
scienza etc., interpreta questo tempo come l’ultima fase del Kali-yuga,
l’“età oscura” prevista dalle scritture tradizionali hindu. Eppure non
c’è nulla di conservatore o “reazionario” nella sua critica del Moderno,
persino più radicale della critica di Marx alla società capitalistica e
della critica di Nietzsche alla “decadenza” occidentale. La modernità,
nello scenario di quell’immenso processo alchemico che è la “storia”,
fuori da ogni illusione “progressista”, è epoca cruciale da attraversare
necessariamente e integrare perchè, oltre la sua stessa dissoluzione post-moderna, si rimanifesti in pienezza la Sapienza originaria, perenne novità, nell’evento di “nuova terra e nuovo cielo”.
Un saggio di Giorgio Cognetti introduce il grande pensatore francese, pioniere della “filosofia interculturale”, nel circuito della cultura accademica italiana
Antonello Colimberti 30 maggio 2014
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