sabato 31 maggio 2014

Arte e potere nel libro di Dal Lago e Giordano

Cosa c'entra la restaurazione filosofica? E perché il realismo sarebbe restaurativo? Misteri de l'Unità [SGA].

Alessandro Dal Lago, Serena Giordano: L’artista e il potere. Episodi di una relazione equivoca, pagine 252, euro 18,00, Il Mulino


Risvolto
n saggista trasversale, Alessandro Dal Lago, e un'accademica dell'arte, Serena Giordano, hanno scoperto un nuovo tipo di male legato all'arte, d
esunto dalla famosa sindrome di Stendhal. La definiscono sindrome di Warhol. La prima sindrome, quella più tradizionale, dipenderebbe da un eccesso di fruizione artistica. 
Le sue conseguenze porterebbero, ancora oggi, decine di turisti in visita a Firenze direttamente nei pronti soccorso della città, stesi da una overdose di bellezza.

Dal Lago e Giordano sembrano rimpiangere quel malinconico morbo. Appare loro peggio il virus che hanno appena beccato: non sapere più distinguere, nell'arte, il brutto dal bello.

Tutto diventa, indistintamente, «straordinariamente significativo ». Quel newyorkese albino, padre indiscusso della Pop Art, che acquistò al supermercato le famose Brillo Box, innalzando una merce da bancone quasi al pari della Cappella Sistina, aprì una strada stravagante. Si finì per affermare che l'arte è l'artista stesso, punto e basta. E che l'artista superstar determina in solitudine quel che sia bello. Come un tiranno.

In L'artista e il potere (Il Mulino, pp. 252, euro 18) si elencano gli episodi di una relazione equivoca tra il genio creativo e la sovranità. Il potere dell'arte e l'arte in relazione al potere. Dall'architettura millenaria del Reich, ideata da Albert Speer, al mausoleo funerario che lo scultore Pietro Cascella ha costruito per Berlusconi, gli autori ammettono l'impossibilità di redigere una storia organica dei rapporti frastagliati tra arte e potere. Tuttavia, è possibile individuare decine di tracce di un rapporto che svela l'estetica o aura del potere e la potenza estetica dell'arte. Sono questi i due poli, affermano Dal Lago e Giordano, che tracciano i confini di un giacimento zeppo di sconvolgenti verità.


Se Berlusconi è papa Giulio II e Cascella è Michelangelo
ll saggio di Dal Lago e Giordano sull'irresistibile attrazione tra arte e potere Alessandra Bernocco Europa


I grandi temi della restaurazione filosofica
l’Unità 30.5.14

C’È UN’ARIA DI RESTAURAZIONE CHE SPIRA IN FILOSOFIA, SOPRATTUTTO IN ITALIA. IDEE COME REALTÀ E VERITÀ, CHE PER TUTTO IL NOVECENTO sono state sottoposte a critica serrata, tornano oggi come nuovi idoli o feticci del pensiero accademico. Sotto l’apparenza di una confutazione del postmodernismo, la filosofia dell'università diffonde una sorta di catechismo o di manuale d’istruzione per gli scettici. Ed ecco riapparire le maschere di sempre del teatro filosofico: oltre alla Realtà e alla Verità, l’Oggettività, il Realismo, la Morale, l’Educazione... Etichette a cui non corrisponde alcun contenuto originale di pensiero, ma che vorrebbero soddisfare la domanda di conformismo che sale da una cultura spaventata dalla mancanza di punti fermi. 
Il saggio di Alessandro Dal Lago, sociologo della cultura, non vuole essere certamente una critica del Nuovo Realismo, una moda che già mostra la corda. Piuttosto, riprende alcuni grandi temi del pensiero del secondo Novecento, oggi per lo più trascurati o minimizzati, mostrandone fecondità e attualità. Ed ecco in questo libro discussioni serrate del ruolo del linguaggio per il pensiero (in cui alcuni filosofi medievali appaiono più avanzati dei neo-realisti d’oggi ...), dell’idea di verità scientifica e storica, dei mondi possibili, del governo delle menti, del rapporto tra credenze e razionalità, dell’infondatezza ultima del pensiero morale e altre ancora. Ma la critica di ogni pretesa filosofica che si voglia sistematica, oggettiva o scientifica non sfocia certamente nell’indifferenza o nell’irenismo. Infatti, per l’autore, è proprio quando l’impalcatura idealistica e sistematica del pensiero comincia a traballare che le pratiche di resistenza e di trasformazione (come in Foucault e nelle Tesi su Feuerbach di Marx) appaiono nella loro urgenza e necessità. 
Di Alessandro Dal Lago è uscito in questi stessi giorni L’artista e il potere. Episodi di una relazione equivoca (pagine 252, euro 18,00, Il Mulino), firmato insieme a Serena Giordano, saggio sull’attrazione irresistibile del potere nei confronti dell’estetica e sulla volontà di potenza dell’arte. Una relazione profondamente ambigua e, sullo sfondo, il mercato che fagocita tutto.

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