giovedì 14 gennaio 2010
Paolo Mieli sul libro di Simonnot e il ruolo economico dei monoteismi
Il periodo intervento "storiografico" di Paolo Mieli [SGA].
Il saggio Philippe Simonnot esplora l'aspetto economico dei monoteismi
Le Chiese nascono come sette poi cercano lo scudo del potere statale
Le fedi come le aziende aspirano al monopolio
Ma la devozione si affievolisce senza concorrenza Alle origini Nel momento in cui va sul mercato una religione deve apparire nuova per attrarre i suoi potenziali «clienti»
di Paolo Mieli, Corriere della Sera, 12 gennaio 2010
In principio fu Adam Smith con il suo celeberrimo trattato di economia politica La ricchezza delle nazioni (1776). Il filosofo economista scozzese per primo analizzò la Chiesa come un' entità economica e applicò ad essa le categorie che traeva dalla propria disciplina, in particolare quella di monopolio, cioè quel regime che inevitabilmente produce un aumento del prezzo e un abbassamento della qualità per il solo fatto che il mercato non è stimolato dalla concorrenza. Discorso che vale anche per la Chiesa. Una religione «ben costituita», secondo il padre fondatore dell' economia politica, non sfugge alla regola: il prezzo del «prodotto» è più elevato e la sua qualità minore di quel che sarebbero se ci fosse libera competizione...
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