giovedì 25 febbraio 2010
Un romanzo storico egiziano
Azazel, di Ziedan Youssef, Neri Pozza, 2010
Dall'Egitto un clamoroso bestseller destinato a causare forti polemiche religiose, letterarie e politiche. La vita e le avventure di un monaco cristiano, in un romanzo atteso in tutto il mondo come "Il nome della rosa" del Quinto Secolo --- "Se riceverò i tuoi segni, mio Dio, mi asterrò dallo scrivere, ma se mi lascerai a me stesso io continuerò. Mio Dio, sono solo una penna gettata al vento, stretta da dita deboli per essere immersa nel calamaio e riportare sul foglio tutto quello che mi è successo, tutto quello che, a causa di quel ribelle ostinato di Azazel, è accaduto e accade fra me, il tuo fragile servo, e Marta. Pietà, pietà, pietà". IPA, il Monaco --- Una cella di due metri per lato. Una fragile porta di legno sconnessa. Una tavola, con sopra tre pezze di lana e lino, e un tavolino con un calamaio e una vecchia lampada con lo stoppino logoro e la fiamma danzante. A Ipa, il monaco egiziano, non serve altro per vivere nel monastero sulla vecchia strada che collega Aleppo e Antiochia, due città la cui storia ha inizio nella notte dei tempi. E il V secolo, un momento decisivo nella storia della Cristianità. Sono anni di violenza religiosa, di lotte e contrasti feroci, e la fede nel Cristo vuol dire scegliere una fazione, abbattere i propri nemici, e così decidere del proprio stesso destino. Nel 428 d.C. è stato ordinato Vescovo di Costantinopoli e ora, due anni dopo, è accusato di apostasia, la più terribile delle accuse, l'abbandono e il tradimento della fede nel Cristo. Il Patriarca Cirillo, l'Arcivescovo di Alessandria, ha scritto dodici anatemi contro l'"apostata", colpevole ai suoi occhi di non riconoscere che "il Cristo è Dio nella sostanza e che la Vergine è Madre di Dio". Che Chiesa è mai quella che scomunica un saggio dal volto radioso, un uomo santo e illuminato che ha il solo torto di ritenere assurdo che "Dio sia stato generato da una donna"?
di PAOLA CARIDI, STAMPA del 24/2/2010 a pag. 41
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