giovedì 4 marzo 2010

Gian Enrico Rusconi sull'epoca di Cavour e Bismarck

Secondo Rusconi "cavourismo e bismarckismo sono due filosofie politico-costituzionali divergenti" perché Cavour si ispirerebbe ai valori della "rivoluzione democratica di derivazione quarantottesca e del liberalismo politico" mentre Bismarck al "contromovimento della tradizione e della legittimità dello status quo". L'uno "liberale", l'altro "autoritario". Tutta la storia del XIX secolo sarebbe percorsa dallo scontro tra "liberalismo" e "anti-liberalismo" e il "bonapartismo" o "cesarismo" sarebbe soltanto una "tecnica di governo" neutrale.
Mi permetto di dissentire sia dal quadro generale che dai giudizi specifici. E' difficile sostenere che Bismarck fosse più "reazionario" di Cavour (basti pensare che qualcuno è arrivato a considerarlo persino come un "socialista"; ricordo poi il giudizio delle Inattuali di Nietzsche sul suo regime "progressista"). Ma per Rusconi, ormai, quel che conta è ribadire l'autoapologia liberale [SGA].

CAVOUR - BISMARCK LE DUE FACCE DELLA REALPOLITIK
GIAN ENRICO RUSCONI, STAMPA del 3/3/2010 a pag. 34

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