mercoledì 24 marzo 2010

Luciano Canfora sul Testamento di Lenin

Lo scontro per la successione nelle corrispondenze di Salvatore Aponte per il «Corriere»
Gli autogol politici di Trotzkij
La battaglia sul «Testamento» di Lenin: le mosse vincenti di Stalin

Anticipiamo la parte finale dell' introduzione scritta da Luciano Canfora per il libro di Salvatore Aponte «Il "Corriere" tra Stalin e Trotzkij 1926-1929» (Fondazione Corriere della Sera, pp. 600, 12), che raccoglie le corrispondenze dall' Urss di Aponte sulla lotta per la successione a Lenin (nella foto), un ampio carteggio e gli scritti di Trotzkij apparsi sul «Corriere»

Ormai sappiamo quanta circolazione gli appunti noti come Testamento di Lenin abbiano avuto nel momento stesso in cui venivano dettati e ricopiati, tra la fine del 1922 e gli inizi del 1923. Le segretarie parlavano e avevano referenti politici nel Comitato centrale bolscevico e nel Poljtburo. E una di loro fece persino sapere che era in arrivo «una bomba contro Stalin», il Poscritto in cui Lenin ne suggeriva la destituzione da segretario del partito. Dunque molti sapevano molto. L' arma non era perfetta. Conteneva infatti il macigno dell' accenno al «non-bolscevismo» di Trotzkij che, come sappiamo dalla preziosa testimonianza resa da Radek a Emil Ludwig, turbò Trotzkij, che dalla lettura a porte chiuse del Testamento nel maggio 1924 probabilmente si aspettava soprattutto la «bomba» contro Stalin. Questi d' altronde, con la consueta abilità, offrì prontamente le dimissioni da segretario generale, ben sapendo che il XIII Congresso, da lui accuratamente preparato, non le avrebbe accolte. E così la «bomba» era disinnescata, mentre tutto il resto era equamente imbarazzante per tutti. Ecco perché da subito, ai primi di giugno del 1924, incomincia l' operazione, dovuta certamente alla cerchia di Trotzkij, di far filtrare all' estero resoconti «ben orientati» del Testamento...

Nessun commento: