giovedì 11 marzo 2010

Riforma universitaria: l'appello dei ricercatori di Cagliari e il solletico di Israel

Condivisibili le critiche di Israel sui criteri di valutazione. Ma l'intervento approva complessivamente la riforma e tace sullo scandalo delle penalizzazioni ai ricercatori di ruolo. I ricercatori di Cagliari invitano alla mobilitazione nazionale [SGA].

Cari Colleghi
Il messaggio del 27 febbraio inviatoci da Marco Merafina, oltre a contenere  importanti cambiamenti alla proposta, accogliendo così alcuni  suggerimenti/emendamenti dei ricercatori più critici, si concludeva con la seguente frase: "Il Coordinamento inoltre ribadisce che qualora il Governo e le  forze di maggioranza non dovessero accogliere o discutere tale proposta,  l'unica alternativa per i ricercatori non potrà essere che il ritiro della  disponibilità a ricoprire incarichi didattici per il prossimo anno accademico e a tal fine invita i ricercatori di tutte le sedi a predisporsi a tale evenienza."
L'Ateneo di Cagliari si sta predisponendo all'evenienza con un certo anticipo rispetto agli altri atenei per il semplice motivo che il nostro Nucleo di Valutazione ci chiede di approvare l'offerta formativa 2010-2011 entro il mese di marzo, mentre in realtà il termine ultimo indicato dal MIUR è il 15 maggio.
La forma di protesta che stiamo attuando è esattamente quella indicata da Marco Merafina, per cui la stragrande maggioranza dei ricercatori di Cagliari hanno già inviato una lettera di indisponibilità a ricoprire incarichi didattici ai Presidenti di CdS e ai Presidi di Facoltà. Lo scenario che si prefigura è la non partenza dell'a.a. 2010-2011.
Tuttavia, il maggiore sconforto è vedere che, a parte alcuni atenei (Torino, Napoli, Bari), tutto tace, mentre il DdL Gelmini avanza inesorabilmente verso una approvazione al Senato entro aprile e una approvazione finale prima dell'estate (parole del Ministro), senza modifiche o miglioramenti sostanziali.
Consapevoli che per noi ricercatori si tratta dell'ultima spiaggia, chiediamo ai colleghi di tutti gli atenei d'Italia di non lasciare tutto il peso della protesta sulle nostre spalle, e li esortiamo ad iniziare la protesta con le stesse modalità, visto che la scadenza del 15 maggio non è lontana.
Tale azione, se diffusa a livello nazionale, avrà un duplice effetto: 1) far sentire con forza il nostro dissenso verso un DdL che annichilisce noi ricercatori e l'università statale, 2) dare sostegno e peso alla trattativa che Marco Merafina sta conducendo.
Se non ci muoviamo ora, dopo sarà troppo tardi.
Franco Frau
In rappresentanza dei ricercatori "indisponibili" di Cagliari

GIORGIO ISRAEL, MESSAGGERO del 10/3/2010 a pag. 1

COSI BOLOGNA RICHIAMA I TALENTI IN FUGA
E.B., SOLE 24 ORE del 10/3/2010 a pag. 23

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