martedì 1 giugno 2010

Bettiza sul caso Pasternak

Chi aveva paura del dottor Zivago
Mezzo secolo fa moriva Pasternak, perseguitato e vilipeso a Mosca: eppure, come disse Nabokov, il suo romanzo era una sorta di connubio fra tradizione tolstojana e pratica del realismo socialista
di ENZO BETTIZA, TuttoLibri de La Stampa, 29 maggio 2010

La lunga e complicata burrasca del caso Pasternak è ormai preistoria. Dopo mezzo secolo nessuno sembra ricordarla più. Eppure imperversò con inaudita virulenza come uno scandaloso giallo letterario e politico dall’autunno 1957, anno d'uscita in Italia in sensazionale prima mondiale del Dottor Ž ivago, al 2 giugno 1960, data delle esequie semiclandestine del poeta e romanziere russo nel cimitero di Peredelkino. Il clima ostile, che aveva circondato quegli ultimi anni tempestosi della sua vita, lo si poteva dedurre da un verso della poesia Amleto che i pochi amici, intorno al feretro, recitavano a voce altissima: «Sono solo, tutto intorno a me sprofonda nella falsità»...

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