venerdì 6 agosto 2010

Università: i ricercatori confermano l'indisponibilità agli affidamenti per il prossimo anno accademico

Nonostante i ripetuti interventi in tal senso del presidente della Repubblica (l'ultimo proprio ieri, in risposta ad una lettera della Rete29Aprile), il testo del DDL Gelmini approvato al Senato non risponde in alcun modo all'esigenza reale di una riforma universitaria e non risponde alle richieste che i lavoratori dell'Università, in primo luogo i ricercatori, hanno avanzato in questi mesi. A questo si aggiunge il permanere dei tagli complessivi al sistema e del blocco degli scatti, questioni gravissime rispetto alle quali - al di là di esercizi retorici che hanno condotto al prevedibile voto favorevole dell'on. Francesco Rutelli e alla resa senza condizioni della CRUI - il governo non ha preso alcun impegno.
E' dunque pienamente confermato uno stato di agitazione che, semmai, a partire da ottobre verrà rilanciato con determinazione ancora maggiore, puntando a coinvolgere le fasce docenti sinora rimaste defilate, i ricercatori td e gli studenti. Non a caso, in questi giorni l'indisponibilità dei ricercatori ad accettare gli affidamenti per l'A.A. 2010/11 si va allargando in tutti gli Atenei.
La novità sta nel fatto che il governo è oggi molto più debole. Questo non dà di per sè alcuna garanzia, perché le cosiddette "opposizioni" sono in realtà del tutto d'accordo con la maggioranza nel merito del DDL e sarebbero capaci di andare avanti con l'approvazione del testo anche nel caso di un cambiamento repentino degli equilibri politici. Tuttavia, a partire da settembre le condizioni saranno oggettivamente più favorevoli alla protesta del mondo universitario e anche a Urbino faremo di tutto per sfruttare questa congiuntura.



L'ultima nota dell'ANDU, l'Associazione nazionale dei docenti universitari, è particolarmente interessante perché consente di individuare sinteticamente le principali responsabilità alle spalle del DDL Gelmini (PD, Confindustria, CRUI). Interessanti anche le considerazioni del prof. Carlo Galli in merito ai meccanismi di cosiddetta "valutazione" e ai rischi di un controllo preventivo sulla ricerca e sugli indirizzi culturali dell'Università italiana [SGA].

1. Il 29 luglio 2010 il Senato ha approvato i 'nuovo' testo del DDL. Per leggere il 'nuovo' testo (v. punto a) cliccare: http://www.andu-universita.it/2010/08/04/ddl-senato/

2. Martinotti: "insano inciucismo tra PD e governo". Il recente intervento di Guido Martinotti ("La breve vita infelice della campagna d'estate del compagno Marco Meloni") e' interessante anche perche' Martinotti e' uno dei pochi che prende di petto le responsabilita' del PD, attacca frontalmente la "premiata ditta Giavazzi e Co" che "si pavoneggia (sul Corriere della Sera) gongolante della bonta' delle pratiche della sua universita' privata (la Bocconi) in uno spot a favore del proprio ateneo" e denuncia "la politica del MIUR" fatta "da un team (chiamiamolo cosi') di consulenti prevalentemente provenienti da universita' private e fortemente appoggiati da Confindustria". Il fatto e' "che questa riforma s'ha da fare". Martinotti denuncia anche che non tutti "hanno accesso alle colonne dei quotidiani controllati dalla lobby pro-Gelmini".
Le critiche di Martinotti al PD sembrano riferirsi agli anni piu' recenti, mentre e' vero che la responsabilita' di una scelta lucidamente demolitrice dell'Universita' statale risale ad alcuni decenni fa: finta autonomia finanziaria, finta autonomia statutaria, finti concorsi locali, imposizione del "3 + 2", svuotamento del CUN, progressiva riduzione dei finanziamenti, ripetuto blocco dei concorsi, aumento a dismisura del precariato...
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CARLO GALLI , REPUBBLICA del 5/8/2010 a pag. 40

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