venerdì 8 ottobre 2010

Università: confindustria comanda, il parlamento obbedisce

Comunicato stampa dei ricercatori FLC UniUrb
Il DDL Gelmini va respinto non solo perché mortifica i ricercatori e incrementa il precariato ma perché concentra ulteriormente il potere nelle mani di pochi docenti, apre la strada alla privatizzazione delle Università e taglia il Diritto allo studio. Quella dei ricercatori non è dunque una lotta corporativa: i ricercatori sono semmai gli unici a difendere l’Università pubblica nel suo insieme.
E’ per questo che i ricercatori che fanno riferimento alla FLC sono delusi per l’atteggiamento di chiusura del Senato Accademico dell’Università di Urbino.
Avevamo chiesto all’Ateneo un giudizio chiaro, perché è a tutti noto che la Conferenza dei Rettori, invece, valuta molto positivamente il DDL e in questi giorni sta spingendo in maniera forsennata per la sua rapida approvazione alla Camera. Avevamo anche chiesto una settimana di rinvio o di blocco dell’attività didattica, per avere un segno tangibile della solidarietà della nostra Università, come è avvenuto altrove. Ci è stato risposto di no e a questo punto le iniziative di confronto con gli studenti possiamo anche organizzarcele da soli.
Ricordo a tutti che sinora l’unico gesto concreto dell’Ateneo è stato quello di sostituire con docenti esterni a contratto i ricercatori indisponibili della Facoltà di Scienze della Formazione; tra poco toccherà ai colleghi di Scienze e Tecnologie e nel secondo semestre ai colleghi indisponibili delle altre Facoltà. Con quali ricadute in termini di qualità dell’offerta formativa è facilmente prevedibile.
E’ chiaro che in queste condizioni e in questo momento, la proposta di un tavolo che affronti le vertenze locali è del tutto inopportuna. Non perché non ci sia niente di cui discutere (i punti sono numerosissimi, a partire dal peso elettorale dei ricercatori, dalla loro rappresentanza in Senato e dalla retribuzione del loro insegnamento) ma perché si darebbe l’impressione di un Ateneo che a parole predica solidarietà ma lavora in realtà per dividere il fronte della protesta.

MANIFESTO del 7/10/2010 a pag. 1
GUIDO GENTILI, SOLE 24 ORE del 7/10/2010 a pag. 1
ANGELA GENNARO, RIFORMISTA del 7/10/2010 a pag. 8
ALESSANDRA MIGLIOZZI, MESSAGGERO del 7/10/2010 a pag. 13
GIORGIO ISRAEL, GIORNALE del 7/10/2010 a pag. 1
FA.SAL., LIBERAZIONE del 7/10/2010 a pag. 6

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