giovedì 2 dicembre 2010

Ungere le ruote: il liberalismo si autoassolve

Gaspard Koenig, Il fascino discreto della corruzione, Bompiani, Milano 2010

Non si sfugge alla corruzione. Ha attraversato le epoche e le società con il suo carico di scandali e indignazioni; i magistrati ogni giorno ne scoprono nuovi esempi; i giornalisti e l'opinione pubblica la condannano. Gaspard Koenig ne ricostruisce la storia e la fenomenologia attraverso i campi più diversi, dalla letteratura al cinema, dalla politica all'arte contemporanea. In ogni età la corruzione ha rappresentato un elemento di dinamicità sociale e individuale, contrapposta al moralismo che spesso ha favorito la chiusura e la stagnazione. Da Richelieu a Berlusconi, molti personaggi sono stati accusati di aver barattato per denaro favori e benefici: da un punto di vista antropologico, è un'azione alla base di tutte le società umane fondate sullo scambio. Il racconto di Koenig è un viaggio tra i riti e i vizi dall'antichità a oggi, attraverso il quale la corruzione rivela il suo fascino irresistibile e le sue virtù, che i benpensanti ci hanno insegnato a ignorare. D'altronde, già nel XVIII secolo Bernard Mandeville nella sua "Favola delle api" immagina un alveare che prospera e si sviluppa grazie alla corruzione. E se avesse ragione?


GASPARD KOENIG è scrittore e filosofo liberale. Nato nel 1982 ha esordito, giovanissimo, con Octave avait vingt ans (Grasset, 2005), che ha vinto il premio Jean Freustié, seguito da Un baiser à la russe (Grasset, 2006). Diplomato all’Ecole normale supérieure, è in seguito diventato professore associato di Filosofia. È stato, fino al giugno del 2009, autore dei discorsi del ministro francese Christine Lagarde. Dal 2009 lavora per la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

PAOLO MIELI, CORRIERE DELLA SERA del 30/11/2010 a pag. 42/43

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