domenica 6 marzo 2011

Scheler: empatia o visione razziale del mondo?

Dopo aver fatto passare Hannah Arendt per una filosofa di sinistra, Laura Boella ci prova adesso con Max Scheler, del quale riporto qui una significativa testimonianza di "simpatia" umana [SGA]:

«Tutta la nostra conoscenza positiva in merito a quella origine non prova a mio avviso che la l’umanità [Menschenart] costituisca nel suo significato l’unità di una parentela di sangue e dunque che tutte le razze derivino da uno stesso stadio d’evoluzione animale. Piuttosto, è verosimile che le diverse razze risalgano a specie diverse di esseri animali, i quali sono gli antenati comuni dell’umanità [Menschenart] e dei primati. Ma anche se fosse valida l’ipotesi “polifiletica” della discendenza umana, ciò che corrisponde nella realtà al concetto di “uomo” non sarebbe affatto una specie unitaria reale (la quale, come tale, presupporrebbe una parentela di sangue) ma solo un oggetto universale, il quale, non appena venisse pensato il suo correlato reale, si dissolverebbe sin dall’inizio in una molteplicità di unità razziali» (da: Der Formalismus in der Ethik und die Materiale Wertethik)

Max Scheler: ESSENZA E FORME DELLA SIMPATIA, a cura di Laura Boella, Franco Angeli, Milano

Elogio del co-sentire di Max Scheler: arriva dagli Anni 20 una proposta di salvezza
ERMANNO BENCIVENGA, Tuttolibri, 5 marzo 2011

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