lunedì 23 maggio 2011

Giuseppe Prestipino interviene sui temi posti da Luigi Cavallaro

Dice bene Prestipino quando afferma che "alcune parole della rivoluzione passiva neoliberista ricalcano parole sessantottesche, appropriandosi del loro contenuto". Questo però non confuta le tesi di Cavallaro, perché questo processo di appropriazione, per funzionare, deve fondarsi su un terreno comune. C'erano cioè impostazioni culturali e politiche che si prestavano a questa incorporazione ideologica a partire da una affinità potenziale. La contestazione post-sessantottesca della forma partito, ad esempio, o la critica dello Stato e del potere... [SGA].

GIUSEPPE PRESTIPINO, IL MANIFESTO del 20/5/2011 a pag. 15

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