mercoledì 18 maggio 2011
Il Financial Times recensisce la Controstoria di Domenico Losurdo
E il Corriere della Sera non sembra molto contento [SGA].
Locke, stock and barrel
By Peter Clarke, Financial Times,May 13 2011
Liberalism: A Counter-History, by Domenico Losurdo, translated by Gregory Elliott, Verso RRP£22, 384 pages
Liberal has been a dirty word in US politics for some time. President Barack Obama can supply convincing answers to the two preposterous charges about his identity that he has faced recently. One, that he is not really an American, was dismissed by producing his birth certificate. The other, that he is a socialist, is more difficult. It could be exploded by declaring that he is self-evidently liberal in his political convictions. But we can be fairly confident that he will not be using the L-word, even though it claims a political pedigree stretching back to the founding fathers...
Terza pagina Il caso Recensito un testo sul liberalismo
Losurdo, l'apologeta di Stalin elogiato dal «Financial Times»
Antonio Carioti Corriere della Sera 17 maggio 2011
Non capita spesso che uno studioso italiano di matrice hegeliano-marxista, autore anche di un saggio in difesa di Stalin, venga ampiamente recensito in termini elogiativi sul «Financial Times» espressione autorevole del capitalismo anglosassone. Ma evidentemente Domenico Losurdo, docente di Filosofia all' Università di Urbino, gode di più credito all' estero che in Italia, almeno a giudicare dal lungo articolo dedicato alla traduzione inglese della sua Controstoria del liberalismo (Laterza, 2005) da Peter Clarke, autore di saggi su Keynes e sulla storia britannica del Novecento. Il libro, con una vasta messe di citazioni, denuncia la vocazione elitaria del liberalismo classico, il cui impegno per l' affermazione dei diritti individuali rimase a lungo circoscritto nell' ambito della borghesia, escludendo le classi più umili e legittimando addirittura la schiavitù per gli appartenenti ai popoli di colore. Clarke accetta questa ricostruzione, che pure in alcuni aspetti appare unilaterale, per volgerla in senso positivo. Se grandi pensatori del passato (da John Locke a Jeremy Bentham, da David Hume a Thomas Jefferson) hanno ritenuto che vaste categorie d' individui non dovessero godere dei diritti fondamentali per cui si battevano, queste «clausole d' esclusione», osserva Clarke, non possono tuttavia essere ritenute «intrinseche ai valori centrali» del liberalismo. Quindi il libro di Losurdo può essere utile per definire una visione politica più aperta e inclusiva. D' altronde esistono molti tipi di liberalismo. E se, come ammette anche Losurdo, i liberali hanno saputo imparare dai loro avversari democratici e marxisti, fino a recepirne molte istanze, è perché la loro fiducia nello scambio delle idee, insieme alla consapevolezza di non possedere la verità assoluta, li predisponeva alla comprensione delle ragioni altrui. In fondo sta qui la vera grande forza del liberalismo, al di là delle umane incoerenze di tanti suoi esponenti.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento