mercoledì 4 maggio 2011

Il terrorista più pericoloso del mondo

Chi ama Osama o Obama?
di Piergiorgio Odifreddi, repubblica.it, 4 maggio 2011
... Dall’altro lato, il premio Nobel per la pace ha ordinato che la cruenta azione militare fosse compiuta violando impunemente la sovranità territoriale di uno stato indipendente, ha esultato alla notizia dell’uccisione del nemico, ha annunciato che “ora il mondo è migliore”, e ha dovuto sorbirsi la replica del Vaticano che “di fronte alla morte di un uomo un cristiano non si rallegra mai”: soprattutto, quando l’ha sulla coscienza lui...

GINOCRATE OBAMIANE
di Fulvio Grimaldi, da fulviogrimaldi.blogspot.com
Nel coro degli ignavi, complici, imbecilli e boccaloni, tutti a celebrare l'esecuzione extragiudiziale dello pseudo-Osama, in violazione di ogni principio di diritto e della sovranità di uno Stato, tutti ad accreditare l'operazione brillante contro chissà chi, non certo contro un agente saudito-Cia morto di diabete 10 anni fa, come confermato da cento testimoni, tutti a sussurrare solo qualche dubbio su foto taroccate e istantanea sparizione in mare, in questo coalizione dei volenterosi della frode universale, eccelle nel "manifesto" Ida Dominijanni. Ieri, nel solito corsivo da ginocrate spocchiosa e incompetente, ha glorificato il suo appassionato amore, Obama, già celebrato come il deus ex machina della rinascita umana, attribuendo a lui, al suo discorso di fuffa truffaldina ai musulmani al Cairo, sia il movimento di rivolta arabo (tutto compreso, pure le operazioni belluine imperialiste contro Libia e Siria), sia la decisione del serial killer Usa di ammazzare un falso scopo. Neanche mezzo fiato per accennare al crimine di guerra e contro l'umanità che il suo idolo ha compiuto in Pakistan, a ulteriore esaltazione delle carneficine che va compiendo in giro per l'Asia e l'Africa. Fa il paio con la veneranda maestra Rossanda che, dimentica di ogni sussulto di classe e antimperialista, ancora insiste a vedere Spartaco e le brigate internazionali di Spagna, nei briganti di Bengasi apripista della mattanza Nato. Roba da immondezzaio della storia, direbbe quel tale.

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