venerdì 20 maggio 2011
Quando il liberalismo divenne democratico, ma non troppo. Tradotto "La mente liberal" di Minogue
Kenneth Minogue: La mente liberal, TRADUZIONE DI REBECCA O'DOHERTY, Liberilibri, 2011
Questo saggio, pubblicato la prima volta nel 1963 a Londra, e poi in America nel 2001, resta una delle più acute analisi della deriva del liberalismo classico verso un utopismo welfaristico compassionevole e statalista. Una forma di liberalismo, quello liberal, che consegnando ai governi sempre più poteri ha finito per produrre una società fatta di individui sempre meno responsabili e meno liberi, o, per dirlo con le parole che Kenneth Minogue usa nella sua prefazione a questa prima edizione italiana, the liberal mind “è una una forma di idealismo sentimentale che incoraggia la dipendenza dal governo e promuove l’autocommiserazione e l’obbedienza, piuttosto che virtù come la fiducia in se stessi”.
Kenneth Minogue (1930)
Nato in Nuova Zelanda, è professore emerito di Scienze politiche alla London School of Economics. Ha insegnato nei maggiori istituti di ricerca e università del mondo.
È presidente della Mont Pelerin Society. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Nationalism (1967); Alien Powers: The Pure Theory of Ideology (1985); Politics: A Very Short Introduction (1995); The Servile Mind: How Democracy Erodes the Moral Life (2010).
ISHMAEL, ITALIA OGGI del 19/5/2011 a pag. 4
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