Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.
lunedì 20 febbraio 2012
Feticcio delle immagini o feticcio della merce?
Massimo Fusillo: Feticci. Letteratura, cinema, arti visive, il Mulino, pagg. 205, euro 20
Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.
Investire gli oggetti materiali di valori simbolici ed emotivi, trasformandoli in feticci, è un fenomeno antico diventato cruciale nella nostra epoca in cui gli oggetti sono interlocutori privilegiati delle emozioni, quasi parti del nostro corpo. Rispetto alle sue origini antropologiche e psicanalitiche, lo stesso concetto di feticismo sta perdendo le connotazioni negative di inautenticità. Illustrando il nesso privilegiato che esiste tra feticismo e creatività artistica, l’autore esplora la storia e la tipologia dell’oggetto feticcio (dal manto di Giasone ai piatti dipinti del romanzo proustiano, alla palla da baseball di DeLillo), fra letteratura, cinema, arte contemporanea.
Massimo Fusillo insegna Critica letteraria e Letterature comparate all’Università dell’Aquila, dove coordina anche il dottorato in Generi letterari. Fra i suoi libri più recenti: «La Grecia secondo Pasolini» (Carocci, 20072); per il Mulino «Il dio ibrido. Dioniso e le “Baccanti” nel Novecento» (2006) e «Estetica della letteratura» (2009).
Quando gli oggetti di adorazione diventano creazioni artistiche
La dimensione della visualità ora preponderante è indagata e non bollata
Dal vello d´oro degli Argonauti ai film, un saggio di Massimo Fusillo riflette sul valore simbolico delle "cose" tra letteratura e nuovi linguaggi
Tutte le storie di Dickens sono ricche di "installazioni" con suppellettilidi Valerio Magrelli Repubblica 18.2.12 da micciacorta.it
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