giovedì 23 febbraio 2012
Il problema della gestione dei conflitti e della giustizia di transizione nel libro di Portinaro
P. Paolo Portinaro: I conti con il passato. Vendetta, amnistia, giustizia, Feltrinelli
La ricerca di una via d'uscita negoziata dai regimi oppressivi o dalle guerre civili del passato è diventata una delle preoccupazioni prioritarie della politica, interna e internazionale, in età contemporanea. Non è sempre stato così. Di norma, nella storia, alla fine di periodi di convulsione erano parse percorribili solo due strade opposte: la brutale resa dei conti, cioè la vendetta, oppure l'oblio e l'amnistia, vale a dire la clemenza. Ai quattro angoli del mondo le ultime generazioni hanno sempre più spesso fatto esperienza di altre modalità di chiusura dei conti con il passato: quella della via giudiziaria dei processi penali internazionali, indirizzati a punire i maggiori responsabili di crimini e violenze indiscriminate, e quella delle commissioni verità e riconciliazione, che, facendo luce sulle varie forme di "macrocriminalità di stato", dovrebbero creare le condizioni per il ristabilimento di quel minimo di reciproca fiducia necessaria alla convivenza civile. L'alternativa tra il chiudere i conti con il passato senza averli fatti e il fare i conti con il passato senza mai chiuderli incombe così sempre sui processi di transizione, alimentando tanto l'assunzione morale di responsabilità collettive quanto la politicizzazione della memoria.
Da Norimberga alle commissioni di riconciliazione, la difficile riparazione dei crimini di guerra e dei delitti legati alle dittature. «I conti con il passato» del filosofo della politica Pier Paolo Portinaro
ARTICOLO Alberto Burgio il manifesto 2012.02.23 - 10 CULTURA
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