domenica 22 aprile 2012
Colette Arnould: La stregoneria. Storia di una follia profondamente umana, traduzione italiana di Vito Carrassi, prefazione di Massimo Centini, Bari, Dedalo, pp. 430, euro 26
Argomento ampiamente
frequentato dalla storiografia (e non solo), la stregoneria ha sempre
suscitato notevole curiosità in un vasto pubblico, una curiosità
talvolta morbosa, che ha spesso nuociuto alla qualità degli studi ad
essa dedicati. Il merito di quest’opera risiede innanzitutto nel rigore
scientifico con cui l’autrice interroga la storia e ne trae
interpretazioni che investono l’uomo nelle pieghe più intime e oscure
del suo immaginario e del suo inconscio. Il libro va dritto al cuore del
problema, ripercorrendo le tracce di una storia che affonda le radici
nell’Antichità e giunge fino ai nostri giorni, dopo aver caratterizzato
in forme diverse il Medioevo e l’epoca moderna. Medea e Circe sono le
mitiche progenitrici di una figura, quella della strega (e, in minor
misura, dello stregone), che riesce a catalizzare su di sé alcuni nodi
cruciali della vicenda storica dell’Occidente, in un groviglio nel quale
religione, superstizione e magia convivono. Una lucida e penetrante
analisi storico-culturale, capace di svelare meccanismi e moventi di un
fenomeno da cui abbiamo ancora molto da imparare.
È impossibile scrivere una storia del fenomeno. Se ne può studiare il complesso mitologico e l'influenza nelle diverse culture
Franco Cardini Europa 21 aprile 2012
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