giovedì 31 maggio 2012
Genealogia del debito secondo David Graeber
David Graeber: Debito. I primi cinquemila anni, Il Saggiatore
Scheda editoriale
David Graeber, l’antropologo alle origini del movimento di Seattle e del
movimento Occupy (suo lo slogan «Siamo il 99%»), rivoluziona la teoria
sociale ed economica in un libro destinato a rimanere nel tempo.In uno
stile colloquiale e diretto, attraverso l’indagine storica,
antropologica, filosofica, teologica, Graeber ribalta la versione
tradizionale sulle origini dei mercati. Mostra come l’istituzione del
debito sia anteriore alla moneta e come da sempre sia oggetto di aspri
conflitti sociali: in Mesopotamia i sovrani dovevano periodicamente
rimediare con giubilei alla riduzione in schiavitù per debiti di ampie
fasce della popolazione, pena la deflagrazione di tutta la società. Da
allora, la nozione di debito si è estesa alla religione come cifra delle
relazioni morali («rimetti a noi i nostri debiti») e domina i rapporti
umani, definendo libertà e asservimento.Mercati e moneta non sorgono
automaticamente dal baratto, come sostengono gli economisti fin dai
tempi di Adam Smith, ma vengono creati dagli stati, che tassano i
sudditi per finanziare le guerre e pagare i soldati. In quest’ottica, il
conio della moneta si diffonde per imporre la sovranità dello stato e
assicurare il pagamento uniforme dei tributi. L’economia commerciale,
basata sulla calcolabilità impersonale, eclissa così le economie umane,
basate sulla reciprocità personale. Gli ultimi 5000 anni di storia hanno
visto l’alternarsi di fasi di moneta aurea e moneta creditizia, fino al
definitivo abbandono dell’oro come base del sistema monetario
internazionale nel 1971.Graeber guarda agli sviluppi di Europa, Medio
Oriente, India e Cina, e individua tre grandi cicli nella lunga storia
del debito. L’Età assiale (dall’800 a.C. al 600 d.C.), in cui si impone
il potere di conio degli imperi e le grandi religioni fanno la loro
comparsa. Il Medioevo, dove l’economia viene demonizzata, in Europa come
in Cina. L’età degli imperi capitalisti, delle grandi conquiste e del
ritorno allo schiavismo, che vede il mondo inondato d’oro e
d’argento.Graeber esplora infine la crisi attuale, nata dall’abuso di
creazione di strumenti finanziari ilSaggiatore da parte delle grandi
banche deregolamentate, e sostiene la superiorità morale di cittadini e
stati indebitati rispetto a creditori corrotti e senza scrupoli che
vogliono ridurre libertà e democrazia alla misura dello spread sui
titoli pubblici.
Buona parte del discorso religioso e politico si basa su un linguaggio simile a questo
Peccatori, eroi o insolventi, che succede a chi non paga?
di David Graeber Repubblica 31.5.12 da dirittiglobali
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