venerdì 18 maggio 2012
I cattolici e la fondazione di Israele
Paolo Zanini: Aria di crociata». I cattolici italiani di fronte alla nascita dello Stato d'Israele ( 1945-1951), Unicopli
Attraverso
l'analisi di una vasta documentazione, tra cui numerosissimi articoli
comparsi sui principali organi della stampa cattolica e alcuni
autorevoli studi precedenti, il ricercatore Paolo Zanini descrive nel suo libro le reazioni della Chiesa di Roma e dei suoi fedeli italiani alla nascita dello Stato di Israele.
Da “Aria di crociata. I cattolici di fronte alla nascita dello Stato di Israele (1945-1951)” esce,
quindi, un quadro variegato di un mondo dibattuto fra concezioni
tradizionalistiche e osservazioni piuttosto obiettive della realtà, in
cui sacerdoti, giornalisti e portavoce della Santa Sede espressero le
loro opinioni così diverse e, talvolta, addirittura contrastanti.
Se
da un lato, infatti, almeno inizialmente, alcuni tra i peggiori atavici
pregiudizi nei confronti degli ebrei, come quello riguardante la
condanna divina alla peregrinazione eterna del “popolo deicida”o quello
sulla “perfidia giudaica” potevano portare gli opinionisti cattolici a
dipingere come un evento del tutto negativo la decisione della creazione
dello Stato di Israele, di fronte alla realtà positiva di una società
aperta, rispettosa, laboriosa e al contempo moderna, alcuni opinionisti
espressero il loro apprezzamento e, in un caso, la propria ammirazione.
Non
erano, però, solo i feroci pregiudizi che nei secoli passati avevano
portato a persecuzioni e distruzioni ad influenzare i numerosi autori. I
cattolici italiani erano terrorizzati da possibili infiltrazioni
sovietiche, alcuni guardavano con disprezzo i kibbutz (come espressioni
del socialismo collettivista) e la laicità della maggioranza dei giovani
israeliani, altri, al contrario, erano timorosi degli ebrei ortodossi
visti come portatori di un oscurantismo intollerante nei confronti degli
appartenenti ad altre religioni; altri ancora erano preoccupati per la
libertà di accesso ai luoghi santi, della professione pubblica della
fede e dell'incolumità della minoranza cristiana.
C'era
anche un senso di rivalità nei confronti della Gran Bretagna sia dal
punto di vista politico (come potenza mandataria e coloniale), sia da
quello religioso (in qualità di rappresentante di una delle Chiese
evangeliche), e degli altri grandi Stati che in qualche modo erano
protagonisti della scena mediterranea e mediorientale in quegli anni
(oltre all'Unione Sovietica anche gli Stati Uniti, altri Paesi europei,
il mondo arabo e così via).
D'altra
parte la ferita ancora aperta delle persecuzioni cristiane e della Shoà
e la minaccia di un nuovo sterminio perpetrato dagli arabi
influenzavano invece le opinioni favorevoli alla creazione prima e allo
Stato poi.
Un'attenzione particolare e più approfondita è data al dibattito sullo status di Gerusalemme, al quale la
stampa cattolica dedicò una grande attenzione, mostrando una forte
rigidità verso ogni compromesso, soprattutto verso le proposte
israeliane.
Uno
studio importante, questo libro, non solo per approfondire la storia di
quegli anni, ma anche per capire meglio quanto avviene oggi.
IL FOGLIO del 17/5/2012
LIBRI a pag. 3
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento