giovedì 3 maggio 2012
Il libro di Brancaccio e Passarella sulla crisi economica
Il recensore confindustriale accusa Brancaccio di "populismo". Per costoro, è populismo tutto ciò che puzza di redistribuzione [SGA].
Emiliano Brancaccio e Marco Passarella: L'austerità è di destra. E sta distruggendo l'Europa, Il Saggiatore, Milano, pagg. 152, € 13,00
Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, tutti a
ripetere lo stesso mantra: austerità, pareggio di bilancio, taglio della
spesa pubblica. E intanto la grande recessione ci rituffa
nell'incertezza totale del settembre 2008, quando la Lehman Brothers
crollò gettando i mercati finanziari nel panico. Se allora erano le
banche a dover passare sotto le forche caudine della speculazione,
adesso è la volta degli Stati, specialmente quelli europei, indebitati
fino al collo per far fronte alla crisi e costretti a sottomettere il
proprio debito al giudizio giornaliero dei mercati e alle bizze delle
agenzie di rating. Dopo Grecia e Irlanda, anche Spagna e Italia sono
arrivate a un passo dal baratro, mentre la politica monetaria appare
impotente nell'impedire la frantumazione dell'Europa. Ma se l'austerità
fosse il rimedio che aggrava la crisi invece di risolverla? Se i tagli e
l'aumento delle tasse invece di risanare il bilancio deprimessero
ulteriormente l'economia e quindi il gettito fiscale? Emiliano
Brancaccio e Marco Passarella, rinnovando la lezione di Keynes, ci
spiegano perché, di fronte a una crisi di domanda come la nostra, la
linea dell'austerità va combattuta, in quanto conservatrice, antisociale
e quindi antidemocratica. Perché l'austerità è di destra, anche se in
bocca a politici di tutti gli schieramenti.
Giorgio Barba Navaretti Domenicale 29 aprile 2012
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