giovedì 31 maggio 2012
La strana cancellazione di una mostra imbarazzante
La mostra sospesa su Sabra e Chatila: per una didascalia?
Le parole sulla strage a Beirut nell’82 bocciate dal Comune di Roma
di Roberta Zunini
il Fatto 31.5.12 da Segnalazioni
I
fantasmi di Sabra e Chatila, a distanza di trent’anni, continuano a
pesare sulla coscienza della comunità internazionale e a dividerla, tra
pro-palestinesi e pro israeliani, quando si tocca il tasto delle
responsabilità. Circa il livello di efferatezza del massacro di
centinaia di donne e bambini palestinesi, allora rifugiati nei due campi
profughi libanesi, nessuno invece ha da obiettare. Né l'assessore alla
Cultura del Comune di Roma, Di-no Gasperini, che ha fatto sospendere la
mostra fotografica “Notte molto nera - Sabra e Chatila, una memoria
scomoda”, in programma da ieri fino a luglio presso la Casa della
Memoria, né il presidente della comunità ebraica romana, Riccardo
Pacifici che “diffiderà chiunque continuerà a sostenere a mezzo stampa e
web che la mostra è stata sospesa a causa della pressione della
comunità sionista”.
LA VICENDA ha inizio ben due anni fa quando la
fotografa antropologa Laura Cusano presentò al comitato di
programmazione della Casa della Memoria (un'istituzione animata da varie
associazioni tra cui l'Anpi, associazione nazionale partigiani e
l'Aned, ex de-portati, ma anche da un rappresentante del Comune di Roma)
un progetto per l'allestimento di una rassegna fotografica, corredata
da testi e didascalie, sui superstiti della strage compiuta dai
falangisti cristiani maroniti nel 1982, mentre i campi erano sotto il
controllo dell'esercito israeliano guidato da Ariel Sharon.
“Tutto è
andato bene fino al 21 maggio, giorno in cui ho ricevuto una telefonata
informale dai curatori della mostra, con cui mi si avvertiva che era
stata bloccata. Ho chiesto la motivazione di una decisione che
vanificava dall'oggi al domani tutto il nostro lavoro ma nessuno mi ha
dato una risposta – dice l'autrice - scritta. Mi domando chi o cosa
possa essere intervenuto per bloccare un'iniziativa a cui la Casa della
Cultura aveva dato il via libera con una lettera protocollata, che avevo
ricevuto il 23 aprile scorso”. A intervenire è stato il rappresentante
dell'assessore comunale, stando a quanto afferma lo stesso assessore
Gasperini: “Siccome il Comune dà il patrocinio e siccome un
rappresentante del mio assessorato fa parte del comitato di gestione
della Casa della Memoria ho voluto leggere i testi prima di dare il via
libera e ho ritenuto necessario esprimere un dubbio sulla correttezza
storica di questi testi, perché in uno l'autrice scriveva che il
mandante della strage dei profughi palestinesi era l'esercito
israeliano”.
LAURA CUSANO spiega di non essere una storica e di
essere disposta a togliere quelle accuse che rappresentano il suo
pensiero. “Però nessuno me l'ha chiesto, nessuno finora ha voluto
discutere di ciò. Io non ho alcun problema nel togliere quella frase
perché il mio lavoro riguarda le sofferenze delle persone, la follia
della guerra, non i mandanti o i colpevoli. Era un lavoro sulle vittime.
Ho sollecitato l’assessorato ma nessuno mi ha risposto”.
Fino a
ieri, quando la fotografa è stata informata dai curatori della mostra
che oggi dovrà presentarsi all'assessorato per discutere. “La comunità
ebraica non è contraria a che si ricordino i civili innocenti uccisi dai
falangisti ma non è tollerabile che si accusi Israele di essere il
mandante. Perciò ringrazio l'assessore Gasparini per avermi informato di
questa pericolosa iniziativa”, ha sottolineato Pacifici.
L’assessore
aveva confermato al Fatto di aver sentito effettivamente la comunità
ebraica prima di porre “il dubbio” alla Casa della Memoria.
Probabilmente la mostra verrà posticipata.
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