martedì 22 maggio 2012
L'edizione critica del Papiro di Artemidoro
Pseudo-Artemidoro: Epitome: Spagna. Il geografo come filosofo, a cura di Luciano Canfora, ed. Antenore, pp. 87, € 12
La paternità
del ‘Papiro di Artemidoro’: storia di un falso moderno. Del testo in
lingua greca che qui viene presentato si è cominciato a parlare fra i
papirologi nei primi anni Novanta, quando il manufatto apparteneva a un
collezionista tedesco; nel 1998 Gallazzi e Kramer pubblicarono una prima
dettagliata descrizione dell’oggetto che fu ritenuto risalente a
un’epoca che va dal I secolo a.C. al I d.C e attribuito ad Artemidoro.
Lo storico dell’arte Salvatore Settis ha altresì sostenuto l’autenticità
del papiro. Lo studio di Canfora mette in luce in modo essenziale dei
dati di fatto che impongono invece le due seguenti conclusioni: a) il
cosiddetto papiro di Artemidoro è un falso moderno, costruito ovviamente
con materiali antichi; b) l’autore del falso è Costantino Simonidis
(1820-1890 circa). A giudizio di Canfora, occorre considerare due
questioni. La prima è che il papiro non può essere di Artemidoro, come
ritengono Gallazzi e Kramer, poiché lo impediscono una lingua greca
molto lontana dagli usi e dal lessico propri del II/I secolo a.C. e
diverse contraddizioni fattuali che possono essere spiegate solo alla
luce di evoluzioni posteriori delle conoscenze geografiche. La seconda
questione è che la cronologia del testo è molto tarda ed è incompatibile
con il fatto che quello si trovi su un rotolo di papiro, una forma di
libro che fu presto soppiantata dal codice di pergamena.
Da quando è scoppiata la disputa, tra gli
studiosi si è imposta una nouvelle vague : sui documenti sospetti è
finita l'era dell'omertà e del galateo accademico
SILVIA RONCHEY La Stampa 22/05/2012
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