sabato 5 maggio 2012

Se questa è storia

Senza commento possibile, sia per il libro recensito che per la recensione. Poiché il Corriere dovrebbe essere il Corriere, l'articolo di Libero al confronto è un trattato accademico [SGA].

E Hitler fornì a Mussolini un precursore del Viagra
di Enrico Mannucci  Corriere 5.5.12 da Segnalazioni


Stupri in gioventù, l'afrodisiaco Hormovin (un precursore del Viagra che gli procurò Hitler) alla fine. In mezzo — ovvero da Duce del fascismo — un battaglione di conquiste degno di una rockstar: una, due, anche quattro al giorno secondo le leggende più adulatrici, per decenni, fra amanti consolidate e conquiste effimere (non più definibili stupri, perché tante italiane sognavano l'avventura con lui, ma neanche troppo distanti). La biografia sessuale di Mussolini (nella foto) è un catalogo simil-mozartiano. E ci si è applicato Roberto Olla, storico e giornalista televisivo, autore, fra l'altro, dei Combat Film, antologia delle riprese di operatori militari trasmessa qualche anno fa. Dux è il titolo del suo libro, che ricalca quello della biografia scritta da Margherita Sarfatti, amante fra le più importanti nonché fondatrice con quell'opera di una parte notevole del mito mussoliniano. Olla parte dall'apprendistato giovanile — alquanto rude, di tale Virginia B., il futuro Duce scrisse: «Io la presi lungo le scale, la gettai in un angolo dietro a una porta e la feci mia. Si rialzò piangente e avvilita» — e arriva fino al 1936, l'anno di svolta (anche secondo l'opera defeliciana sulla cui traccia si muove il libro) nei rapporti fra Mussolini e Hitler. L'intreccio fra sesso e potere viene accuratamente esplorato, attraverso il corpo del Duce e le memorie delle sue conquiste, popolane o intellettuali tutte impegnate a denigrare la concorrente: Sarfatti contro Balabanoff, Petacci contro Sarfatti, la legittima Rachele contro tutte e, anche, superiore a tutte (tranne Claretta) nella certezza del possesso. Piero Melograni, che firma l'introduzione, ricorda come il sex appeal mussoliniano sia stato ben raccontato da Ettore Scola nel film Una giornata particolare. E ammonisce che non sempre e non tutti i passaggi storici sono decifrabili con la ricostruzione di quel che succede nei Palazzi o, addirittura, nelle camere di quei Palazzi. È vero però, conclude Melograni con l'occhio rivolto all'oggi (o al passato molto prossimo), che «i potenti sono costretti a occultare dietro gli onori, le pompe, i cerimoniali, a loro stessi, prima che agli altri, le loro insicurezze e le loro miserie».

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