sabato 5 maggio 2012
Una storia della casa editrice De Donato
Luca Di Bari. I meridiani. La casa editrice De Donato fra storia e memoria, Dedalo, Bari 2012
Negli anni ’70, quando la politica era partecipazione, vita di gruppo e
organizzazione di percorsi condivisi, l’intellettualità barese,
attraverso la De Donato, si fece interprete di un «pensiero della
complessità», che si contrapponeva tanto al conservatorismo della
cultura politica prevalente nella sinistra storica meridionale, quanto
al radicalismo teorico della «nuova sinistra». Questa esperienza
costituì il punto d’incontro di un gruppo di intellettuali meridionali
che rappresentarono forse l’ultimo episodio culturale significativo del
nostro Mezzogiorno. Difficile dire quali rapporti e quali legami con
quella storia si possano rintracciare nell’esplosione della cultura
pugliese e nella sua affermazione nella cultura nazionale dell’ultimo
trentennio: cinema, letteratura, musica, teatro e altri generi.
Un’esplosione che ha innovato, potenziato e proiettato nella cultura
nazionale la vitalità delle «Puglie» come non era mai avvenuto prima. La
storia della De Donato mostra legami evidenti con la costellazione del pensiero Meridiano.
Si tratta di una rotazione significativa, imperniata su una proiezione
euromediterranea inconcepibile prima della cosiddetta «globalizzazione»,
cioè dell’avvento del mondo post-bipolare. Storie che cominciano dove
quella della De Donato finisce.
ROMANO ONOFRIO, L'UNITA' del 4/5/2012 a pag. 40/41
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