mercoledì 31 ottobre 2012
Le conseguenze della crisi della pianificazione urbanistica
Enzo Scandurra: Vite
periferiche. Solitudine e marginalità in dieci quartieri di Roma, presentazione di Bruno Amoroso, Ediesse 2012, pp. 160, euro 12
Risvolto
Chi costruisce le nostre città? Gli amministratori, i politici, gli
immobiliaristi, gli urbanisti? Tutti costoro tracciano piani, elaborano
progetti, disegnano e realizzano opere, ma poi sono le persone in carne
ed ossa – coloro che la abitano – a produrre l’anima della città; anche
di una grande capitale come Roma. C’è una Grande Storia fatta di
personaggi e luoghi noti e c’è una piccola storia fatta anch’essa di
luoghi e persone che non vengono raccontati dalla narrazione mainstream.
La controffensiva liberista produce nelle nostre città desolazione,
solitudini, individualismi, competizione, egoismi, insieme a quella che
alcuni chiamano «modernizzazione», destinata ad emarginare ancora di più
gli abitanti che non riescono a prendere il suo treno in continua e
folle corsa verso un futuro oscuro. Quella che una volta era la città
moderna, la cui aria «rendeva liberi», oggi è una città desertificata di
individui che forse potremmo chiamare sconfitti, ma non perdenti, non
rinunciatari, ancora non rassegnati. Queste singole esistenze senza una
storia sono anche esempi di una irrinunciabile volontà di sopravvivere,
di una eccedenza umana irriducibile alle omologazioni della città
mercantile, che promette di crescere e diventare collettiva se si avrà
la forza di non lasciarle ancora sole; l’inizio di una nuova e diversa
storia delle nostre città.
Dieci brevi storie di «pezzi» di periferia romana raccontate da un
osservatore che ha rinunciato allo sguardo neutrale di urbanista,
intrecciate a dieci racconti di vite marginali, solitudini nella folla
anonima e silenziosa della città che un tempo fu eterna e, ora, solo
moderna.
il manifesto 2012.10.31 - 11 CULTURA
TAGLIO MEDIO - Piero Bevilacqua
Tra urbanistica e sociologia le «Vite periferiche» di Enzo Scandurra uscito da Ediesse
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