martedì 23 ottobre 2012
Risvolto
Chi sarebbe Antigone oggi? Se nella tragedia di Sofocle la donna
e il tiranno si fronteggiavano per dare o negare la sepoltura a
Polinice, in questa riscrittura di Valeria Parrella, libera e alta,
carica d'intensità e di poesia, è il diritto all'eutanasia a essere
al centro del racconto.
Antigone è una donna fiera e combattiva, che
di fronte a un dolore che la sovrasta e a una
legge che reputa ingiusta sceglie di non sottostare
all'editto del Legislatore. Per amore del
fratello Polinice, è disposta a muoversi continuamente
dal mondo dei vivi a quello dei morti,
consapevole di dover pagare le terribili conseguenze
che questa decisione comporterà.
La tragedia di Sofocle rivive in un testo teatrale
attualissimo e appassionato, che si interroga
sul libero arbitrio, l'eutanasia, l'incerto
confine tra legge della natura e legge dell'uomo,
la detenzione nelle carceri, il suicidio come
atto consapevole.
Con una scrittura decisa e profondamente
evocativa Valeria Parrella compie un'operazione
tanto rispettosa quanto indispensabile:
rileggere un mito che non ha mai smesso di
dialogare con il presente.
L'Antigone di Valeria Parrella ci restituisce la
potenza di un dramma eterno mantenendo intatta
la portata del messaggio originario. Un
discorso poetico sulla vita, sul coraggio, su cosa
significa essere partecipi del Diritto, oggi.
EVA CANTARELLA, Corriere della Sera | 23 Ottobre 2012
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