martedì 15 gennaio 2013
Gioco d'azzardo e genesi del capitalismo
Gherardo Ortalli: Barattieri. Il gioco d'azzardo fra economia ed etica. Secoli XIII-XV, il Mulino, pp. 264, euro 22)
Risvolto
Una innovativa ricerca ricostruisce la nascita,
largamente sconosciuta, del gioco d’azzardo. La sua tormentata
istituzionalizzazione nel tardo Medioevo, portata anche a rendita
attraverso tasse e tributi, matura in parallelo al risvegliarsi sociale
ed economico di quei secoli, superando le interdizioni giuridiche e
morali. Emerge allora una categoria di marginali, riconoscibili perché
usi a giocare tutto, «usque ad camisiam»: i barattieri, esclusi ma al
tempo stesso funzionali rispetto all’ordine corrente. Partendo da indizi
di carattere assai diverso, Ortalli descrive questo mondo al confine
fra legalità e illegalità, fra violenza e sconforto, tracciandone la
parabola fino al Quattrocento, quando l’azzardo trova altre vie e nuovi
strumenti: dalle carte da gioco alle lotterie.
Gherardo Ortalli insegna Storia medievale
nell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Con il Mulino ha pubblicato
anche «Scuole e maestri tra Medioevo e Rinascimento. Il caso veneziano»
(1996). Esperto di storia del gioco, dirige «Ludica», annali di storia e
civiltà del gioco della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Fra gli
altri suoi libri: «Lupi genti culture» (Einaudi, 1997).
SAGGI - Per il Mulino «Barattieri» di Gherardo Ortalli
La messa a rendita dell'azzardo trasformò la baratteria nella parte integrante di una statualità che non intendeva più rinunciare a servigi «infami», ma necessari
TAGLIO MEDIO - Marco Dotti il manifesto 2013.01.10 - 10 CULTURA
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